Le azioni si eseguono non si annunciano.

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Le azioni si eseguono non si annunciano.

Messaggio  Admin il Dom 21 Nov 2010, 21:00


Il treppiede lanciato da un Mantovano contro Berlusconi in piazza Navona a Roma, l’atto autoprovocato del souvenir lanciato in faccia sempre a Berlusconi dopo un comizio da Tartaglia a Milano, il pugno in viso e uno in pieno petto a Capezzone, il fumogeno contro Bonanni alla festa nazionale del Pd a Torino, il tentativo di aggressione a Belpietro, sono stati eseguiti, non annunciate.
Ma per i giornali e i politici di sinistra, questi episodi, quando non sono stati definiti un invenzione, come accade per l’attentato a Belpietro, sono ridotte a semplici bravate, cosi come accade per le minacce di morte (pallottole chiuse in una busta) recapitate al ministro dell’Interno Maroni e al vicepresidente del Senato Rosy Mauro.

Se viene spedito un foglio ad un finiano questo diviene immediatamente per i giornalisti della carta stampate e della televisione una grave minaccia di morte.
Si arriva perfino ad accusare il Pdl (incapace in tutto) di aver mosso una campagna di odio nei confronti di Bocchino, un degli escrementi finiani.

Ad esprimergli solidarietà sono tutte le componenti che sostengono questa vergognosa “democrazia liberale”:
- il presidente della Repubblica (il comunista) Giorgio Napoletano che, secondo quanto si apprende dal Fli ha fatto pervenire al suo capogruppo alla Camera Bocchino la propria vicinanza istituzionale e personale per le gravi minacce ricevute.
- il vice presidente del Senato e commissario de PD Lazio, Vannino Chiti, esprime ''Piena e convinta solidarietà a Bocchino per l’intimidazione”. Dice: “questi continui tentativi di avvelenare il clima politico sono segnali che allarmano e preoccupano occorre un impegno forte e serio, di tutte le parti, per far sì che il necessario confronto si svolga in un'atmosfera di reciproco rispettò”.
- il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nell’esprimere solidarietà a Bocchino per la minaccia di cui è stato vittima, dice “occorre fare piena luce – aggiungendo -, il reiterarsi di intimidazioni a rappresentanti del mondo politico deve non solo preoccupare, ma non va sottovalutato”.
- il sindaco di Roma Gianni Alemanno, esprime solidarietà a Bocchino per la lettera di minacce che ha ricevuto affermando: “ credo che la precondizione del dibattito politico sia quella di aver il massimo rispettosi ogni posizione al di là delle divergenze che ci possono essere dal punto di vista politico”.

Gravi le accuse mosse da componenti del Fli, i quali oltre ad esprimere solidarietà a Bocchino un escremento al pari degli altri componente del Fli, hanno mosso precise accuse al PdL ritenendolo responsabile “di un clima di velenosa contrapposizione nel centrodestra incitando costantemente e pretestuosamente all’odio nei confronti del Fli”.

La missiva con le minacce che tanto scalpore ha prodotto è stata inviata da Roma Fiumicino il 13 novembre scorso, e recapitata a montecitorio il 19 novembre al capogruppo di Fli alla Camera dei deputati.

Il foglio dal titolo satirico ''avviso di estirpazione'' è stato scritto alle 11.30 del mattino a quando dice lo stesso intimidatore, secondo quanto si apprende in ambienti vicini a Bocchino, si rivolge direttamente a lui dicendogli: ''A partire da oggi, dalle ore 12.30 in poi, è aperta la tua caccia grossa''. E ancora: ''Sai quando esci dalla tua casa, ma non sai quando farai ritorno''. ''Addio balordo'', prosegue la lettera, ''L'estirpatore vincerà 100 euro'', In un altro passaggio scrive di “un'arma che ti può estirpare a trecento metri di distanza“.

Un foglio che al massimo doveva interessare un editore di “Barzellette”, e non la stampa nazionale,la quale le ha dando importanza da vera notizia.
Se esiste un’arma capace di colpire alla distanza di 300metri ed oltre un bersaglio, e inverosimile che intimidatore è alla ricerca dell’utilizzatore, al quale garantirà un premio di 100 euro.

In ogni caso questo dissennato, come dichiara di deputato del fli Aldi Di Biagio: "A difendere, l'amico Italo troverà sempre al suo fianco la pattuglia di Futuro e Libertà".

Questo o questi imbecilli vogliono fare di Bocchino un protetto dal governo che lo stesso vuole abbattere, il quale assegnerà al politicante, da essi definito "cancro della democrazia", una scorta, sorta che le conferirà una autorità di cui non è portatore.

Lottare contro i finiani resta un dovere di tutti gli italiani che, anche se non riconoscono nel governo Berlusconi, non possono accetta il tradimento politico che Fini e i suoi hanno perpetrato nei confronti degli elettori.

Lottare contro i finiani è un dovere dei Fascisti, finché non verranno distribuiti i beni del M.S.I. a quanti hanno sofferto il carcere o sono morti per le idee ormai tradite da Fini e i suoi tirapiedi. La vergogna più grande e vedere in edicola il Secolo d’Italia che i vili hanno trasformato in un quotidiano antifascista.
Queste MERDE si sono appropriate dei beni che con sacrifici e il sangue tanti idealisti conquistarono.

CAMERATI: LA MERDA NON SI MINACCIA, SI INFOGNA!!!

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