Berlusconi: Ultimo atto?

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Berlusconi: Ultimo atto?

Messaggio  Admin il Mar 25 Gen 2011, 22:54


Il sig. Berlusconi sepur sconsigliato annuncia la sua scesa in politica, i motivi per molti sono sconosciuti. Lui chiarisce che intende scendere in campo per ridare moralità alla politica, chiede rispetto dei ruoli, la coalizione che vince governa, quella perdente fa opposizione.
Di fatto, dal 1994, Berlusconi si è dimostrato un capo che non rispetta le istituzioni. Gli stralci di articoli di stampa che seguono rappresentano la più alta dimostrazione dell’immoralità che esso e le sue aziende rappresentano nel quadro generale della nazione.

Gennaio 94
La polemica tra Luigi Spaventa e Silvio Berlusconi. ma Spaventa non smentisce la crescita dei tributi.
Serve un tetto fiscale per arginare le spese Stop al folle inseguimento tra le uscite e le entrate di SILVIO BERLUSCONI
(8 gennaio 1994) - Corriere della Sera

Berlusconi: perche' scendo in campo.
Lettera di Berlusconi per replicare a un'intervento di Panebianco in cui sconsiglia la sua entrata in politica
(26 gennaio 1994) - Corriere della Sera

Lauro jr: tra papa' e Silvio un abisso, il suo scendere in campo e' un bluff.
Silvio Berlusconi come Achille Lauro? Ercole Lauro, ultimo figlio di don Achille, commenta la discesa in campo del cavaliere e sottolinea le differenze con il padre
"Ma via, non scherziamo... Tra l' avventura politica di mio padre e quella di Silvio Berlusconi c' e' un abisso. Sono due storie completamente diverse... E poi, diciamo la verita' : considerare il "patron" della Fininvest un volto nuovo, mi sembra francamente eccessivo".
(31 gennaio 1994) - Corriere della Sera

Febbraio 94
Il giorno piu' lungo di Silvio ma la sua truppa e' con lui
la conferenza del presidente della FININVEST Silvio Berlusconi. la nascita del Polo delle Liberta' . L' arresto di Paolo Berlusconi
(12 febbraio 1994) - Corriere della Sera

Il procuratore Borrelli replica ai " sentimenti non troppo amichevoli " di Silvio Berlusconi spiegando nei dettagli la posizione dell' indagato Paolo Berlusconi rischia nuove accuse
per Berlusconi Paolo, dopo l' accusa di corruzione, si profilerebbe l' addebito di falso in comunicazioni sociali. l' esame dei libri contabili della CANTIERI RIUNITI MILANESI: una ricerca che potrebbe estendersi ai bilanci del gruppo

Il procuratore replica ai "sentimenti non troppo amichevoli" del Cavaliere spiegando nei dettagli la posizione dell' indagato: Paolo Berlusconi rischia nuove accuse Dopo la corruzione, si profilerebbe l' addebito di falso in comunicazioni sociali L' esame dei libri contabili: una ricerca che potrebbe estendersi ai bilanci del gruppo Borrelli: lui stesso ammette di aver utilizzato fatture fantasma per un miliardo
(14 febbraio 1994) - Corriere della Sera

Secca replica del Procuratore capo alle critiche sull' arresto di Paolo Berlusconi.
Borrelli: il Cavaliere sbaglia "Capisco il suo dolore ma il fratello in sostanza ha ammesso la corruzione". Silvio Berlusconi punta l' indice contro i giudici di Milano, dopo l'arresto di suo fratello Paolo. E Saverio Borrelli gli risponde: Cavaliere, sta sbagliando. Dice il procuratore: "Capisco che, quando viene colpito un congiunto cosi' stretto, i sentimenti dei familiari verso i magistrati non possano essere troppo amichevoli. Ma nel caso di Paolo Berlusconi c' erano tutti gli elementi, anche gravi, per l' arresto.
(14 febbraio 1994) - Corriere della Sera

la Guzzanti imita Silvio. " Moana diverte di piu' " parla l' attrice comica Sabina Guzzanti che nella trsmissione di satira " Tunnel " ha fatto l'imitazione di Silvio Berlusconi
La Guzzanti imita Silvio "Moana diverte di piu' ". Altro che l'innocua comparsata di Berlusconi a "Bucce di Banana". Ieri sera su Raitre il Cavaliere e' stato disarcionato dall'imitazione di Sabina Guzzanti. Temi reazioni? "Per niente".
(14 febbraio 1994) - Corriere della Sera

Greganti: " la Standa mi verso' 200 milioni di consulenza, la Parenti sapeva "
Greganti Primo racconta rapporti e trattative durati 2 anni tra la sua societa' e l' azienda della galassia FININVEST
Il "compagno G" racconta rapporti e trattative durati due anni tra la sua societa' e l' azienda della galassia Fininvest.
Greganti: "La Standa mi verso' 200 milioni di consulenza, la Parenti sapeva" "Il supermercato cercava aiuto per intese commerciali in Cina" La Titti, candidata di Forza Italia: non c' era nulla di penale. "Tra me e la Standa c' era un contratto per la ricerca di aree. Mi sono stati pagati i costi di questo lavoro per 200 milioni. Se poi fosse andato in porto un progetto per le forniture in Cina, avrei avuto le mie provvigioni". Cosa ci fanno sullo stesso foglio il simbolo della Standa e la firma di Primo Greganti? Cosa c' entra una grande azienda di Silvio Berlusconi con la societa' Lubar del "compagno G"? Semplice. Greganti, in effetti, non mentiva quando, subito dopo l' arresto, un anno fa, raccontava d' avere rapporti di lavoro in Cina. Solo che, buona parte di quel lavoro, lo stava progettando per conto di una societa' della galassia Fininvest.
(25 febbraio 1994) - Corriere della Sera

