Gay e Alessandro Sardelli detto "Svastichella"

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Gay e Alessandro Sardelli detto "Svastichella"

Messaggio  Admin il Ven 15 Gen 2010, 00:42


Anche in Italia come in America vi sono giudici incapaci di essere equidistanti nel giudizio. Se sei fascista la condanna è doppia, questa democrazia è d’abbattere, per ridare dignità al popolo schiavo dei potenti.

Due mezzi uomini o mezze donna? Stanno fuori dal Gay Villane di Roma, sono euforiche si abbracciano e si sbaciucchiano davanti a un chiosco di panini: Alessandro Sardelli 40enne, manifesta di non gradire quelle fusioni compiute in pubblico, i due rispondono spavaldamente, dimostrandosi dei provocatori agli occhi dello stesso Sardelli; il quale nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è difeso sostenendo di essere stato provocato e di non avere nulla contro gli omosessuali, che il 22 agosto è stato lui la vittima dell’aggressione e di aver agito soltanto per legittima difesa. Al dire il vero una difesa (accoltellato all'addome) esagerata, o meglio giustificata probabile dalla infermità mentale come afferma il suo legale, Riccardo Radi, visto che dal 2002 Sardelli sarebbe riconosciuto seminfermo di mente.

Comunque sia andato questo gesto ha acconsentito alla “democrazia” capitalista di spedirlo in carcere. Si è scoperto che Sardelli è detto "Svastichella", un sopra nome che lo lega all’area fascista. E un fascista, seppure infermo è pericoloso, per una società sempre più corrotta.

Sardelli, già detenuto dal 25 agosto nel carcere di Regina Coeli su provvedimento cautelare emesso dal gip Renato La viola. Il 13 gennaio 2010, è stato riconosciuto responsabile di tentato omicidio, lesioni e porto improprio di arma., come richiesto dal pm Pietro Pollidori, il quale aveva sollecitato la condanna dell'imputato, a dieci anni di carcere. Il gup del tribunale di Roma, Rosalba Liso, per effetto della scelta del rito abbreviato (l’imputato beneficia dello sconto di un terzo della pena) ha emesso una condanna a sette anni di reclusione, sebbene nel corso dell'udienza il perito nominato dal gup, il dottor Francesco Raimondo, ha sostenuto che l'imputato sia parzialmente incapace di intendere e di volere, e che lo era anche al momento del fatto per il quale è processato.

L’avvocato Riccardo Radi, legale di Alessandro Sardelli, Afferma “Il mio assistito è uno schizofrenico paranoide. Ritiene la condanna « eccessiva rispetto all'entità del fatto». «Una sentenza ingiusta - ha aggiunto il penalista - per quanto concerne la condanna per il tentato omicidio perché dagli atti emerge che il mio assistito non deteneva il coltello: raccolse da terra un frammento di bottiglia, e con quello colpì uno dei gay. Fra l’estrarre da tasca una lama con l’intento di uccidere e usare un pezzo di vetro ce ne passa…”. e anche per questo proporremo appello». Il legale attende le motivazioni della sentenza per decidere «se chiedere che Sardelli sia trasferito in una struttura ad hoc che possa aiutarlo a curare i suoi problemi psichici».

Noi non entriamo nel merito della sentenza ma non possiamo non evidenziare le differenza di trattamento nel giudizio che questa democrazia asservita al capitalismo emette di caso in caso. Specie contro chi si dice fascista.


ALTRI PROCESSI. ALTRI GIUDIZI.

Canicattì 18 dicembre 2009
Questa mattina il Gup di Agrigento a condannato V.F. Vella di 47 anni, di Canicattì, a sei anni di reclusione. L’uomo, era accusato di tentato omicidio nei confronti di (…), anche lui residente in città. A scatenare l’azione delittuosa diversi problemi di condominio.

Parma 26 novembre 2009
E' stato condannato a sei anni di reclusione R. Lulzim, l'albanese di 32 anni che lo scorso gennaio ridusse in fin di vita un connazionale accoltellandolo all'addome nei pressi di piazzale Picelli. Rexhepi, accusato di tentato omicidio, è stato giudicato con il rito abbreviato dal Gup di Parma.

Frosinone 22 maggio 2009
Condannato a cinque anni e mezzo di reclusione, interdizione dai pubblici uffici, Marco Camilli operaio 30enne, di Sgurgola. Accusato di sequestro di persona, violenza sessuale, tentato omicidio e porto abusivo d'armi bianca. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina. L'uomo era stato arrestato nel maggio del 2008, dai Carabinieri di Anagni, in seguito alla denuncia arrivata dalla sua ex fidanzata per le ferite riportate nel corso dell'aggressione. Una lite scaturita dalla volontà di lei di interrompere il rapporto durato 5 anni. Infatti a bloccare l'imputato è stato proprio il ritrovamento dei guanti di lattice utilizzati per il tentato delitto. Inoltre i militari della Compagnia di Anagni hanno rinvenuto, nell'abitazione dell'operaio, l'arma con una lama lunga ventidue centimetri, utilizzata contro la sua ex, e i jeans sporchi ancora di sangue.

