LA DESTRA CHE VERRA'

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LA DESTRA CHE VERRA'

Messaggio  Admin il Sab 27 Set 2008, 12:21

Lo scopo della destra deve essere l’instaurazione di un ordine sociale risultante dal libero gioco delle forze in contrasto, sorvegliate da uno Stato moralmente forte ed imparziale che sappi funzionare da supremo moderatore, non si tratta, in altre parole per la destra che di riprendere incorrotta la concezione liberale dello Stato tradita dai liberali, oggi diventati conservatori.
In virtù di questo lo Stato dovrebbe essere l’argine contro ogni prevaricazione faziosa ecco perché il popolo di destra, che ama l’Italia, anziché desiderare il trionfo proprio e la rovina dell’avversario, dovrebbe dar l’esempio, con la sua organizzazione interna, di una giusta gerarchia di valori stabilita sul principio dell’utilizzazione dell’individuo a favore della collettività e sul riconoscimento sincero e generalmente accettato di questa gerarchia di individui e di valori, che negli ultimi anni ha difettato anche a destra, si può sperare nell’avvento di una nuova società che deve farsi strada prima nel partito e dopo nella nazione.
Bisogna che si precisi questa formula vaga che tutti dicono d’accettare e a cui ognuno dà in silenzio un contenuto particolare.

Dentro il partito, c’è chi afferma che organizzazioni politiche come la “Lega Nord” e “La Destra” sono sostanzialmente uguali, e che la differenza deve essere solo la zona d’influenza, la Lega dovrebbe lavorare il nord e La Destra nel centro-sud, niente di più errato.
Le tesi leghiste in più di un valore non coincidono con quelli di un partito di destra.

Volere bene all’Italia significa dargli un ordinamento interno corrispondente alle esigenze dei tempi e indirizzato al bene di tutti i suoi cittadini.
La destra è idealmente antisocialista: ma pronta a favorire le giuste aspirazioni di tutto il popolo. Oppone alla teoria delle classi quella Mazziniana della cooperazione tra esse redimendo le vertenze tra capitale e lavoro.
La Lega è un movimento reazionario e praticamente difensore di ogni privilegio.
Determinare un’alleanza con essa renderebbe sospetta l’attività della destra che, proprio per il bene del popolo necessità riorganizzare.
La Lega sacrifica ostinatamente al mito dell’economia del nord la crescita del resto della nazione.
Un altro dissidio esiste in tema d’istituzioni, la Lega è di natura secessionista e conservatrice la destra deve garantire l’integrità territoriale della nazione.
La Lega concepisce la politica estera come lotta tra egoismi per porre il restante popolo italiano alla tendenziale egemonia del nord.
Mentre la Lega parla continuamente di realtà storica abbandonandosi alle sue fantasticherie,
la destra tiene conto dei reali sentimenti del popolo italiano e della sua realtà, chiede una politica estera che tenga conto degli interessi nazionali, e protegga gli interressi italiani ancora soggetti all’espansione di altre nazioni.

La destra insomma, è agli antipodi delle posizioni della Lega e per questo deve opporsi alla insensata politica nel Nord Padano dove grazie ad uno sconsiderato potere tenta di tappare le ali alle iniziative che il popolo di destra mette in essere affinché il popolo italiano si affidi ad un governo di destra il solo che può equilibrare i diversi poteri dello Stato.

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