Bretelle rosse i partiti devono avere un' anima, Silvio mostri la sua.
la doppia anima di Silvio Berlusconi: l' una dell' imprenditore di successo, mite e determinato, liberale in politica e liberista in economia; l' altra del Berlusconi calcistico ed extra politico che punta sullo sbandieramento dei sondaggi, sull'immagine nuova di un mondo delle professioni contrapposto a quello dei mestieranti della politica.
Ci sono due Berlusconi. Uno mi piace, l' altro no. Quello che mi piace sta ferocemente lottando contro l' altro, ma c' e' il rischio che soccomba. Di qui un dissenso, che vorrei esporre con cordialita' e senza presunzione. D' altra parte Silvio Berlusconi e' convinto che il dissenso di un editorialista vale una dozzina di voti della gente comune. Anche Ronald Reagan la pensava cosi' , e di voti e dissensi ne ha raccolti parecchi. Dunque auguri.
(28 febbraio 1994) - Corriere della Sera

marzo 94

I miliardi per Lentini nella banca tangenti.
Secondo le dichiarazioni dell'ex presidente del Torino Borsano Mauro, parte del denaro del Milan per l'acquisto del calciatore Gianluigi Lentini transito' dalla BANCA ALBIS di Chiasso.
Per l' ex presidente del Torino Borsano parte del denaro del Milan transito' dalla "Albis" di Chiasso. Galliani nel registro indagati.
I miliardi per Lentini nella banca tangenti.
Grazie all' istituto di credito vennero distribuiti a Dc e Psi i soldi dell' Eni Uno sportello utilizzato anche dalla mafia Mazzette per il golf di Pieve Emanuele: in cella manager di Paolo Berlusconi. Tutte le inchieste portano a Chiasso. Al numero 89 di via San Gottardo, dove ci sono le sedi di una finanziaria e di una banca che sono al centro di infinite indagini su mafia e tangenti.
(6 marzo 1994) - Corriere della Sera

Campagna elettorale
Silvio: sono cambiato. e al Palasport di Firenze promette ancora posti di lavoro.
"Mamma mia, quanti siete!". Silvio Berlusconi, sorridente, apre cosi' il suo show politico fiorentino. Microfono in mano, cammina lentamente lungo l' improvvisato palcoscenico sul parquet del Palasport, parla alternando con cura i toni della voce, davanti a quattromila persone che non hanno dubbi. Il cavaliere promette "un milione di posti di lavoro nei primi due anni di governo", attacca il sistema fiscale italiano e raccoglie gli applausi di centinaia di commercianti furibondi. Dice che le sinistre "vogliono trasformare l' Italia in una grande, enorme Usl" e tutti si alzano in piedi a osannarlo.
(7 marzo 1994) - Corriere della Sera

10 provvedimenti sarebbero stati richiesti nei giorni scorsi: voci e smentite in un clima di crescente tensione mani pulite, arriva un nuovo ciclone
dalle tangenti ENEL ai bilanci FININVEST: la procura continua ad indagare sull' impero di Berlusconi.
Mani Pulite, arriva un nuovo ciclone Dalle tangenti Enel ai bilanci Fininvest: si muove la procura, ultima parola al gip. Sembra il classico giallaccio che ti rovina uno scudetto ormai vinto. Lui, Gigi Lentini, il campione strapagato, strappato alla concorrenza a suon di miliardi, che diventa una pedina chiave nello scacchiere di Mani pulite. Loro, i giudici del pool, che
s'avvicinano come furetti, manco fossero parenti di Ruben Sosa, alla Fininvest e ai suoi bilanci.
(9 marzo 1994) - Corriere della Sera

Il caso Lentini
Berlusconi: " basta con queste falsita' " il vice presidente e amministratore delegato del Milan Adriano Galliani pronto a querelare Giampiero Boniperti nel caso di accuse per il caso di Gianluigi Lentini.
Il Milan sceglie il silenzio, ma dopo aver fatto sentire ben chiara la propria voce. Il caso Lentini raddoppia le difese, calcistiche e politiche, dell' impero di Segrate. Il presidente rossonero Silvio Berlusconi ha mescolato ironia e durezza in un incontro con i giornalisti politici nella sua villa di Arcore: "Diciotto miliardi e mezzo per Lentini? Se Galliani avesse speso davvero quella cifra gli sarei corso dietro. Comunque sia, mi sembra un modo allucinante di cercare la verita' . Quando vedo che c' e' qualcuno che distorce sistematicamente la verita' , io non posso portargli rispetto".
(9 marzo 1994) - Corriere della Sera

Interrogato per ore Marcello Dell' Utri, numero uno di Publitalia. Falsi in bilancio per il caso Lentini?
Fininvest, chiesti sei arresti Berlusconi: la Finanza ci perquisisce le sedi, e' un attacco politico
La Procura chiede 6 arresti per falsi in bilancio e frodi fiscali nel gruppo Fininvest. Marcello Dell' Utri, numero uno di Publitalia, e' in cima alla lista: viene interrogato per 2 ore e mezzo. Alla fine dichiara: "Ho spiegato tutto, mi hanno contestato solo una vicenda da poche centinaia di milioni. Non esistono fatture false ne' fondi neri". Alle ombre sul caso Lentini, risponde: "Questa storia non c' entra nulla". Ma la Finanza gli mette i sigilli agli uffici di Segrate. Scatta la reazione di Silvio Berlusconi: "Sono oggetto di una aggressione politica senza precedenti. Da certi uffici della Procura di Milano escono voci completamente destituite di fondamento, che la stampa a me ostile utilizza per stroncare i diritti democratici di Forza Italia".
(10 marzo 1994) - Corriere della Sera

