Berlusconi, visita Israele.

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Berlusconi, visita Israele.

Messaggio  Admin il Gio 04 Feb 2010, 00:17


Dal 1 al 3 febbraio 2010, Berlusconi, accompagnato da sette ministri Claudio Scajola (Sviluppo economico), Altero Matteoli (Infrastrutture), Franco Frattini (Esteri), Andrea Ronchi (Politiche Ue), Maurizio Sacconi (Welfare), Ferruccio Fazio (Salute) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente), si è recato in Israele per una visita ufficiale. A riceverlo all’aeroporto Ben Gurion, il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, mentre il Capo del Governo Israeliano, apriva la seduta del Consiglio dei ministri a Gerusalemme dicendo «Ammiro molto Silvio Berlusconi, Israele non ha un amico più grande di lui nella comunità internazionale» - O meglio - aggiungiamo noi, un servo più disponibile. Netanyahu ha subito voluto precisare ai suoi ministri che l'incontro con Berlusconi e i ministri che lo seguono rientra nel regolare contesto della politica israeliana di rafforzamento qualitativo delle relazioni con governi di importanza centrale in Europa». In questo contesto ha menzionato l'incontro allargato fra il governo tedesco e una parte di quello israeliano avvenuto due settimane fa in Germania e il progetto di organizzare un incontro analogo con l'esecutivo polacco.

Berlusconi, durante la visita ha perso solo del tempo.
Il programma dimostra la poca considerazione che lo Stato sionista riserva all’Italia:
- la cerimonia di benvenuto in Gerusalemme svolta al chiuso, nell'ufficio del premier Benyamin Netanyahu;
- l’interramento di un’ulteriore ulivo nella "Foresta delle Nazioni";
- l’incontro con il leader dell'opposizione, Tzipi Livni;
- un pranzo col presidente Shimon Peres;
- l’incontro nel primo pomeriggio di mercoledì a Betlemme con il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) nella sua residenza.
In seguito, visiterà la Basilica della Natività, per poi raggiungere l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, e togliere il disturbo, tornando in Italia.
Nei tre giorni di permanenza in Israele, Berlusconi, ha trovato pure il tempo di recarsi in visita allo Yad Vashem, il museo della Shoah.

L’unico momento importante nelle tre giorni in Israele è stato l’intervento al Knesset, il parlamento israeliano, dove ha enunciato altre stupidaggini dopo quelle anticipate nell’intervista rilasciata ad quotidiano gerosolimitano "Haaretz", nella quale parla a lingua sciolta, dichiarando:
Di sentirsi coinvolto nella ricerca di una soluzione duratura della questione palestinese, tanto da offrire come possibile sede dei futuri colloqui di pace la bella cittadina siciliana di Erice.
Di condannare gli insediamenti nei territori arabi occupati dal giugno 1967, ed ancora, che Israele deve abbandonare gli insediamenti in Cisgiordania, ritenendola una politica erronea d’Israele. Berlusconi infatti, ha affermato che il <<sostegno di Tel Aviv alle colonie può costituire un ostacolo alla pace>>.
Il popolo ebraico ha creato in Medio Oriente con coraggio e perseveranza, uno Stato che è un monumento ai valori alla democrazia nei quali crediamo anche noi. Israele;
Israele è un pezzo di Europa. Appartiene all’Occidente, ''Il mio più grande sogno, fin quando sarò ancora protagonista della politica, è quello di poter annoverare Israele come membro dei paesi dell'Unione europea''.