Milano 13 Febbraio 2009
Un tabaccaio G. Petrali, il 17 maggio del 2003, uccise con un colpo di pistola il rapinatore Alfredo Merlino e ferì al polmone il suo complice, Andrea Solaro, con il quale aveva cercato di mettere a segno un colpo in un bar-tabacchi di piazzale Baracca, a Milano. - Petrali, 74 anni, è stato condannato a un anno e 8 mesi (pena sospesa) per omicidio colposo, lesioni colpose e porto illegale d’arma, a fronte di una richiesta del pm di nove anni e 6 mesi per omicidio e tentato omicidio volontari.
Quel giorno, Petrali sparò sette colpi: quattro nel locale, gli altri per strada, mentre inseguiva i due rapinatori, uno dei quali, Merlino, stramazzò a terra agonizzante ad alcune centinaia di metri di distanza. Per il pm Barbaini fu una “vendetta personale”, anche se le modalità furono “odiose” perché il tabaccaio fu schiaffeggiato e preso a pugni

Tradate, 22 novembre 2007
E. Lorenzini, 27 anni, di Gallarate e A. De Vito, 25 anni, di Induno Olona, entrambi senza fissa dimora, dormivano da almeno una settimana nella Fiat Marea familiare rubata a Milano e che poi era stata utilizzata per la rocambolesca fuga dopo lo scippo nel parcheggio del centro commerciale Iper di viale Belforte. A carico loro il pm, per i reati di concorso in tentato omicidio, concorso in rapina aggravata, concorso in lesioni e in resistenza a pubblico ufficiale, aveva chiesto 10 anni.
Drammatico l’episodio per il quale i due sono stati condannati: nel tentativo di forzare un posto di blocco approntato dalla tenenza di Tradate, i fuggitivi investirono un carabiniere in via Lavagne, nella zona industriale, di fronte alla sede della BTicino. Il Giudice ha condannato il primo a sei anni e 11 mesi, il secondo ad una pena appena, 7 anni e 11 mesi

Milano 05 novembre 2008
Davanti alla Corte di Milano è comparso il colombiano F. A. Balanos per rispondere di triplice tentato omicidio. Prima litiga all’interno del locale e successivamente, guidando una Ford Fiesta di un amico che si trovava pure sulla vettura, piombò su un gruppo di cinque persone tre delle quali, G. Torti, A. Liguori e F. Scaffidi riportarono grave ferite. Non lesioni colpose, tentato omicidio volontario il reato contestatogli il 21 settembre dello scorso anno. Ieri, dopo una breve camera di consiglio il collegio giudicante ha condannato a sei anni di pena detentiva, Balanos. A soli 20 anni, ha già nel suo curriculum giudiziario un’altra condanna per tentato omicidio.

Savona 15 maggio 2008
E’ stato condannato a 8 anni di reclusione A. Di Bello, 35 anni, pregiudicato savonese. Era finito in manette dopo una latitanza durata alcuni mesi, dovuta forse ad una fuga in Spagna. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia in carcere per tentato omicidio: nel novembre del 2006 in piazza del Popolo, per una lite scaturita da troppe attenzioni verso una ragazza, aveva colpito un uomo con un coltello, provocandogli gravi ferite all’addome. I carabinieri lo avevano fermato a febbraio nella zona di Santa Rita mentre passeggiava: era appena tornato dall’estero.

Il Giudice per l’udienza preliminare li ha condannati a quattro anni e due mesi. A. Kavazi, 28 anni, e A. Topi, 21 anni, due albanesi processati per il tentato omicidio di un loro connazionale di 42 anni (….), la notte di Santa Lucia, per un debito di 300euro, si dettero appuntamento nei pressi del centro commerciale Meridiana. Dove il 42 enne, sarà accoltellato. Mentre Kavizi lo colpiva in testa e lo immobilizzava con il braccio alle spalle, il nipote armato di coltello gli sferrava quattro fendenti tre al torace e uno alla gamba.

Sciacca
Il Gup del Tribunale di Sciacca, ha condannato a 4 anni di reclusione per tentato omicidio, G. S. Passafiume, di 25 anni. Lo scorso 2 giugno, intorno alle 20,30 in via Fidenza, scagliò un fendente con un coltello all’addome di D. Alba di 19 anni, il quale finì a terra sanguinante e con una grave ferita. G. S. Passafiume, disoccupato, riuscì a dileguarsi tra le viuzze del piccolo centro, ma i militari della stazione dei carabinieri di Cianciana, coadiuvati dai colleghi di Sciacca, riuscirono dopo poco ad arrestarlo.

Santa Maria Capua Vetere
Si è svolto dinanzi al Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il processo, con la forma del rito abbreviato, nei confronti di Marino condannato a sei anni di reclusione, per tentato omicidio aggravato. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna ad otto anni di reclusione,

Milano 23 giugno 2005
I giudici del tribunale dei minori di Milano hanno condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione il figlio diciassettenne di M. Ferrario. Il giovane era accusato di tentato omicidio: la notte tra il 19 e il 20 ottobre scorso aggredì a colpi di accetta il padre e la madre nella loro casa di Varese. I pm, al termine della requisitoria, avevano chiesto per il ragazzo 5 anni di reclusione. A mezzanotte (M…) e (P…) vanno a dormire. Ma il figlio no, scende in cantina e prende l' accetta del padre. Poi va in cucina, rovista tra le posate e afferra un coltello. Sono le due e mezzo M Ferrario non fa in tempo a capire niente. La porta della camera si spalanca, un' ombra gli si butta addosso. Giù colpi, contro di lui e la moglie: alla faccia, al collo. Ferrario pensa ai ladri e urla, e chiede aiuto. Dalla stanza accanto arriva la figlia maggiore, Francesca, 22 anni, studentessa. «Stai fuori, non entrare», le ordina il padre, per proteggerla. Ma Francesca entra e accende la luce. Ed ecco che l' aggressore all' improvviso ha una faccia, quella di suo fratello.

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