Berlusconi: " cose indegne "
Silvio Berlusconi, a Roma per la festa al palazzo della principessa Pallavicini Rospigliosi, attacca i giudici del pool di Milano e protesta: mi attaccano perche' sono sceso in politica, ma non mollo.
Berlusconi arriva a Palazzo Pallavicini Rospigliosi ma la faccia e' piu' scura dell' abito blu che si e' portato da Milano. Doveva essere, la serata dalla principessa Pallavicini, l'investitura ufficiale dell' aristocrazia nera. Ma i giudici di Milano gli hanno rovinato la festa: "Mi vergogno di quello che sta succedendo . mitraglia il Cavaliere prima di entrare in casa di Nini' . Squadre di finanzieri si sono presentate negli uffici Fininvest, dopo gli orari di lavoro, e hanno preteso di perquisire tutti gli uffici di Publitalia. Mi sembra che si esageri davvero, che la volonta' di intervenire in un momento delicato come questo per cambiare i risultati elettorali sia una cosa indegna di un Paese civile.
(10 marzo 1994) - Corriere della Sera

Quel bibliotecario di Silvio diventato il " re degli spot "
breve biografia di Dell' Utri Marcello da sempre braccio destro di Berlusconi Silvio.
C' e' chi ne sottolinea l' amore per i libri e la devozione al lavoro e al Cavaliere. E chi invece preferisce attingere ai rapporti della Criminalpol per ricavarne ipotesi di collegamenti a personaggi mafiosi. Marcello Dell' Utri e' forse il braccio destro piu' all' ombra del principale (Berlusconi) ma piu' sotto la luce dei riflettori. Su un punto pero' concordano agiografi e detrattori. E uno dei pochissimi cavalieri veri del Cavaliere. Uno dei pochissimi ad aver ampio diritto di parola ed azione alla ristretta tavola rotonda di Sua Emittenza. E a diritto: ha in mano le leve potentissime della pubblicita' , i gradi di generale di Publitalia.
(10 marzo 1994) - Corriere della Sera

Il Cavaliere da Scalfaro. Borrelli non cede, oggi Silvio Berlusconi va al Quirinale. il procuratore capo Saverio Borrelli: " chi vuole impedire l' azione del Pm e' contro lo stato di diritto ".Il magistrato difende i suoi: " dice infamie. forse non ha la coscienza tranquilla ".
L' intervista a Francesco Saverio Borrelli
Oggi il leader del Biscione va al Quirinale.
Il Procuratore Borrelli, Silvio Berlusconi ha appena detto in tv che andra' da Scalfaro con un esposto, per chiedere che il Csm intervenga sull'operato del pool Mani pulite. Lei cosa risponde? "Noi siamo tranquilli. Piuttosto, questa iperagitazione del cavalier Berlusconi non so come interpretarla. Si puo' prestare a molte interpretazioni, non tutte nel senso dell' assoluta tranquillita' di coscienza da parte di chi si agita. Ripeto, siamo sereni. La prospettiva di un ricorso al Csm non ci turba. Mi pare evidente che le iniziative giudiziarie della Procura turbano invece chi se ne sente destinatario". Veramente Berlusconi dice anche altro. Prima aveva attaccato un magistrato anonimo. Ora spara direttamente sul suo sostituto Gherardo Colombo, aggiunge che con la vicenda di Publitalia s'e' voluto colpire un avversario politico in campagna elettorale e la invita a correre ai ripari, a "riacciuffare la situazione che ha Colombo come protagonista"... "Ritengo un' infamia leggere in chiave politica delle iniziative giudiziarie che, tra l' altro, portano la firma non di uno ma di tre sostituti e l' avallo del procuratore capo.
(11 marzo 1994) - Corriere della Sera

L' attacco a Gherardo Colombo: "Il suo capo riacciuffi la situazione" Contro Publitalia, contro Marcello Dell' Utri, un giudice, Gherardo Colombo, ha violato le norme del codice di procedura penale. Armato di questa convinzione, Silvio Berlusconi annuncia che presentera' oggi un esposto al presidente della Repubblica, capo del Csm. Poi, su un piano che definisce "personale", il Cavaliere rivolge un appello a Borrelli perche' "riacciuffi la situazione che ha come protagonista il giudice Gherardo Colombo". Con questi due gesti, entrambi senza precedenti nella storia della lotta politica in Italia, Berlusconi ha ufficialmente dichiarato guerra alla magistratura milanese. O meglio, per ora, al solo Gherardo Colombo. In una conferenza stampa convocata nel quartier generale di via dell' Umilta' , ieri sera, il leader di Forza Italia attacca senza mezzi termini: "I magistrati del pool Mani Pulite hanno svolto un ruolo positivo, lo confermo, ma ora qualcosa e' cambiato. Siamo di fronte a una involuzione che si spiega solo con motivazioni schiettamente politiche. Ormai mi e' chiaro che il pool di Mani Pulite ha due anime: una di giustizia e una di repressione politica".
(11 marzo 1994) - Corriere della Sera

Stato di diritto e stati d' animo il commento allo scontro tra Silvio Berlusconi e Francesco Saverio Borrelli
Non capita spesso che in piena campagna elettorale si apra un conflitto tra il capo di un partito appena nato e un organo giudiziario. E ancora piu' raramente capita che il capo del partito incalzato dalla magistratura sia anche il piu' grande industriale dell' Informazione; mentre l'organo giudiziario contestato dalla reazione furiosa e un po' scomposta di quel partito e' addirittura la Procura di Milano, ossia il pool che ha liberato il Paese dall'ipoteca della corruzione. Gli ultimi sussulti della Prima Repubblica non ci hanno risparmiato la mortificazione di questo scontro tra Berlusconi e Borrelli, vale a dire tra due simboli che rappresentano o pretendono di rappresentare il rinnovamento del Paese. Berlusconi ha reagito alle indagini del pool Mani pulite accusando la Procura di Milano di terrorismo giudiziario, ha parlato di regime di Polizia, ha preannunciato un esposto al capo dello Stato, e (ricalcando un cliche' ormai logoro) si e' dichiarato vittima di un complotto.
(11 marzo 1994) - Corriere della Sera

la Procura non cede: obiettivo Segrate
Interrogato Borsano Mauro, ex presidente del Torino. nel mirino Dell' Utri Marcello, Ghirardelli, Luzzi, Lecci, i coniugi Lorenzo, Onorati Anna
L'indagine sulla Publitalia conclude il lavoro di un anno su una serie di scatole vuote; interrogato Borsano ex presidente del Torino. La Procura insiste: obiettivo Segrate Presentati altri documenti al Gip: quei dirigenti sono proprio da arrestare La Procura non molla. Anzi, e' pronta a rilanciare. In gran silenzio i magistrati preparano nuovi carichi da giocare nella partita contro la Fininvest. Altri documenti per rinforzare le richieste d' arresto contro i manager del gruppo.
(11 marzo 1994) - Corriere della Sera

