Referendum elettorale, i fascisti si astengono

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Referendum elettorale, i fascisti si astengono

Messaggio  Admin il Lun 15 Giu 2009, 12:28

La terza autorità dello Stato è sempre più sola

NON LO SEGUE PIU’ NESSUNO, DA ANNI PARLA AL VENTO.

Il 10 giugno ’09, Fini, rispondendo ad una domanda dei giornalisti ha dichiarato "Vado a votare e lo faccio convintamente", sottolineato che si "augurava che la stessa cosa la facciano gli italiani".

Se Berlusconi dopo aver incontrato Bossi ha annunciato che non avrebbe sostenuto la consultazione referendaria, Fini prontamente in disaccordo chiede agli italiani di andare a votare ed esprimersi per il si, nella convinzione che quel referendum che punta al bipartitismo, rileghi i partiti “minori” nell’angolo dell’irrilevanza politica.

I fascisti e i cittadini hanno compreso che quel referendum era un ulteriore fregatura, che gli avrebbe tolto potere al contrario di quanto qualcuno andava sostenendo, al lapidario Guzzetta che si diceva "Comunque - fiducioso - i cittadini voteranno lo stesso", gli elettori hanno risposto non recandosi ai seggi o rifiutando le schede referendarie nelle città dov’erano in corso i ballottaggi.

Nessuno ha inteso dare ascolto a Fini (o alla sua fondazione) e alle sue affermazioni "No al boicottaggio, chi lo chiede lo fa solo per interessi personali" "Votare sì per non essere ostaggi".

I cittadini sono stanchi di sentirlo, le sue parole si sono trasformate come il grido, al Lupo, al Lupo, che nessuno ormai sente.

REFERENDUM 2009 - PARTECIPAZIONE AL VOTO
Regione Elettori Votanti Percentuale %
Valle D'Aosta 100.618 10.078 - 15,87
Piemonte 3.484.339 1.050.543 - 30,15
Lombardia 7.456.404 1.758.762 - 23,58
Trentino Alto Adice 764.251 109.236 - 19,29
Veneto 3.723.644 978.151 - 26,26
Friuli Venezia Giulia 975.799 180.372 - 18,48
Emilia Romagna 3.346.428 1.150.347 - 34,37
Liguria 1.309.981 277.797 - 21,20
Toscana 2.916.726 849.789 - 29,13
Umbria 689.608 194.084 - 28,13
Marche 1.219.655 368.002 - 30,17
Lazio 4.433.559 969.908 - 21,87
Abruzzo 1.073.541 173.947 - 16,20
Molise 263.575 41.483 - 15,73
Campania 4.596.166 686.446 - 14,93
Puglia 3.292.810 1.041.457 - 31,62
Basilicata 483.599 96.225 - 19,89
Calabria 1.599.159 421.392 - 26,35
Sicilia 4.073.967 565.841 - 13,89
Sardegna 1.393.653 169.493 - 12,17

















Referendum elettorale? Una “porcata” come le altre!

Nel referendum del 21 giugno ’09, noi fascisti, abbiamo un unico è obbligatorio strumento, l’astensione, per non farci fregare dal quorum.

La nostra battaglia per instaurare la Democrazia partecipativa, non esclude “al momento” la difesa della Democrazia rappresentativa.

Per i promotori (Segni e Guzzeta), il referendum dovrebbe:
- instaurare un “bipartitismo puro” (asservendo ancor più la nostra nazione agli anglo-americani ) in luogo del “bipolarismo” figlio della seconda Repubblica.
- imporre un “ presidenzialismo camuffato” (anziché l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, come avviene per Sindaci, Presidenti di Provincia e di Regione).

Ecco cosa prevedono i 3 quesiti referendari del 21 giugno prossimo.

Col primo si chiede:
- l’introduzione di un “premio di maggioranza” (pari al 55% dei seggi d’assegnare) in favore della lista più votata alla Camera dei deputati.
- L’innalzamento della soglia di sbarramento al 4% per l’assegnazione dei seggi alla Camera dei deputati.

