Milano: la Rosarno del nord?

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Milano: la Rosarno del nord?

Messaggio  Admin il Dom 14 Feb 2010, 23:55


La DIA (Direzione investigativa antimafia): ammette, a Milano il fenomeno delinquenziale è in espansione.
Un investigatore, esperto di gang spiega, gruppi criminali stranieri si spartiscono gli affari di questa grande città. "In genere c'é una suddivisione per 'materia': a me la droga, a te il racket, a quello lo sfruttamento della prostituzione e via elencando, di reato in reato", ma le invasioni di campo sono sempre possibili e in quel caso il gruppo è pronto a ristabilire le regole con efferati regolamenti di conti. Basta anche uno 'sgarro' in apparenza banale perché alla fine possa scapparci il morto, probabilmente è quello che successo il 13 febbraio 2010 in via Padova a Milano. La guerriglia metropolitana seguita al delitto tra bande di latinoamericani e nordafricani "può essere sintomo - spiega l'investigatore - di una rivalità mai sopita tra gang contrapposte e che l'omicidio ha fatto deflagrare come una bomba".
Le forze di polizia e i servizi segreti ormai da anni analizzano il fenomeno dell’immigrazione e la difficile coesistenza tra le diverse razze che, in Italia vivono foraggiate da diverse attività criminali.
La Dia, nella sua ultima relazione, ribadisce che, "il fenomeno appare in espansione", ricordando alcuni degli episodi più noti: l'uccisione a coltellate - il 7 giugno 2009 - di un giovane equadoriano e il regolamento di conti, un anno prima, in cui venne quasi ammazzato un giovane salvadoregno. Insomma si formano sempre più bande di gruppi etnici differenti, caratterizzate da vincoli di tipo mafioso, violente, pronte ad allearsi così come a farsi la guerra.
La convivenza multietnica dipende dai profitti delle loro attività illecite, dall'equilibrio che, intorno ad essi, riescono a trovare.

Gli organi d’informazione, quasi tutti in mano alla massoneria e al sionismo, nascondono o sminuiscono i fatti, in questa Italia antifascista, il nord deve immaginarsi produttivo e legale, ma i fatti di sabato, dimostrato quando esso sia falso, a Milano si produce solo arroganza economica e corruzione, accoppiata alla delinquenza politica (vedi centri sociali) e migratoria.
Questa Sacra terra italiana oltre a farsi carico degli antitaliani nostrani, complice i governi antifascisti, è stata invasa, da un’immigrazione della peggiore specie.
Sono le 17.40, quando due diversi gruppi etnici si accapigliano su un’autobus, in via Padova (una strada periferia della città), i nordafricani scendono dal mezzo, inseguiti, coltelli in mano, da latinoamericani, accoltellano un arrogante 21enne, e uccidono con un fendette al torace un 19enne suo fiancheggiatore, un terzo giovane scappa.
La sanità italiana messa sotto accusa per i suoi alti costi corre in loro soccorso, i due giovani, di cui uno ferito ad un braccio, sono portati rispettivamente all'Istituto Citta Studi, e al S. Raffaele.

Il grave fatto, largamente prevedibile, dimostra l’impotenza delle forze dell’ordine, visto che questi buoni a nulla - “aggressori” - sul nostro territorio godono di privilegi non concesso agli italiani, compreso quello di tenere addosso armi in proprie senza alcun timore.

Mentre il Governo accusa i nostri giovani, - esclusi dal mercato del lavoro sepur precario -, di restare in casa dei genitori a fare i bamboccioni, acconsente l’ingresso clandestino di migliaia di giovani e giovanissimi che invadono il nostro paese compiendo continue ed incontrollate violenze, delle quali di tanto in tanto si evidenziano i fatti più gravi.

Se la devastazione del centro abitato di Rosarno avvenne dopo lo sparo di un giocattolo ad areacompressa, a Milano è avvenuto un fatto assai più grave, l’uccisione di un giovane nato nel 1990.

