Nascita del Sindacato Nazionale

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Nascita del Sindacato Nazionale

Messaggio  Admin il Dom 13 Dic 2009, 21:51



A due anni dalla costituzione del primo Fascio di combattimento, da movimento si trasformo in Partito, ed era pronto a costituire un Sindacato Nazionale. Un sindacato alternativo alle Camera del Lavoro social-bolsceviche, le quali da tempo non rappresentavano il lavoro ma erano divenuti covi di delinquenza e sovversismo.
Il fascismo, seppe sempre più occupare, spazzi che prima appartenevano agli antitaliani.

La cronaca della costituente.
Con l’adesione della direzione nazionale del Partito Nazionale Fascista, nei locali della Federazione Provinciale Fascista di Bologna si tiene un convegno di quasi tutti i delegati delle regioni d’Italia delle varie organizzazioni operaie, sorte per iniziativa di camerati, allo scopo di costituire un unico organismo nazionale, e’ acclamato alla Presidenza Achille Storace. Dino Grandi (il Capo dei 19 cospiratori del 29 luglio 1943) inaugura con un discorso sul movimento sindacale il convegno. Parla il Segretario generale del Partito, Michele Bianchi, che si addentra subito ad affrontare il problema della costituzione del nuovo organismo e dei suoi caposaldi ideali. Dopo gli animati interventi di molti delegati e l’atteso discorso di Edmondo Rossoni, si delibera che il sindacati operai organizzati dai Fasci non siano più apolitici ma acquistano anche veste fascista. Nella riunione tenuta la sera del 24 gennaio, il convegno sindacale crea le Corporazioni nazionali, Michele Bianchi presenta la seguente mozione programmatica che viene approvata: << Il Convegno sindacale di Bologna del 24 gennaio 1922 afferma la necessità di costituire il Corporazioni nazionali facenti capo ad un organismo centrale dominante: l’Unione Federale Italiana delle Corporazioni, tutti quei Sindacati, il cui programma e la cui attività si informano sostanzialmente al programma e agli statuti del Partito Nazionale Fascista. A ben precisare i caratteri e gli scopi del nuovo organismo sindacale il convegno fissa i seguenti capisaldi:
1) Il lavoro costituisce il sovrano titolo che legittima la piena ed utile cittadinanza dell’uomo nel consesso sociale;
2) Il lavoro è la risultante degli sforzi volti armonicamente a creare, a perfezionare, ad accrescere quanto forma benessere materiale, morale, spirituale dell’uomo;
3) Sono da considerarsi lavoratori tutti indistintamente coloro che, comunque, impiegano o dedicano l’attività ai fini su accennati e pertanto la organizzazione sindacale, pur con le opportune suddistinzioni, e varietà di aggruppamenti, deve proporsi di accoglierli senza demagogici ostracismi;
4) La Nazione, intesa come sintesi superiore di tutti i valori materiali e spirituali dalla stirpe, è sopra gli individui, le categorie e le classi, Gli individui, le categorie e le classi sono strumenti di cui la Nazione si serve per il raggiungimento della sua maggiore grandezza. Gli interessi degli individui, delle categorie e delle classi acquistano titolo di legittimità a patto che siano contenuti nel quadro del superiore interesse nazionale;
5) L’organizzazione sindacale, e cioè lo strumento di difesa e di conquista del lavoro contro tutte le forme di parassitismo, deve tendere a sviluppare negli organizzati il senso della consapevole inserzione dell’attività sindacale, nella complicata rete delle relazioni sociali, diffondendo la cognizione che oltre la classe vi sono una Patria ed una Società.
<< Le Corporazioni nazionali facenti capo alla Unione Federale Italiana delle Corporazioni sono le seguenti:
<< a) Corporazioni nazionale del lavoro industriale;
<< b) Corporazione nazionale del lavoro agricolo;
<< c) Corporazione nazionale del commercio;
<< d) Corporazione nazionale del delle classi medie ed intellettuali;
<< e) Corporazioni nazionale del della gente di mare >>.
LA MASSA DEGLI ORGANIZZATI S’AGIRAVA A DUECENTOCINQUANTAMILA.

E’ presentato poi da Balbo, Rossoni, Barboncini, ed altri l’ordine del giorno seguente: << Il Congresso nazionale sindacale di Bologna dichiara costituita la Confederazione generale dei Sindacati nazionali che raccoglierà nel suo seno tutte le attività professionali, intellettuali, manuali e tecniche che identificano il diritto alla loro elevazione morale ed economica (risultato di volontà e di capacità e non di astratte rivendicazioni) con il dovere imprescindibile dei cittadini verso la Nazione.
Il convegno decide poi di solennizzare nel giorno 21 aprile, Natale di Roma, LA FESTA ITALIANA DEL LAVORO

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