Piazza della Loggia: Democrazia assassina

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Piazza della Loggia: Democrazia assassina

Messaggio  Admin il Gio 18 Nov 2010, 19:32



TRENTASEIANNI DI PROCESSI,TRENTASEIANNI DI PERSECUZIONI
Hanno perseguitato degli idealisti per una azione di sovversione rossa e di Stato.
Lo stile vigliacco di depositare l’esplosivo tra i rifiuti è da sempre uso dei barbari rossi, come accadde nel Teatro Diana di Milano, dove la sera del 23 marzo 1921, si svolgeva la rappresentanza dell'operetta di Lehar. Al finire del secondo atto scoppiò una potente bomba, che provocò 17 morti e numerosi feriti, molti dei quali rimasero mutilati. Dopo il Diana si ebbe un altro attentato a Foligno contro alcuni soldati Italiani. Due bombe, esplosero al loro passaggio provocando tre morti e15 feriti. Come per di via Rasella, dove persero la vita 35 uomini di cui 2 civili italiani, che dopo lo scadere del proclama provoco la rappresaglia tedesca delle fosse Ardeatine. I vili esecutori dell’attentato scelsero di salvare la loro vite, sacrificandone 330 più 5 giustiziate per colpe non loro.

L’esplosione in Piazza della Loggia a Brescia, (cuore del dibattito politico della città) avvenne alle 10.12 del 28 maggio 1974, durante una adunata di sovversivi, era del tutto prevedibile, troppi erano i segnali, dai finti attacchi alle sedi sindacali della triplice, alle aggressioni ai valorosi giovani della destra missina ed estraparlamentare.
Il regime aveva l’assoluta necessità che anche a Brescia come a Milano si potessero additare i fascisti quali fomentatori di disordini e responsabili di quella che sarà la lunga stagione della strategia della tensione.
Da quel giorno, la magistratura bresciana, già da subito presbite, non ha mai smesso di perseguitare i giovani Fascisti.

Negli anni vengono perseguitati, incriminati, e a volte incarcerati, i seguenti giovani:
- Arcai Andrea;
- Ballan Marco;
- Benardelli Bruno Luciano;
- Buzzi Ermanno;
- De Amici Marco;
- Ferri Cesare
- Ferrari Nando;
- Latini Sergio;
- Maggi Maria Carlo;
- Macchi Marilisa;
- Papa Angelino;
- Papa Raffaele
- Rauti Pino
- Rognoni Giancarlo;
- Stepanoff Alessandro;
- Tramonte Maurizio;
- Zani Fabrizio.

La prima istruttoria si apre nel 1974 e si concluse il 25 settembre 1987:
- Il 2 giugno del 1979, la Corte d’assise di Brescia condannano all’ergastolo Ermanno Buzzi e a dieci anni Angelino Papa mentre assolve gran parte delle 16 persone incriminate dal pm Francesco Trovato e dal giudice istruttore Domenico Vino o li condannano a pene inferiori e solo per detenzione di esplosivi o per altri fatti.
- Il 2 marzo 1982, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Brescia assolvono tutti gli imputati compreso Angelino Papa.
- Il 30 novembre 1984, la Cassazione annulla la sentenza di appello e dispone un nuovo processo per Nando Ferrari, Angelino e Raffaele Papa e Marco De Amici.
- 20 aprile 1985: La Corte d’assise d’appello di Venezia, davanti alla quale è celebrato il nuovo processo di secondo grado, assolve tutti gli imputati del primo processo bresciano.
- Il 25 settembre 1987: La Cassazione conferma la sentenza di assoluzione dei giudici della Corte d’appello di Venezia e pone fine alla prima inchiesta sulla strage.

La seconda istruttoria si apre il 23 marzo 1984 è conclude il 13 novembre 1989:
- 23 maggio 1987: I giudici di Brescia assolvono per insufficienza di prove Ferri, Latini e Stepanoff. Ferri e Latini sono assolti anche dall’omicidio di Buzzi che, secondo i pentiti, avrebbero fatto uccidere perché non parlasse.
- 10 marzo 1989: La Corte d’assise d’appello di Brescia assolve, questa volta con formula piena, Ferri, Stepanoff e Latini.
- 13 novembre 1989: La prima sezione della Corte di Cassazione, conferma e rende definitive le assoluzioni di Ferri, Stepanoff e Latini.