Anche a Milano come a Rosarno, in meno di mezz'ora la comunità nordafricana si è raccolta nel punto dove era caduto il giovane, i sanitari del “118” e la polizia fanno appena in tempo i rilievi e a rimuovere il corpo, allorché i nordafricani utilizzando tecniche di guerriglia, in gruppi di 20 - 30 si muovevano nelle vie laterali a caccia di sudamericani, cominciano a spaccare tutto quello che trovano sulla loro strada, di fatto girando dietro via Padova e sbucando di nuovo sulla strada principale, superando cosi lo sbarramento di polizia, anche lì, a molte macchine sono stati rotti vetri, altre vengono ribaltate e messe di traverso sulla carreggiata, vengono sfondate vetrate di ristoranti e negozi e rovesciati motorini poi, fino alla centrale piazza Loreto, dove scatenato la loro ira sui negozi sudamericani, e aggrediscono altre persone, prevalentemente di etnia latino-americana. Fortunatamente senza feriti in modo serio.

Ancora una volta il Governo ha dimostrato la sua incapacità, infatti, le forze dell’ordine che, abitualmente carica gli operai italiani che manifestano per salvaguardare il posto di lavoro, sono intervenute con eccessiva prudenza, badando soprattutto a minimizzare i danni arrecati..
L’intervento debole dei tutori dell’ordine è dimostrato dal fatto che non si registra neppure un ferito lieve tra questi delinquenti. A diversi di loro, peraltro, è stato consentito di improvvisare un corteo, verso il consolato egiziano nella vicina via Porpora, al grido di “italiani di merda, vi ammazziamo tutti”.

Nella Milano liberale e mondialista, un popolo sempre più pappamolle, a permesso che degli immigrati per ore distruggessero una parte della città.
Se fosse accaduto anni fa, li avrebbe cacciati a pedate nel sedere.

I politicanti antifascisti, come sempre esprimono pensieri al di fuori del tempo:

- Un esponente della Lega, vuole dimostrare che c’è la duro, o meglio invoca il pugno duro contro gli immigrati, sollecitando espulsioni a tappeto. «Ho già segnalato al ministro Maroni questa situazione di emergenza - ha detto l’eurodeputato Matteo Salvini - occorrono controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano». Salvini, che siede anche in Consiglio comunale di Milano, ha già rivolto al sindaco Letizia Moratti la richiesta di una seduta straordinaria dell'assemblea cittadina da convocare proprio in via Padova;
- L’attuale presidente, ricandidato alla stessa carica, della Regione Lombardia , Roberto Formigoni, ha dichiarato: " Incidenti e violenze inaccettabili: la legge deve essere rispettata da tutti, tanto più da chi è ospite nel nostro Paese. I colpevoli vanno individuati e perseguiti e sono sicuro che le forze dell'ordine sono e saranno all'altezza del compito";
- Altro candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, si è limito a criticare Riccardo De Corato per le parole pronunciate: «Credo che il migliore termine per rappresentare la situazione che si è determinata in via Padova sabato sera è quella di Far West tra bande di nordafricani e sudamericani. Il conto però lo pagano i milanesi: auto distrutte, vetrine dei negozi distrutti, decine di uomini della polizia di stato impegnate per ore»;
- Riccardo De Corato vice sindaco di Milano sembra giungere da un altro pianeta, eloquente la sua ammissione: “Il 15,4% della popolazione milanese è fatto di extracomunitari e via Padova, che è la via più multietnica di Milano, testimonia che con questi numeri è difficile governare l'immigrazione. L'integrazione la si può fare solo con numeri accettabili altrimenti si crea razzismo tra le stesse comunità di stranieri. Ci chiediamo, queste cose De Corato, ex An, le ha mai dette al suo presidente Gianfranco Fini, fautore del mondialismo più estremo?

C’è da chiedersi chi ha governato in questi anni l’Italia? PD - L, in questi anni non si sono alternati nella gestione del potere, dando di volta in volta del razzista a chi chiedeva prima il lavoro per gli italiani.

Non tutto il popolo è asservito alle vostre falsità per questo, almeno questa volta, si aspetta che la magistratura restituisca dignità al nostro paese, sottoposto a troppe sopraffazioni da parte dei padroni del mondo.

Ancora una volta noi fascisti, prendiamo atto del fallimento politico del liberalismo mondialista, fautore di un becero sfruttamento dell’uomo.


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