Il leader di Forza Italia, in tribunale a Milano per incontrare il procuratore generale Catelani e gli ispettori del ministero, fa pace col procuratore Berlusconi Borrelli: tregua armata
respinta la richiesta di arresti per l' amministratore di Publitalia e gli altri manager. Il gip Anna Introini nega il carcere per Marcello Dell' Utri e gli altri dirigenti implicati nei falsi in bilancio FININVEST
Il sorriso un po' tirato. La mano tesa e la battuta pronta: "Buongiorno, dottor Borrelli... sono Silvio Berlusconi". "Eh, la conosco, la conosco benissimo". Alle sei della sera il Cavaliere e il procuratore si trovano per la prima volta a faccia a faccia. E, d'improvviso, i giorni del cianuro e del vetriolo paiono lontani. Nel corridoio della Procura generale, quasi davanti all' ufficio del pg Giulio Catelani, i due avversari si guatano, s'annusano, giocano le loro piccole schermaglie di diplomazia. Berlusconi aveva tuonato contro il pool dei giudici, aveva urlato al complotto politico quando Gherardo Colombo e i suoi colleghi avevano chiesto l' arresto di Marcello Dell' Utri, il capo di Publitalia e suo fedelissimo della prima ora. E aveva puntato lo schioppo direttamente su Colombo, dipingendolo come una specie di criptocomunista. Adesso, con Borrelli a mezzo metro, dice: "E stato uno sfogo, la situazione era molto particolare... ma so bene che non c' e' nulla di personale".
(18 marzo 1994) - Corriere della Sera

Contro Dell' Utri spuntano due boss il manager: accuse farneticanti. Berlusconi: vogliono demonizzare il nuovo. Secondo i pentiti a Dell' Utri Marcello sarebbe stato affidato dalla mafia il compito di riciclare del denaro proveniente da un traffico di droga
Indiscrezioni non confermate danno il dirigente di Publitalia inquisito per associazione mafiosa e riciclaggio. Oggi il Cavaliere e' a Palermo
Silvio Berlusconi sbarca in Sicilia per la campagna elettorale e insieme al calore dei suoi fans trova anche una brutta notizia. Le Procure di Palermo e di Caltanissetta stanno svolgendo accertamenti sulle recenti rivelazioni di due pentiti di mafia che accreditano come molto stretti i rapporti tra il gruppo che fa capo al leader di Forza Italia e Cosa Nostra. Uno in particolare avrebbe fatto cenno a una vicenda di riciclaggio di denaro, proveniente dal traffico di droga, affidato dalla mafia direttamente o indirettamente all' amministratore delegato di Publitalia Marcello Dell' Utri.
(20 marzo 1994) - Corriere della Sera

Silvio: Occhetto ordisce la congiura contro di noi
Berlusconi si sente attaccato insieme a Marcello Dell' Utri dall' articolo apparso su " La Stampa " a firma di Augusto Minzolini cui si fa cenno a traffici di armi e droga e alle relative inchieste presso la Procura di Catania.
Silvio Berlusconi fa di conto e "tirando le somme di quanto e' avvenuto" chiede a Giorgio Napolitano e a Giovanni Spadolini che censurino "l' operato di Luciano Violante" e ne dispongano "la sospensione dall' incarico di presidente dell' Antimafia". "E' intollerabile che essi assistano . spiega . nell'indifferenza a un uso cosi' spregiudicato e di parte delle prerogative e del nome di una commissione che dovrebbe fare la lotta alla mafia e non la campagna elettorale contro Forza Italia". Il testo di quest'appello, aggiunge, "e' stato trasmesso per conoscenza al presidente della Repubblica che e' anche il presidente del Csm e al ministro della Giustizia Conso". L' affondo del Cavaliere arriva nel tardo pomeriggio di una giornata che si e' aperta con le dichiarazioni di Violante alla Stampa, un durissimo attacco a Marcello Dell' Utri e a Silvio Berlusconi.
(23 marzo 1994) - Corriere della Sera

E sconcerto tra i giudici. Il pm Marino: "Se anche esistesse, ora l' inchiesta risulterebbe bruciata in maniera definitiva" I magistrati: violato il segreto d' ufficio Catania non conferma ne' smentisce le indagini e si riserva di inquisire il parlamentare pidiessino
I magistrati l'hanno presa proprio male e potrebbero decidere di avviare un'inchiesta per violazione del segreto istruttorio. "Siamo di fronte ad una massiccia violazione del segreto d'ufficio" sostiene Amedeo Bertone, uno dei sostituti del pool antimafia. Poi frena "... ammesso che la notizia sia vera". Mentre il magistrato chiamato in causa, Nicolo' Marino, ritiene che "dopo quello che hanno pubblicato i giornali, le indagini, anche se esistenti, risulterebbero definitivamente bruciate". Lungo i corridoi della Procura di Catania ieri mattina circolava una sola copia de La Stampa. Segnate a penna le dichiarazioni del presidente della commissione antimafia, Luciano Violante, sulle presunte collusioni tra la mafia e il movimento Forza Italia. "La verita' . ha dichiarato Violante . e' che Dell' Utri e' iscritto nel registro degli indagati della Procura di Catania non di Caltanissetta...".
(23 marzo 1994) - Corriere della Sera