La terza istruttoria si apre nei primi mesi del 1993 e si conclude …..
- Il 16 novembre 2010: I giudici della Corte d’assise di Brescia assolvono tutti i Camerati imputati: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Pino Rauti e persino Maurizio Tramonte, delatore del SID, l'ex servizio segreto militare dal 1973 al 1977 col pittoresco nome in codice "Tritone".
Oltre all’assoluzione in base all’articolo 530 comma 2 i giudici hanno revocato le misure restrittive nei confronti del Zorzi.

IN QUESTI 36ANNI I PERSECUTORI “DEMOCRATICI” HANNO PERSO OGNI DIGNITA’, I NOSTRI CAMERATI HANNO AVUTO LA LORO VITA DISTRUTTA.

Peggio e andata a Ermanno Buzzi, messo in carcere dopo la condanna di primo grado, ucciso mentre attendeva il processo di Appello da due falsi ''camerati'', Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. I giudici della Corte d’assise d’appello bresciana nel 1982, nelle motivazioni definiranno Buzzi «un cadavere da assolvere».

Lo Stato “democratico-capitalista” e responsabile sia della morte di Buzzi che degli anni di persecuzione giudiziaria dei tanti giovani che come dimostrato fin qui avevano la sola colpa di credere in un idea, quella Fascista.

Il 28 maggio 1974, erano presenti in quella piazza, uomini e donne, asserviti ad organizzazioni antitaliane che parlavano e continuano a parlare un solo linguaggio, chiedere più diritti per i pochi garantiti, ad arringarli cerano Adelio Terraroli parlamentare del Pci, Gianni Panella segretario della Cgil (sindacato comunista) di Brescia e Franco Castrezzati sindacalista della Cisl (sindacato cattolico).
E’ inspiegabile, se è vero quanto affermato dal comunista Manlio Milani, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia che, quel giorno in piazza della Loggia non fu impegnato un solo poliziotto nel servizio d’ordine e che questo venne autogestito da militanti comunisti, come fu possibile non notare l’ordigno, nascosto in un cestino portarifiuti, inseguito, fatto esplodere con un dispositivo a distanza. Quale, giovane, fascista poteva impartire l’ordine a meno di due ore dall’attentato a una squadra di pompieri di ripulire il luogo dell’esplosione, spazzando via indizi, prima che fossero effettuati i sopraluoghi e le perizie sui quei luoghi da parte delle forze di polizia ?

L'attentato fu rivendicato utilizzando la falsa sigla di “Ordine Nero”, solo per sviare le indagini, come è stato dimostrato dall’ulteriore sentenza di assoluzione in base all'articolo 530 comma 2 emessa il 16 novembre 2010. Assoluzione che contraddice quanti per partito preso davano per scontata la condanna dei Camerati imputati.

Ancora una volta, due giudici togati e sei giurati popolari, dopo aver ascoltato centinaia di testimoni nelle 150 udienze, nei due anni di dibattimento, e trascorsa una settimana in camera di consiglio, non hanno fatto altro che attestare l’estraneità di qualsiasi componente Fascista in quell’attentato rosso e di Stato.

Lo sbraitante coro contro la sentenza dimostra che a 21 anni dall’abbattimento del muro di Berlino, i sovversivi sono rimati tali:
- Paolo Ferrero (segretario nazionale Prc): "La sentenza con cui il tribunale di Brescia ha oggi assolto tutti gli imputati per la strage fascista del 28 maggio 1974 è vergognosa”.
- Gianantonio Girelli (consigliere regionale Pd): “Pur nel necessario rispetto del lavoro della magistratura è forte lo sgomento verso un pronunciamento che non porta a un momento di verità e chiarezza per le famiglie direttamente colpite”.
- Paolo Corsini (deputato Pd ed ex sindaco di Brescia): "Provo un sentimento di sgomento e sconcerto per una sentenza che, va detto con chiarezza, di fatto pone fine alla vicenda giudiziaria relativa alla strage di Piazza della Loggia. E' un insulto irreparabile a quanti quella mattina sono caduti in piazza”.
- Damiano Galletti (segretario Cgil): “Sono amareggiato, nel processo sono uscite in modo inequivocabili le responsabilità”.
- Adriano Paroli (sindaco di Brescia): "Dopo 36 anni la città aveva due esigenze, quella di verità e di giustizia. Ma giustizia non si e' fatta, questa strage rimane impunita”.

Noi Fascisti al contrario, ci rallegriamo. Ogni giorno si fa un passo in avanti verso la verità di un periodo storico che è destinato a sostituire i sistemi liberali, fonte di tante sofferenze per i popoli del mondo.

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