A riportarlo alla realtà ci ha pensato il giornale Yediot Ahronot, il più diffuso d'Israele che, scrive, non si può negare che Berlusconi abbia "cambiato in modo radicale la politica dell'Italia verso Israele" e sia oggi percepito dallo Stato ebraico come "un partner cruciale", anche rispetto ad altri leader europei, su temi decisivi come "la lotta all'antisemitismo", il terrorismo, le relazioni fra Israele e Ue.
In particolare l'articolo ricorda il sostegno a Israele della presidenza di turno italiana dell'Ue del 2003 sfociato nell'inserimento di Hamas nella 'lista nera' delle organizzazioni terroristiche; o l'appoggio costante ricevuto da Roma negli ultimi anni in sede Onu (con episodi apprezzati in Israele come il ritiro italiano dalla controversa conferenza sul razzismo di 'Durban II' o il voto contrario al rapporto Goldstone, critico verso l'offensiva militare israeliana Piombo Fuso nella Striscia di Gaza); o ancora la sensibilità mostrata in occasione della recente Giornata internazionale della Memoria della Shoah e del discorso del premio Nobel Elie Wiesel in Parlamento.
Il giornale marca il legame di Berlusconi con Yosef Nissim, uomo d'affari ebreo indicato come suo amico e partner tuttora importante. "Ma pur con tutta l'amicizia e l'amore sincero di Berlusconi verso Israele", scrive Yediot Ahronot, non si può negare che esista "il problema degli affari", infatti il livello dell'interscambio commerciale fra Italia e Iran resta un elemento di preoccupazione da parte israeliana e "non potrà non essere sollevato a Gerusalemme" nel corso del vertice bilaterale.
Non basta che Berlusconi affermi che chi come l’Iran vuole distruggere Israele non può avere la bomba atomica “la medaglia (dei rapporti italo-israeliani) ha due facce – prosegue il giornale – e sull’altra è scritta la cifra di 7 miliardi di euro”: vale a dire il totale dell’interscambio italo-iraniano registrato nel 2008. una cifra che risulta di 2 quattro volte superiore” a quella del 2001, l’anno in cui Berlusconi tornò alla guida del governo, e che fa dell'Italia un Paese leader in Europa sul fronte dell'import-export con Teheran, malgrado le ripetute apertura a un possibile inasprimento delle sanzioni in risposta ai temuti programmi nucleari iraniani.
Secondo Yediot Ahronot, Berlusconi, nel vertice di Gerusalemme, dovrà dunque "destreggiarsi fra questi due aspetti", sullo sfondo degli interessi in Iran di colossi come l'Eni (gas e petrolio), ma anche di aziende che - stando a indiscrezioni di stampa - sarebbero impegnate in progetti di cooperazione con l'Iran per il lancio di satelliti o la costruzione di tunnel utilizzabili potenzialmente per collegare bunker e nascondere "pezzi di reattori nucleari".

Noi fascisti aggiungiamo:
- in nome di quale popolo italiano parla? del popolo asservito e corrotto, quello che alle politiche del 2008 ha votato PdL. Appena 13.628.865 su una popolazione 59.619.290;
- di quali valori di democrazia parla? lo Stato d’Israele e nato in Palestina, derubando territori e libertà al suo legittimo popolo costretto giorno dopo giorno, sempre più ad immani sacrifici. Del resto ha garantire i sionisti in quel territori, ci pensano due delle nazioni più prepotenti che l’uomo d’oggi ricordi. Gli stessi Stati che hanno sterminato i nativi d’America, richiudendoli in terrificanti riserve (Campi di sacrificio e d’olocausto) come da tempo accade al popolo di Palestina;
- da servo di Israele, accusa l’Iran d’essere uno Stato criminale, scordando che l’unico Stato a possedere l’atomica in Medio Oriente, è lo Stato sionista, ad aggredire i popoli confinanti è sempre lo Stato sionista, ad eseguire prepotenti ed improvvisi bombardamenti, è sempre lo Stato sionista. Ed ancora, è il Governo sionista colpevole di crimini contro l’umanità non certo li Governo Iraniano il quale negli anni 80 ha subito l’aggressione irachena, per ordine degli Stati, cosi detti occidentali;
- ed ancora, ricordare nel 2010, le leggi e la liberazione dai nazi-fascista, e come parlare della lontana era degli Australopitechi.
Berlusconi, noi non lo abbiamo mai ritenuto un uomo di governo ma da marchetta, abbiamo compreso da subito che da capitalista non poteva che essere un servo, un servo del capitalismo. Il capitalismo sionista, appunto.

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