NON DIMENTICARE. LE RAGIONI

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NON DIMENTICARE. LE RAGIONI

Messaggio  Admin il Dom 28 Set 2008, 12:31

Questo è un semplice documento atto a dimostrare come il mondo anglosassone ha goduto dei privilegi giudaico-sionisti senza soffrirne l’asfissiante presenza sul proprio suolo patrio, gli scritti di BENITO MUSSOLINI, pubblicati dal "Il Popolo d'Italia", n. 192 del 14 agosto 1934 , e n. 204 del 29 agosto 1934. entrambi antecedenti all’emanazione delle leggi razziali del 1938 dimostrano ancora una volta la consapevole scelta di un popolo che mai poté sentirsi razzista.
Al contrario oggi in Italia il razzismo è posto nei confronti di quanti non accettano la massiccia migrazione che giunge nella nostra terra, a pagare in questo caso è il nostro popolo, quello escluso dalla vita politica e sociale, la cui tutela tanto si vantano gli attuali governanti.

Non entrando nel merito dell’olocausto in quanto fenomeno storico della quale veridicità “personalmente” ritengo, temporalmente circoscritto e conchiuso, deve essere analizzato e studiato principalmente dagli storici.
Ovviamente ognuno dovrebbe essere libero di avere su questo specifico fenomeno storico – come su ogni altro – la propria opinione, e non una “opinione di Stato”, a cui alcune leggi vogliono obbligarci, in quanto nessuno e dico nessuno si è mai preoccupato dei genocidi o delle deportazione di massa , spesso sfociate in catastrofi umanitarie, tanti gli olocausti che il mondo ha vissuto, con pratiche di colonizzazione e/o appropriazione ed espansione territoriali, intere razze sono state prima private dai propri beni e dopo massacrate, tanto da scomparire quale entità di popolo, cosa che a 69 anni dall’emanazione di quelle leggi razziali si continua a perpetrare nei confronti del popolo Arabo-Palestinese.

L’utilizzo del termine Olocausto che possiede valenza “teologica - religiosa “, utilizzato dagli ebrei nel corso della II guerra mondiale, dopo il voto dell’ONU del 29 novembre 1947 viene volto in Shoha “calamità unica, irripetibile” dando ad essa valore di minaccia verso i popoli arabi. L’ebreo, ormai non piange la persecuzione subita ma pretende d’intesa con gli angloamericani poter comportarsi come gli aguzzini da loro denunciati.

La seconda guerra mondiale fu la conseguenza delle decisioni prese dai vincitori della prima, i quali hanno voluto umiliare i popoli sconfitti, con il trattato di Versail -les, alla richiesta della Germania di poter reintegrare i popolo di lingua tedesca venivano date risposte arroganti ed inconcludenti, da qui, l’invasione della Polonia che ebbe quale risposta l’irresponsabile dichiarazione di guerra Franco-Inglese alla Germania.
Ancora una volta si deve individuare in quelli accadimenti la responsabilità nel popolo anglosassone il quale al di là delle motivazione addotte (ideologiche e religiose), che per secoli hanno costituito i riferimenti delle azioni espansionistiche e “depredatrici” dei territori altrui [ad esempio: supremazia “razziale”, caro ai Britannici, rappresentano veri e propri processi di territorializzazione attuati anche tramite politiche migratorie il cui triste corollario è proprio l’eliminazione pressoché totale dei primi abitanti , e quando va bene alla loro marginalizzazione.

Questo ha fatto il Sionismo nei confronti dei popoli Arabi, aiutati in dal inglese.
Nel 1881 in Palestina, è presente una popolazione di 457 mila persone: 400 mila arabi musulmani, 16-19 mila ebrei, 42 mila cristiani, in gran parte greco-ortodossi. Al termine del II conflitto mondiale gli ebrei che si trovavano nella Palestina erano oltre 600.000 .

Gli inglesi danno un forte sostegno al Sionismo che è subito reso ben visibile il 7 febbraio 1918 a Londra, con la dichiarazione di lord Arthur James Balfour, il quale incontrando esponenti della comunità ebraica, afferma: “ Il mio auspicio personale è che gli ebrei abbiano successo il Palestina e alla fine possano fondare uno Stato ebraico. Ora, tutto dipende da loro gli abbiamo dato la grande opportunità”.

Nessuno ricorda che nel 1929 il governo di Mosca a dato inizio a deportare degli ebrei a Birobidjan, in Siberia, e nel 1934 proclamava la “ Regione autonoma ebraica” .


Nessuno ricorda che il 3 settembre 1939 l’Agenzia ebraica, in occasione della dichiarazione di guerra fatta da Francia e Inghilterra alla Germania , annuncia:
“in questo momento fatale, la comunità ebraica ha una sola preoccupazione: la difesa della patria ebraica, il benessere del popolo ebreo, la vittoria dell’impero britannico …La guerra in cui la Gran Bretagna è stata trascinata dalla Germania nazista è la nostra guerra, e tutta l’assistenza che ci sarà chiesta e potremo dare alle forze armate e al popolo della Gran Bretagna la daremo con tutto il cuore.

Questa dichiarazione, poneva quel popolo ospite nelle Patrie d’Europa, a nemico della Germana e in seguito dei Paesi dell’Asse.

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