Politica e massoneria, donna giudice di Palmi ordina alla Digos: voglio le liste dei club. Il Csm la sconfessa: Forza Italia e Pds, il giorno della tempesta Perquisite le sedi del Cavaliere che reagisce: azione da regime totalitario.
La condanna di Scalfaro: decisione inopportuna.
Si dimette Violante, presidente Antimafia: sono vittima di una congiura. E la procura di Catania indaga sulla sua intervista. Un candelotto sulle braci. Proprio la mattina prima del duello televisivo tra Achille Occhetto e Silvio Berlusconi, la decisione di un magistrato di Palmi, Grazia Omboni, di spedire la Digos nelle sedi romana e milanese di Forza Italia per sequestrare gli elenchi dei candidati e dei presidenti degli oltre 13 mila club ha reso ancora piu' incandescente la polemica tra i due schieramenti accesa dalle voci su Marcello Dell' Utri e successivamente dall' intervista di Luciano Violante (sulla quale indaga la procura di Catania). Il provvedimento, preso dal magistrato a quattro giorni dalla scadenza del suo incarico a Palmi e motivato con la necessita' di approfondire un'indagine sui legami tra la politica e la massoneria, e' stato accolto dagli uomini del polo moderato con parole di fuoco. "E' un' azione da regime autoritario", ha detto Berlusconi.
(24 marzo 1994) - Corriere della Sera
La Procura di Palmi che indaga da anni sull' area grigia criminalita' organizzata massoneria politica, chiede alla Digos di acquisire entro e non oltre 24 ore gli elenchi con le generalita' dei candidati di Berlusconi e dei presidenti di tutti i club di Forza Italia. l' iniziativa promossa dal sostituto procuratore Maria Grazia Omboni
Ore 9.30, consegnateci gli elenchi La Digos esegue e il Siulp precisa: non fate ricadere la responsabilita' sulla polizia. Il fonogramma "urgentissimo" viaggia da Palmi a Roma nella serata di martedi' : la Procura calabrese, che indaga da anni sull' area grigia criminalita' organizzata massoneria politica, chiede alla Digos di "acquisire" entro e non oltre 24 ore gli elenchi con le generalita' dei candidati di Berlusconi e dei presidenti di tutti i club "Forza Italia". A Roma la "bomba" scoppia poco dopo le 9.30. Per l' elenco dei candidati, la Digos si sarebbe potuta rivolgere direttamente al Viminale ma forse i tempi stretti imposti dai magistrati non lo consentono. Dalla questura chiedono spiegazioni a Palmi ma non c' e' niente da fare: la richiesta di acquisizione va eseguita immediatamente. Cosi' , con un certo imbarazzo, due funzionari vestiti in abiti casual bussano direttamente al quartier generale romano di Silvio Berlusconi, in via dell' Umilta' : l' ufficio e' ancora deserto e tocca a Francesca Mariani, l' assistente dell' amministratore nazionale Mario Valducci, fare gli onori di casa. Nel palazzo si crea lo scompiglio, arrivano per prime le troupe dei tiggi' della Fininvest: "Fateli uscire dal portone principale cosi' la telecamera li riprende", sussurra un' addetta alle pubbliche relazioni di "Forza Italia" riferendosi ai poliziotti che stanno aspettando la consegna dei floppy disc. La stessa scena si ripete a Milano, nella sede di via Isonzo, dove sempre la Digos si precipita per chiedere gli elenchi con i nomi dei presidenti dei Club "Forza Italia": "Consegneremo presto gli elenchi dei 5.157 club costituiti e degli 8.151 in via di formazione", annuncia il segretario generale Angelo Codignoni. A Roma, intanto, si sono fatte le 10.30: il palazzo di via dell' Umilta' si e' riempito e tutti attendono la replica. Il compito spetta a Cesare Previti, il legale di Berlusconi. "Naturalmente abbiamo fornito l' elenco a un funzionario della Digos che ce lo ha chiesto con estrema cortesia . dice l' avvocato . ma credo che qualche considerazione sia d'obbligo: l'elenco dei candidati si trova gia' da qualche tempo al Viminale, poteva essere acquisito con un'operazione meno spettacolare". Aggiunge Previti: "Prima e' partito
l'attacco sulle fatture false, poi quello sulla mafia, ora sulla massoneria e domani magari ci accuseranno di essere ladri di galline. E un disegno unico contro "Forza Italia", una manovra orchestrata dal Pds".
(24 marzo 1994) - Corriere della Sera

Il magistrato aveva chiesto gli elenchi di Forza Italia per verificare la presenza di massoni inquisiti per fatti di mafia
Polemiche sull' iniziativa di un magistrato. Ciampi chiama Conso. Il Presidente della Repubblica stamane riceve Berlusconi. Perquisita Forza Italia, Scalfaro in campo.
Il Capo dello Stato si reca al Csm e chiede interventi.
Oggi audizione del giudice Omboni
Un ricamo oratorio: "I magistrati non devono guardare ai tempi, ma non possono stare fuori dal tempo". Deve averle pesate ad una ad una, Oscar Luigi Scalfaro, quelle parole. E quando le scodella davanti agli ingrugniti, furibondi, nervosi, violacei componenti del Csm che da ore si stanno dilaniando sulla decisione del giudice di Palmi Grazia Omboni di spedire la Digos nelle sedi romana e milanese di Forza Italia, il Presidente ha la tranquillizzante cautela di un artificiere alle prese con un timer da disinnescare.
Timer complicatissimo, pieno di molle e marchingegni collegato a una bomba che puo' far saltare tutto. A partire dalle elezioni. Sono le sette del pomeriggio, i magistrati calabresi hanno appena diffuso una nota che cerca di attenuare, diluire, sdrammatizzare... Ma alcuni membri del Csm, a partire da Giorgio Lombardi, Pio Marconi e Mauro Mellini, parlano di "attentato ai diritti politici, colpo di Stato, complotto" e vogliono subito la testa della Omboni. Testa difesa da un' altra fetta dell' organismo, guidata da Giovanni Palombarini e Alessandro Criscuolo, che invitano i colleghi a pensarci su due volte in nome di un principio: il giudice non deve badare ai tempi in cui si muove, senno' farebbe politica. Puo' esistere una mediazione? Oscar Luigi Scalfaro ci prova. Per cominciare, ricorda che "l' autonomia e l' indipendenza della magistratura dipendono da due cose: l' essere e l' apparire". Per capirci: un giudice non deve neppure essere sfiorato dal sospetto di agire nell' interesse di una determinata forza politica: "Qui il Csm non difende la politica da eventuali intromissioni errate, imprudenti, inopportune della magistratura. Difende la magistratura dall' apparire in qualsiasi modo schierata in una battaglia politica". E dunque occorre dare una risposta chiara al Paese. Guai a "sciacquarsi le mani in pubblico". Guai a dare l' impressione che si punti "solo a guadagnare tempo". Complotti? Golpe? Scalfaro butta acqua sul fuoco. Ammette pero' che il provvedimento dei giudici calabresi si presta a piu' di un sospetto.
(24 marzo 1994) - Corriere della Sera