Col secondo si chiede:
- l’introduzione di un “premio di maggioranza” (pari al 55% dei seggi d’assegnare) in favore della lista più votata al Senato.
- L’innalzamento della soglia di sbarramento all’8% per l’assegnazione dei seggi al Senato.

Col terzo si chiede di abrogare le “candidature multiple” ( questo, è l’unico quesito che oggi ci sentiamo di condividere).

Perché siamo “contrari” a questo referendum?

Perché peggiorerebbe ancor di più l’attuale sistema elettorale:
- non ripristina le “preferenze” lasciando a due Capi Partito di determinare chi portare in parlamento e chi no (questo potere era dato al Re dallo Statuto Albertino), negando il diritto degli elettori di scegliere i propri rappresentanti da mandare nelle due Camere;
- snaturerebbe questa, fasulla, “democrazia rappresentativa” (assegnando la maggioranza dei parlamentari eletti alla lista che supererà anche d’un solo voto quella che giunge seconda, (la maggioranza parlamentare sarebbe espressione di una minoranza di Italiani!);
- discriminerebbe il voto degli Italiani in base al partito di appartenenza (il voto degli elettori del partito che giunge primo varrebbe “il doppio” rispetto al voto dato in favore degli altri partiti !);
- accentrerebbe il potere pubblico in poche mani (affidando le chiavi di questa “democrazia”, in pratica, nelle mani di un Capo partito!).

Perché questo referendum è pericoloso per noi fascisti?
1. perché, consente all’attuale sistema capitalista, di scegliere chi mettere a Capo del Governo, finanziandolo in cambio di ulteriori benevolenze;
2. perché, l’imposizione del “bipartitismo forzato” è un morboso tentativo di seguire una politica esterofila (anglo-americana) lontanissima dalla tradizione politico-culturale del popolo italiano;
3. perché, le esigenze di “governabilità” e di facile “decisionismo” della maggioranza di Governo (asservito alle lobby) possono confondere l’elettorato fascista, spingendolo all’extraparlamentarismo. Niente e nessuno, infatti, vieterebbe ad altri partiti (asserviti al capitalismo) di allearsi in due grandi “listoni elettorale” contrapposti (così da competere uniti per conseguire il premio di maggioranza) per poi dividersi, subito dopo le elezioni, in gruppi parlamentari autonomi, mentre i fascisti “alternativi al sistema” dovranno presentarsi autonomamente.

Noi non vogliamo difendere il “multipartitismo” né incoraggiare la “frammentazione politica”: si tratta, invece, di difendere uno spazio di “esistenza politica” che ci porti a “milioni di voti”, per garantire a tutto il popolo una nuova democrazia. La democrazia partecipativa.
AI SERVI DEL CAPITALISMO, CHE PARAGONANO LA LEGGE ELETTORALE “ACERBO”, ENTRATA IN VIGORE IL 18 NOVEMBRE DEL 1923, che prevedeva:
- l’adozione del sistema maggioritario plurinominale all’interno di un collegio unico nazionale;
- e l’elezione in blocco di tutti i candidati della singola lista che otteneva la maggioranza relativa con una percentuale superiore al 25%;
CON QUELLA CHE USCIREBBE DAL REFERENDUM, SE VINCE IL SI, DICIAMO, VERGOGNATEVI.
Alle elezioni del 6 aprile 1924 (appena due anni dopo la marcia su Roma) al “Listone” guidato da BENITO MUSSOLINI gli elettori assegnarono il 61,3% dei voti, e con loro il PREMIO DI MAGGIORANZA.
Con quella legge, i Partiti che entrarono in parlamento furono 13, come si evidenzia nel sottostante grafico,



Se al referendum trionfassero i Si, quanti saranno i Partiti rappresentati nel prossimo parlamento?

CAMERATI: NON CI FERMERANNO!

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