Il patrimonio del M.S.I.: Comunità tradita e derubata.

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Il patrimonio del M.S.I.: Comunità tradita e derubata.

Messaggio  Admin il Sab 25 Set 2010, 14:49


Fini e finiani, tanti, provenienti dalla Fiamma missina, dopo le abiure possono affermare tutto quello che vogliono, sono traditori e imbroglioni, ma si sentano i garanti del giustizia italiana, e per questo ritenuti intoccabili dai giudici bolscevici e no.

Almirante Capo dei traditi, dovette difende la sua persona e il Partito dalla grande offensiva psicologica e propagandistica mossa con l’atto d’accusa firmato dal procuratore generale della Repubblica di Milano, Bianchi D’Espinosa, in punto di morte, nel deliquio agitato dai tanti fantasmi delle trame ordite da gruppi di potere preoccupati soltanto del nascere di una forte Destra in Italia.
La Fiamma dovette difendersi dal dossieraggio per anni, spingendo nel dicembre ’71 i parlamentari del MSI a sottoscrivere contro il Procuratore generale della Repubblica di Milano, e contro il sostituto procuratore, Sinagra, una denuncia-querela per abuso d’ufficio, interesse privato in atti d’ufficio, diffamazione aggravata e violazione di segreto istruttorio ( le stesse accuse mosse ai giudici da Berlusconi, in questi anni), chiedendo al procuratore generale della Corte di Cassazione e al ministro di Grazia e Giustizia di aprire un procedimento disciplinare contro i due magistrati. Arrivando cosi in un clima di forte tensione politico giudiziaria.

Fini e i suoi, in nome della morale, non solo hanno derubato il patrimonio alla comunità missina, hanno rubato anni d’impegno volte a promuovere l’alternativa al sistema è l’alternativa corporativa, illuminata da una concezione spiritualistica della vita che riconoscendo i valori etici dello Stato, non tende ad identificarlo nelle categorie, ma al contrario, esalta, nel conseguimento armonioso della giustizia sociale, tutti i valori della personalità umana che si esprime nel lavoro, nello studio, nella ricerca, nella produzione, nella vita quotidiana.

Noi Fascisti li riteniamo per questo, i nostri peggiori nemici, ed un giorno non lontano dimostreremo loro tutto il nostro disprezzo. Tutti i Camerati in ogni luogo d’Italia hanno il dovere di zittire Fini e i suoi, ai quali sia la stampa di governo che d’opposizione, dedicano una ingiustificata attenzione.

Questi traditore si sono appropriati del patrimonio della comunità Fascista, solo perché in questo momento disponevano di essa, se avrebbero disposto di altri beni e valori, l’avrebbero gestito allo stesso modo.

OGGI HANNO DERUBBATO LA NOSTRA COMUNITA’, DOMANI SE LO PERMETTEREMO RUBERANNO TUTTA LA NAZIONE.

L’atteso video verità, si è dimostrato una baggianata al pari del discorso di Mirabello. Ancora una volta, le rivelazione di Fini sull’immobile dato in eredità alla Fiamma missina, da usare per una buona causa, non hanno chiarito il perché è stato svenduto.
Se per Fini è un affare privato per noi è un fatto della comunità, non è stata svenduta una proprietà privata ma parte del patrimonio della Fiamma missina, un movimento politico, presente su tutto il territorio nazionale.

Se in lui da sempre scorre il sangue del tradimento, per migliaia di giovani e meno giovani la Fiamma missina ha rappresentato valori irrinunciabili, per essa molti si sono immolati.
Fini, ha mentito nel dire che si affida alle indagine della magistratura, con serenità, che indaga in conseguenza ad una denunzia presentata alla Procura di Roma, da avversari politici, i firmatari sono due ex militanti della Fiamma missina che, hanno scelto di non svendere la loro storia.

Le indagini non porteranno a nulla, ferendo ancora una volta l’orgoglio di centinaia di dirigenti periferici che contribuirono a costruire il patrimonio della Fiamma missina, considerato che i Coordinamenti provinciali, avevano sempre ordini da impartire, e neanche un SOLDO da sborsare.
Mentre la direzione nazionale navigava nell’Oro ai Coordinatori provinciali e ai Presidenti di circolo, veniva negato un qualsiasi contributo, la risposta era sempre la stessa, arrangiatevi, la periferia pagava l’affitto delle sedi, manifesti, volantini, telefono, luce e acqua, ecc. ecc. L’arrangiatevi valeva pure quando si affrontavano campagne elettorali locali, regionali e nazionali.
Per questo motivo non è una questione privata, l’arrampicarsi sugli specchi di Fini ci offende, la rappresentazione della cronistoria di fatti gia conosciuti e sviscerati, non ci interressa, noi non daremo mai la compassione che ci viene richiesta.
Scambiare serenità politica con la verità dei fatti non ci interressa.

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