Uso televisione durante campagna elettorale
Tre mesi di tv con le accuse di ragli e bavagli
Dai cieli azzurri degli spot "Forza Italia" fino all' autocensura Fininvest su Ferrara. La Tv al centro della contesa elettorale. Il via il 15 gennaio con i "no" di Rai e Telemontecarlo alle pubblicita' del partito berlusconiano. Ma la campagna pubblicitaria dilaga: alimentando le proteste di Andrea Barbato. Polemiche anche per le rubriche di Ferrara, Sgarbi. E per i Tg di Fede: il 26 gennaio trasmette per due volte i 9 minuti del messaggio con il quale Berlusoni annuncia il suo impegno politico. Altri contrasti per "Luogo comune" e "Qui Italia", programmi Fininvest che percorrono l' Italia raccogliendo i pareri della gente: spesso entusiastici verso Berlusconi. Fa discutere anche il dialogo tra Ambra (conduttrice di "Non e' la Rai") e un diavoletto: "Di che ti parla Satana?". "Di Occhetto". Forza Italia ribatte, accusando di faziosita' Tg2 e Tg3, sostenendo che il Pds controlla la Rai: e ha affidato i programmi politici "a giornalisti apertamente schierati a sinistra" (Santoro, Gruber, Minoli, Deaglio). Berlusconi contesta il ruolo del pubblico nei programmi ("utilizzato per favorire o danneggiare una parte politica") cosi' preferisce comunicare con Santoro per telefono, 2 interventi nel programma per precisare il suo pensiero. Ma a quella trasmissione mai partecipera' . E domenica 6 febbraio Berlusconi apre la prima convention di Forza Italia: Fede la trasmette in diretta, poi annuncia una replica alle 20.30. Ma poi quella seconda edizione e' fatta slittare da Rete4 alle 22.30. Dopo gli interventi di Mentana (direttore del TG5) e Confalonieri (presidente Fininvest): avevano minacciato le dimissioni. E il giorno dopo Fede ospita Veltroni: animano un ruvido faccia a faccia. Il Pds grida: "Situazione illegale!". Dall' altra si replica: "Avete voglia di censura!". Il garante chiede subito pari condizioni per ogni forza pollitica. E la Fininvest affida a Letta il ruolo di garante. Berlusconi spiega le sue ragioni in una lettera a L' Unita' : "Accettero' sfide in tv, purche' a ciascuno sia dato il tempo di spiegarsi a dovere. Stop ai programmi "va e uccidi". Arbitro dev' essere l' orologio". E Dotti (avvocato di Berlusconi) invia una lettera al Garante, accusa "Milano Italia": "Programma agguato". E alcuni giorni dopo Pilo (Forza Italia) abbandona polemicamente "Al voto al voto" sostenendo di non essere stato tutelato da Lilli Gruber. Poi entra nelle polemiche il Tg5: Pamparana anticipa i nomi dei personaggi legati alla Fininvest "per i quali la Procura avrebbe intenzione di chiedere l' arresto, per concorso in falso in bilancio". E scatta l' accusa di favoreggiamento. "Striscia la notizia" prende di mira Fede. Lui reagisce con il sarcasmo. C' e' l' arresto di Paolo Berlusconi, e Mentana dal Tg5: "Ci sembra legittimo porre la stessa domanda che facemmo in occasione dell' arresto di un altro impreditore, De Benedetti: era proprio necessario l' arresto?". Giuliano Ferrara da Radio Londra definisce Santoro "principe della diffamazione, stalinista elettronico in salsa americana". In "Al voto al voto" Lilli Gruber apre discutendo l' arresto. Ed e' battibecco tra Fumagalli e Paissan. Nascono i codici di autoregolamentazione: pari condizioni, per tutti, tempi cronometrati. E meno spettacolo. C' e' D' Alema indagato. E Funari lo ospita su Rete4: lui spiega. Prima apparizione Rai di Silvio Berlusconi, a "Mixer". Duro contraddittorio con Minoli: accuse di legami con la P2 e il vecchio regime. Ferrara risponde da Radio Londra trasmettendo vecchi spot realizzati da Minoli per Craxi. La Commissione di vigilanza Rai propone di censurare la satira, il presidente De Matte' dice no. Ricci commenta: "Attentati da fascistoni". Arrivano minacce di morte ai teleconduttori. Fede e' il primo a denunciare. Ma poi tocca a Minoli, Santoro, Curzi, Mentana. Intanto Berlusconi promette di partecipare a "Milano, Italia" ma poi tutto salta: non gradisce la partecipazione di Tana de Zulueta e Viktor Ukmar. Bongiorno, Vianello, Patrizia Rossetti e Iva Zanicchi dichiarano dai teleschermi la loro preferenza per Berlusconi: diffida del garante. Che poi blocchera' le trasmissioni di Medail e Mengacci. Intanto la radio ospita il confronto Occhetto Berlusconi, e Canale 5 trasmette l' unico duello Tv: quasi 10 milioni di telespettatori. Super record. Mentana, dice: "Quei due leader non si volevano stringere la mano per i fotografi. Li ho convinti io. E durante le pause per la pubblicita' venivano subito raggiunti dai loro consiglieri. Chiedevano loro come e' andata? Poi parlottavano per inventare nuove strategie. Berlusconi aveva l'emozione dell'esordiente. Quel match conferma che esistono due Italie che hanno pochissimo in comune, non comunicano tra loro. La Tv ha parlato molto di politica ma credo incida pochissimo sulle decisioni della gente. Lo dimostrano anche i recenti successi di Lega, Rete, Msi: osteggiati da giornali e Tv. La campagna elettorale e' stata tutta magnetizzata da Berlusconi. Attorno a lui soltanto Fini e D' Alema hanno saputo imporsi. Un momento chiave? Frenare certe ostentazioni di partigianeria: dannosissime e contoproducenti. I Tg di Fede? Ha sempre detto da che parte sta. L' intervista di Minoli? Era inutilmente aggressivo. Il Cavaliere non si e' fatto impelagare nelle interruzioni. Il migliore programma elettorale e' stato "Il rosso e il nero". Santoro: "Alla fine di questo ciclo potrei lasciare il video, per fare l' autore. Le puntate elettorali hanno risentito dei limiti che ci hanno imposto ma ci siamo salvati con astuzia e esperienza. Tutto a causa dei politici: si sono ripresi il mezzo. Di fronte all' aut aut potevamo anche decidere di non andare in onda. Sarebbe stato facilissimo gridare allo scandalo. Ma abbiamo continuato per senso di responsabilita' : certo e' stata una tv imbavagaliata". Lilli Gruber: "Eravamo bloccati, ingessati. Da norme terrificanti. Ma quelle regole sono state tutte rispettate dalla Rai, non si puo' dire altrettanto della Fininvest.
(27 marzo 1994) - Corriere della Sera

