Sudafrica: l'Italia senza dignità

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Sudafrica: l'Italia senza dignità

Messaggio  Admin il Ven 25 Giu 2010, 00:05


C’era una volta un popolo orgoglioso e una nazione che seppe essere grande.
Un giorno parte di quel popolo tradì, vendendo il proprio territorio all’invasore e, con il suo aiuto, massacrarono il sangue del loro sangue, finché l’Italia venne spezzata, ridotta in un paese irreale, del popolo forte pronto ad ogni sacrificio pur di sentirsi tale, non è rimasto nulla, di generazione in generazione si è perso il valore, l’identità.
Ormai i valori nel paese sono la corruzione politica, che si annida in ogni organismo di potere, la criminalità organizzata, integra nei gangli vitali, la piccola disonestà in ogni rango sociale si chiami disimpegno dalle responsabilità e dal lavoro.
L’illegalità è divenuta norma al punto che sono gli onesti a dover dare spiegazioni della loro difformità.
In tutto questo sciaborda il Ministro (del governo Berlusconi) Umberto Bossi, capo leghista del tanto peggio tanto meglio che, come i fuoriusciti nel periodo Fascista, non frena il suo entusiasmo per la mancata qualificazione della Nazionale calcistica ai campionati del mondo.

Mentre le piccole nazioni si esaltano, l’uomo italico subisce e tace. Quel che forse è peggio, l’Italia esiste solo come entità fiscale, è sparita come sistema-Italia, come servizi, per essere solo un’espressione tributaria, una cambiale collettiva, un esercito implacabile di esattori, non ci unisce più nulla al di fuori delle TASSE e, forse, pagare i funerali di Stato, per i militari italiani mandati a morire in guerre fomentate dai nostri occupanti anglo-americani.
L’Italia, insomma è diventato un paese Irreale, nel vero senso della parola, sempre più un’emanazione delle costose fiction televisive americane, che hanno contribuito a fare evaporare i nostri valori nazionali. Siamo italiani per la Mafia, l’Assenteismo negli uffici pubblici, le logge massoniche più ombrose, l’Erario, il Buco nero della Finanza pubblica, tutte entità negative.

Omai si idolatra tutto ciò che ci divide, varcando la soglia dove si trova il nulla. I potentati politici litigano per ottenere il massimo e si ricordano degli elettori solo al tempo delle elezioni.
In questi sessantacinqueanni nell’Italia antifascista si è combattuta una sotterranea e diffusa guerra di liberazione: la liberazione dall’Italia, per molti ormai siamo Europei per altri siamo nel villaggio globale, per altri nel villaggio e basta, o la regione, e per altri semplicemente è il proprio condominio o la propria casa. Si manifestino questi sforzi anti-nazionale, coalizzandoli solo sulla base di una comune allergia all’identità italiana. Non c’è bisogno di essere apocalittici per vedere lo spettacolo che si compone davanti ai nostri occhi. In Sudafrica abbiamo visto giocatori che pensavano solo al loro compenso, vincere per la Nazione che rappresentavano era superfluo.

E’ tempo di ribellarsi ai poteri che difendono una Costituzione dettata dall’Esercito invasore, facendo dell’Italia un territorio da sfruttare ed impoverire moralmente ed economicamente. Riprendiamoci la nostra dignità.

Noi Fascisti, vantiamo e ricordiamo le vittoriose squadre che seppero battersi e vincere i Campionati Mondiali di Calcio nel 1934 e nel 1938, onorando l’Allenatore Vittorio Pozzo e la valorosa squadra che vinse nel 1934: Combi; Monzeglio, Allemandi; Ferraris, Monti, Bertolini; Guaita, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi. (Arcari, Borel, Caligaris, Castellazzi, Cavanna, Demaria, Guarisi, Masetti, Pizziolo, Rosetta, Varglien) ed ancora; l’Allenatore Vittorio Pozzo e l’altrettanto valorosa squadra (del tutto rinnovata) che vinse il Campionato nel 1938: Olivieri; Foni, Rava; Serantoni, Andreolo, Locatelli; Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi (Bertoni, Ceresoli, Chizzo, Donati, Ferraris, Genta, Masetti, Monzeglio, Olmi, Pasinati, Perazzolo), esaltiamo l’epoca che consentiva al popolo di vantarsi d’essere italiani, non scordando il tempo in cui viviamo, vergognandocene.

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