Hiroshima: un'altra vergnogna americana.

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Hiroshima: un'altra vergnogna americana.

Messaggio  Admin il Ven 06 Ago 2010, 15:39


Erano le 8:15 del 6 agosto 1945, quando si dette eseguito, in sfregio ai prevedibili costi umani, all’ordine del presidente degli Stati Uniti Harry Truman, un pazzo che, non avendo trovato in Giappone uomini disposti a vendere la propria nazione (in Italia ne trovo, molti), decise il lancio, della prima BOMBA NUCLEARE sulla città di HIROSHIMA. Fu il bombardiere B-29 americano Enola Gay al comando del colonnello Tibbets, a lanciare quella bomba nucleare (appena sperimentata) denominata per l’occasione Little Boy, sul centro di Hiroshima, la bomba, frenata da un paracadute, esplose a 580 metri dal suolo e sprigionò un’energia pari a 12,5 chilotoni di esplosivo convenzionale Tnt. Opera della fissione nucleare di 60 kg di Uranio-235. La luce di mille soli avvolse in un picosecondo la città giapponese vaporizzandola, uccidendo all’istante tra le 70mila e le 80mila persone. Il 90% degli edifici venne completamente raso al suolo. Le stime dei morti e dei feriti non furono mai precise: dai 180mila ai 200mila, in quanto molti furono coloro che morirono anche molti anni dopo a causa degli effetti devastanti della bomba.

Atto di orrore che lo Stato, simbolo del capitalismo e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ripete il 9 agosto 1945 sganciando una seconda bomba su NAGASAKI dal bombardiere Bockscar la bomba (con potenza doppia) Fat Man che conteneva circa 6,4 kg di plutonio-239, capace di liberare un’energia distruttiva pari a circa 21 chilotoni. La bomba nucleare su NAGASAKI, diversa da quella che aveva polverizzato Hiroshima, esplose a quasi 4 km a nord-ovest dall’obiettivo previsto a circa 470 metri di quota. Circa 40mila dei 240mila abitanti di Nagasaki vennero istantaneamente vaporizzati. Oltre 55mila rimasero feriti. Il numero totale degli abitanti uccisi venne poi valutato intorno alle 80mila persone, inclusi i feriti esposti alle radiazioni.

Alla fine del 1945, ulteriori migliaia di persone morirono per via dell'avvelenamento da radiazioni, portando il totale di persone uccise ad Hiroshima nel 1945 a circa 350mila.

Dopo tale ferocia, il Giappone si arrese senza condizioni, ponendo fine alla Seconda Guerra Mondiale.
L’arma nucleare - sconosciuta all’epoca -, permise agli americani di evitare il tentativo di invasione dell’Impero dei gloriasi Samurai, capaci di difendere le loro case dall’occupante, facendo strage degli americani con le loro lame d’acciaio.

Su questo olocausto, il mondo tace. Per 64 anni il Giappone lo ha ricordato nel più stretto riservo.
Nel 65° anniversario, l’infame aggressore si è presentato alla manifestazione del ricordo, rinnovando il dolore e l’odio che in Giappone non si é mai sopito, nei confronti dell’invasore.

I Camerati non scordano!



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