aprile 94

La sentenza della corte d'assise che ieri ha assolto tutti i capi della loggia massonica P2
Tina Anselmi: attendo l' appello del pm
Berlusconi: giudicheranno gli storici
Spadolini: "Coincidenza illuminante". Occhetto: "Sono allibito, e' una vergogna" Giovanni Spadolini non ha ancora perso ogni speranza di essere rieletto alla presidenza del Senato. Rosicchia qualche mandorla nella buvette di Palazzo Madama, beve un' aranciata e i cronisti gli stanno intorno. Non e' ancora mezzogiorno. Si frena, si trattiene, ma a un certo punto non ce la fa piu' : "Non mi sento affatto un rappresentante del vecchio. Vedo piuttosto rappresentanti del vecchio tra i molti che si definiscono nuovisti e che ho sempre combattuto. Come quelli della P2". La sentenza che assolve i fratelli della loggia imputati di cospirazione politica e' nota da poche decine di minuti. Che gliene pare, senatore? "Una coincidenza illuminante", risponde Spadolini. Sono stati in molti, ieri, a pensare che una stagione sia davvero terminata. Spadolini fu il presidente del Consiglio che nel 1981 prese il posto di Arnaldo Forlani e caccio' i capi dei servizi segreti arruolati da Gelli. Era anche questa una delle ragioni per le quali lo avevano appoggiato nella candidatura del Senato i progressisti, gran parte dei quali eredi di Enrico Berlinguer e Sandro Pertini, piu' i capi del Partito popolare, legati alla democristiana di sinistra Tina Anselmi che sul buio della loggia getto' fasci di luce con una commissione parlamentare. Ci sono varianti, e notevoli, nell' Italia politica di oggi. Ma l' asse Berlinguer Pertini Spadolini e' sopravvissuto in qualche modo. Come per anni e' rimasto l' asse della Dc del "preambolo" guidata da Forlani, di Bettino Craxi e di altri che avevano accolto la scoperta delle liste senza indignazione. "Sono allibito. E una vergogna", commenta alla stessa ora dalla Camera Achille Occhetto, che lavoro' nella Commissione. "Sono preoccupato per un' involuzione democratica del Paese della quale e' sintomo questa sentenza che considera la P2 un' associazione di liberi cittadini, quando qui in Parlamento intere biblioteche di documenti dimostrano il contrario. Erano uomini che si mettevano insieme per forzare la politica, gli affari e la vita pubblica". Quanto cambia con la sentenza su quella associazione segreta che fu sciolta dal governo Spadolini? Da occulta che era, divento' famosa dopo che due giudici, Gherardo Colombo e Giuliano Turone, sequestrarono al Gran Maestro gli elenchi con 953 nomi. Nelle carte di Villa Wanda c' erano nomi che vanno dall' editore Silvio Berlusconi al Duilio Poggiolini che lucrava miliardi sulle medicine.
(17 aprile 1994) - Corriere della Sera

