Ritiro delegazione finiana: Un salto nel buio?

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Ritiro delegazione finiana: Un salto nel buio?

Messaggio  Admin il Mar 16 Nov 2010, 00:54


E’ indubbio che il ritiro della delegazione di governo (degli uomini eletti nel PdL) di coloro che si sono costituiti in gruppo parlamentare autonomo sotto la sigla Fli, dando da subito vita al partito dei “finiani”, costituisce un tradimento degli elettori che hanno votato le liste a supporto del servo della “democrazia capitalista” per il centrodestra, Silvio Berlusconi.

Quanto accaduto si presta a meraviglia per rivolgere contro il presidente della Camera dei deputati l’accusa di <<reazionario>> al punto in cui siamo mentre c’è una infinità di gente che, pur non avendo mai palpitato per Berlusconi ostenta il suo disgusto dell’ultima ora ed al contempo il suo compiacimento per la fine della esasperata politica del centrodestra, ora si ostentano altri malinconici scenari, i finiani per paura e per la malintesa infedeltà si affaticano a riacquistare una ormai irrimediabilmente perduta verginità politica – pensiamo non sia il caso di scandalizzarsi se questi traditori oltre a contenere in sé un riconosciuto odio nei confronti di chi sinceramente si definisce Fascista sono pronti a portarsi a servire un nuovo padrone.

Tutti coloro che ci rimproverano il nostro schietto atteggiamento antiberlusconiano in questi anni , vogliono apparire come noi fieri nemici del policantismo affaristico e conseguentemente ostili a tutte le accademie e le speculazioni della casta, essi solo ora si preoccupano di mostrarsi estranei nel conflitto politico, dopo aver goduto dei privilegi, non vogliamo perdere ogni contato per continuare a mantenerli. Questa preoccupazione ha dominato e turbato fin qua i traditori fianiani.

Noi Fascisti, che con esuberanza per anni abbiamo dato la nostra fede a questi traditori, siamo ormai indotti a riconoscere che l’inanità e la comicità dell’ulteriore atteggiamento di Fini, compatibile per dei temporanei servili, ambigui e vegetativi tradimenti, deve essere contrastato, disilludendo il popolo italiano, e scongiurando il suo ritorno nelle istituzioni con ogni mezzo, considerato che a noi temperamenti fieri, realistici e spregiudicati ripugna la sua condotta.

Uno sguardo superficiale alla attività di governo condizionata dai finiani basta a confermarci nel nostro asserto. Se c’è qualcuno, infatti, che possa assicurarci la capacità di liberarci del più odioso degli antifascisti che il postcomunismo ha portato al governo non sono certo i finiani che, vogliono salvare quello che ormai è follia salvare. In questi anni hanno scimmiottato nella forma più miserevole con rinunzie e tentennamenti, i partiti del liberismo più spregiudicato. Dunque non c’è nessun perché, tutti gli atti e tutte le manifestazioni verbali, collettive ed ufficiali del massimo organismo del governo sono lì a stabilire l’assoluta complicità ed armonia di pensiero nell’attaccare gli interessi della nostra nazione.

Quando parliamo di attacco contro la nostra nazione alludiamo anche alla vergognosa sottomissione al pagliaccio libico del nostro governo, che con voto unanime ha accordato cinque miliardi di euro alla Libia, alludiamo alle tante, perché nessuno ignora che lo Stato ha sostenuto il sistema sionista delle banche a dispetto di atteggiamenti esteriori tribunizi. Le masse indotte da giornalisti asserviti al sistema si abbeverano nel grosso calici della demagogia offerta quotidianamente dalla “democrazia”, vivendo la stessa atmosfera di puro stordimento in cui ha vissuto fin qui e il governo: che ha negato lo stato d’animo che sta fra l’aspettazione mistica e la minaccia truculenta, ha perduto sul serio il contatto con le folle e ne ha ignorato le ingenue attese e le brutali presunzioni di origine fiscale.

Noi Fascisti, se abbiamo una colpa, è quella di non aver lottato sufficientemente per abbattere il fantoccio mostruoso del politicantismo pseudo-finiano ed antinazionale. Di non aver portato a conoscenza delle masse i tanti richiami e denunzie, contro chi solidarizzava con i suoi sfruttatori e perseguiva obbiettivi destinati a creare la sua disfatta!
I Finiani hanno solidarizzato con i movimenti economico-politici destinati a deprimere la nazione ed a combattere chi si poneva contro tutte le sue degenerazioni.
per questo bisogna dunque stabilire, una buona volta, che Fini e i suoi tirapiedi sono responsabili al pari di Berlusconi delle scelta compiute dal suo governo. Non ci lasceremo mettere in mezzo a queste due opposte tendenze, mentalità e passioni, non possiamo indugiare – facendoci beffeggiare e scapaccionare allegramente – come dei vigliacchi.

Una sola speranza ed una sola illusione ci ha trattenuto fin qua da gesti ed atteggiamenti a cui il nostro spirito ci richiama sovente: quella di tenere alta quella fiaccola di verità e di purezza che nell’ora della crisi internazionale la gran fede al Fascismo ci trasmette.

Poiché, dunque noi neghiamo risolutamente la maturità, la capacità tecnica e morale dei finiani di gestire la vita nazionale; non solo: poiché noi affermiamo che lo stesso Fini - specie dopo questi due anni di bestiale gestione della Camera dei deputati - ha maggiori difetti morali e minori virtù creative della attuale pur corrotta classe politica. La “democrazia rappresentativa “ ormai stanca, incapace di trasmettere fiducia; gli eretici sentono troppo nostalgia dal vecchio tempo perciò, dopo aver isolato i finiani circondandoli di diffidenze e disquisizioni capaci di trasmettere disprezzo, alle loro folle, non avranno salvato nemmeno i residui del loro esercito, ma saranno ugualmente ripudiati e cacciati dall’antica chiesa.

Riprendiamo, dunque, noi quella fiaccola di verità e di purezza che altri hanno abbandonato. Poniamo nuove fiamme per nuovi consensi; parlando un linguaggio che non sia solo seduzione, per denunziare con brutalità pericoli irrimediabili. Per ottenere questo ristabilimento morale occorre la disfatta politica di Fini, fanfarone, presuntuoso ed inconcludente. Ad onta dei contorcimenti, dei diversivi e delle manovre di questi giorni – che sanno di tradimento autentico – ed in cui sono pure maestri i vari Bocchino e i Granata, la disfatta auspicata è il preludio più sicuro.

FEMANDO IL DUOPOLIO: RICONSEGNAMO AL POPOLO LA SOVRANITA’

Admin

Numero di messaggi : 776
Data d'iscrizione : 23.09.08

http://liberapresenza.forumattivo.eu

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum