Berlusconi: Imprigionato dalla fiducia.

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Berlusconi: Imprigionato dalla fiducia.

Messaggio  Admin il Gio 30 Set 2010, 00:43


Noi fascisti non possiamo accettare il voto di fiducia richiesto dal Capo del Governo, che per rispetto delle gerarchie non apostroferemo con particolari epitomi.

La richiesta del voto di fiducia ha dimostrato chiaramente da una parte la meschinità della componente dei traditori finiani, ex PdL, meschini, anche nel voto perché incapaci di dimostrarsi uniti; dall’altra la debolezza di un Governo non all’altezza di produrre atti d’interesse collettivo, se è vero come è vero, risulta essere composto da un numero considerevole di indagati per fatti di corruzione e delinquenziali.

Abbiamo atteso pazientemente da oltre due mesi un colpo di rene dal Capo del governo, ma questo non è arrivato, ha dimostrazione dello sfinimento di un uomo che, è sempre più incapace di dimostrare d’essere tale. Un uomo totalmente incapace, il caso Sicilia e lì, a dimostrarlo. Ha prima garantito l’elezione di un probabile, lestofante, il quale in appena due anni ha cambiato 4 governichi, dividendo e poi cacciando il Pdl dalla maggioranza di governo.

Un Capo che si è lascia massacrare dai finiani, ai quali ha chiesto il voto di fiducia per il suo governo, un capo che ha paura, è tanta. La paura di perdere il potere politico; di subire danni economici; ma ancor più d’essere costretto alla pari d’ogni cittadino di rispondere alla giustizia.

Ancora una volta ha dimostrarsi politicamente capace è il Capo della Lega Nord, il quale da subito, come noi del resto, voleva senza indugiare andare ad elezioni anticipate. Elezioni che evitavano al capo del governo la figuraccia di chiedere il voto a coloro che l’hanno disegnato come il male assoluto, al pari del fascismo. Richiesta che porrà il governo sotto il perenne logoramento dei figiani, i quali esisteranno, sin quanto potranno offrire poltrone e case sottocosto.

Il voto di fiducia ha dimostrato che il Capo della Lega aveva ragione; "I numeri sono limitati.
La strada é stretta": così il leader della Lega ha commentato il voto di fiducia al governo alla Camera.
La strada maestra è il voto: "Nella vita è meglio prendere la strada maestra, la strada maestra è il voto. Berlusconi il voto non lo ha voluto e ora siamo a questo punto".

Al punto che:
Senza di noi il Governo non esiste - "Il presidente del Consiglio ha dovuto prendere atto in aula che il Gruppo di Futuro e Libertà c'è, si è conquistato il suo spazio e ha creato un'intesa politica e programmatica con l'Mpa di Raffaele Lombardo, essenziale per l'esistenza stessa della maggioranza di governo.
Il risultato del voto ha detto agli italiani che senza Futuro e Libertà non ci sarebbe più questo governo". E' quanto dichiara Carmelo Briguglio, commentando i risultati del voto di fiducia. Berlusconi ne tenga conto e si impegni davvero ad assicurare coerenza tra le parole che ha pronunciato oggi e i fatti che dovranno seguire nei prossimi giorni", conclude Briguglio.

Il più meschino dei finiani, si è dimostrato l’ex repubblichino, l’on. Mirko Tremaglia il quale, da Ministro nel 2° governo ha posto in essere una legge che ha permesso alla sinistra di conquistare tutti i deputati e i senatori eletti nei collegi esteri Tremaglia: ha detto in aula di non voterà la fiducia perché insoddisfatto per come il governo abbia seguito la vicenda degli italiani all'estero. un rinegato del Fascismo, che alla fine del suo discorso è stato applaudito solo da alcuni esponenti del Pd e dell'Idv.

Questo e quello che accade in questa Repubblica, venduta allo straniero per opera dell’azione criminale degli antitaliani.
Mentre Berlusconi, si è circondato di funzionari, esperti e politicanti corruttibili, Mussolini, già nel primo giorno da Capo del governo diede esempio di legalità.

Il primo novembre 1922, giungeva al Viminale verso le ore 10:00 del mattino, si imbatte per le scale in un Capo divisione che ne sta uscendo
- siete appena venuto e già ve ne andate? – lo rimprovera.
- E lei che c’entra? – replica il funzionario, - pensi ai fatti suoi.
- C’entro, c’entro. Sono Benito Mussolini, raggiungetemi nel mio ufficio, tra cinque minuti, e intanto vergognatevi.

Il 12-13 aprile 1923, mentre G. D’annunzio butta nel lago il <<fastoso simbolo della poltroneria>>, a Torino si svolgeva il 4° congresso del P.P.I. , in quella occasione alle dichiarazione filofascisti dell’onorevole Pestalozza irriducibile avversario, del sovversivo Luigi Sturzo, che determinano una contrapposizione, suscitando un pandemonio nel P.P.I. – bisogna riconoscere in Benito Mussolini l’uomo mandato dalla provvidenza – esorta Pestalozza.
Gli fa eco don Luigi Sturzo, non è più possibile la confusione con i fascisti.
Quando prevale al congresso la tesi, al quanto stravagante, della cosiddetta collaborazione in piedi, Benito Mussolini, al contrario di Berlusconi, accetta <<l’incauta sfida>> e convoca a palazzo Chigi i membri del Governo iscritti al P.P.I. essi mettono i rispettivi portafogli a disposizione di Mussolini.
- Bisogna avere il coraggio di abbandonare don Sturzo! Afferma ripetutamente l’onorevole Pestalozza.
- Bisogna uscire dall’equivoco! – replicano gli organi Fascisti.
Il P.P.I. presenta un ordine del giorno proposto dall’onorevole Gronchi che viene approvato dal gruppo parlamentare, ma non basta a placare l’irritazione di Mussolini, che esce dall’equivoco con una lettera diretta all’onorevole Cavazzoni. <<Le cerimonie significative si questi giorni – gli scrive- ti spiegano il mio ritardo del rispondere alla tua lettera ed a valutare l’ordine del giorno votato dal P.P.I. se i tempi fossero quelli di una volta; se il mio Governo fosse il risultato di una delle solite e tradizionali crisi parlamentare, l’ordine del giorno votato dal tuo gruppo avrebbe potuto in qualche modo, soddisfarmi: oggi no. E tu ne comprenderai facilmente i motivi. Ritengo che non valga la pena di applicarmi ad un faticoso lavoro d’interpretazione di un ordine del giorno che è stato votato dai più accesi elementi di sinistra. avevo chiesto una chiarificazione: mi trovo dinanzi a un documento piuttosto involuto che non modifica il fondo del Congresso di Torino, essenzialmente antifascista, per testimonianza dei deputati che vi hanno partecipato.
Ringrazio te e i tuoi colleghi per l’opera e la solidarietà che mi avete sino ad oggi prestato ed accetto le tue e le loro dimissioni, Cordiali saluti>>. Benito Mussolini.

Questa era la logica conclusione che doveva avere la storia politica dei Futulliani, come per logica è pervenuto, nel governo, solo il ministro Bossi.

Questa “democrazia” dà solo potere, e i politicanti di questo vogliono vivere, al di fuori da ogni regola.

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