Inchiesta sulle tangenti per il centro commerciale Le Gru
L' imprenditore sentito, per ora, solo per una testimonianza sui pagamenti dei soci francesi della TREMA e approfitta dell'occasione per fare uno show politico da futuro capo del governo
Silvio interrogato come teste a Torino sulle tangenti di Grugliasco
I magistrati lo convocano per una deposizione (come semplice teste) che potrebbe essere fonte di qualche imbarazzo, alla vigilia dell' incarico da primo ministro, e lui si adopera per trasformare l' audizione in un evento politico anticipatore delle scelte del futuro governo in materia di giustizia. Altro che "grande seduttore", come l' ha definito qualcuno. No, ormai ci si puo' sbilanciare di piu' , sulle capacita' di Silvio Berlusconi, e prendere a prestito altre e perfino piu' suggestive immagini per tratteggiarne un ritratto adeguato, dopo quanto e' riuscito a mettere in scena ieri a Torino. Cioe' un' operazione da vero alchimista, dato che ha saputo far passare per una mezza "visita di Stato", da premier che va in ricognizione nel Paese, quello che normalmente sarebbe stato un fastidioso appuntamento giudiziario.
Era invitato in Procura, in veste di testimone, per fornire lumi su una vicenda di tangenti pagate per il centro commerciale "Le Gru" di Grugliasco, che per una quota gli appartiene. E ripartito sorridente dopo tre ore, lasciando dietro di se' l' idea che quell' incontro obbligato e a lungo rinviato sia stato invece una sorta di sondaggio (da lui condotto, beninteso) su certi nodi nazionali e sui modi migliori per sbrogliarli, presto, da Palazzo Chigi. Cosi' , in sintonia con tale sceneggiatura che gli ha fatto rivestire in anticipo il ruolo di presidente del Consiglio "in missione", Berlusconi ha provveduto a distribuir pubbliche lodi ai giudici torinesi ("per come hanno sempre saputo proteggere il segreto istruttorio"), ad anticipare alcune linee guida del futuro governo in materia penale (toccando i brucianti temi dei pentiti e della diversificazione delle carriere del pubblico ministero e dell' organo giudicante), e a chiudere con un suggerimento che svela le sue intenzioni su come dovrebbe essere ripianato il contenzioso della Tangentopoli nazionale: con procedimenti da condurre "senza eccessi" e "senza volonta' di vendette" (e chissa' se il giustizialista Bossi sara' d' accordo con queste prudenze e garantismi). Gia' l' arrivo in procura, alle 11, e' tutto giocato nella chiave di una specie di trasferta di cortesia, sia pur sollecitata, cui il patron della Fininvest avrebbe "graziosamente" aderito. In realta' pare che la convocazione abbia avuto passaggi turbolenti, e che la data sia stata patteggiata e fatta slittare piu' volte, in modo da non farla cadere dannosamente nel periodo elettorale.
(20 aprile 1994) - Corriere della Sera

" ecco i miei garanti " . e scoppia la rissa polemiche sui nomi dell' ex presidente della Consulta Antonio La Pergola, di Giorgio Crisci e Agostino Gambino scelti dal Cavaliere Berlusconi come garanti " super partes " . l' accusa delle opposizioni: il craxiano La Pergola e gli altri 2 saggi rassicurano solo Sua Emittenza
Polemiche sui nomi dell' ex presidente della Consulta, di Giorgio Crisci e Agostino Gambino scelti dal Cavaliere. "Ecco i miei garanti". E scoppia la rissa L' accusa delle opposizioni: il craxiano La Pergola e gli altri due saggi rassicurano solo Sua Emittenza
Opla' , ecco i Tre Saggi... Silvio Berlusconi ci sperava davvero, nella nomina dei tre garanti. Sperava che i dubbi, i sospetti, le insinuazioni sulla sua capacita' di tener separati gli interessi del Biscione da quelli dell' Italia fossero spazzati via da quel tocco di bacchetta magica: la designazione di tre garanti incaricati di presentare un disegno di legge il quale, approvato dal governo, tranquillizzasse anche i piu' scettici. Macche' . Come ha fatto i nomi dei tre, sono scoppiate le polemiche. Accusa: quei garanti non garantiscono nessuno, tranne Sua Emittenza. Per dirla alla veneta: pexo el taco' n che el buso. Peggio il rattoppo dello strappo. Scherzi del destino: sui "professori" era risuonato l' ultimo sferragliar di spade della Prima Repubblica, sui "professori" squillano le prime trombe di guerra della Seconda. I nomi: Giorgio Crisci, Agostino Gambino, Antonio La Pergola. Giuristi di "chiara fama" per gli addetti ai lavori, personaggi sconosciuti per gli altri.
(29 aprile 1994) - Corriere della Sera

maggio 94

I giudici: arrestate Dell' Utri
Maggioranza all'attacco dopo la decisione del Tribunale della liberta' sul manager di Publitalia.
I giudici: arrestate Dell' Utri Berlusconi: fuochi d' artificio contro il governo. Bossi: non mi fido piu' di Mani Pulite. Si riaccende la polemica fra giudici e politici mentre si aggrava la posizione di Marcello Dell' Utri, numero uno di Publitalia e braccio destro di Silvio Berlusconi. Ieri il Tribunale della liberta' ha accolto il ricorso della procura di Milano sulla richiesta di arresto per il manager. Stessa decisione anche per Valerio Ghirardelli, direttore generale di Telepiu' , e Romano Luzi, ex maestro di tennis del Cavaliere diventato funzionario Fininvest. Sono accusati di falso in bilancio "allo scopo di commettere reati di appropriazione indebita aggravata". L' ordinanza diventera' esecutiva dopo l' esame della Cassazione. I mandati di cattura . richiesti dai pm Colombo, Greco e Taddei a meta' marzo . erano stati respinti dal gip Anna Introini. Ieri invece i giudici del riesame hanno accolto la ricostruzione della procura sulle fatture false usate per acquistare beni di lusso e per pagare compensi in nero. Nelle motivazioni si parla di un sistema di societa' ombra e si accenna a un' altra inchiesta sulla concessione dell'aliquota Iva agevolata per Telepiu'. Dell' Utri ha ribadito "l' assoluta correttezza dell' operato di Publitalia" e respinto l' accusa. "E un granchio colossale . ha commentato Silvio Berlusconi .. Questi sono fuochi d' artificio che si manifestano perche' mi sembra vi sia una gran voglia in giro di non vedere andare questa maggioranza al governo. Sono certo che la Corte di Cassazione mettera' le cose a posto". Anche Umberto Bossi va all' attacco dopo la richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda Enimont: "Ho perso speranza e fiducia da molto tempo nel pool Mani Pulite. Non capisco se stanno facendo la guerra alla Lega".
(3 maggio 1994) - Corriere della Sera

Il Tribunale della Liberta' ha accolto la richiesta della Procura di Milano di arrestare Marcello Dell' Utri per paura di inquinamento delle prove
l' ultima parola spetta alla Cassazione. una dichiarazione di Berlusconi scatena la polemica. l' associazione magistrati: preoccupante certezza. Biondi, Maceratini e Maroni attaccano Borrelli. Fini, solidale: nessuna conseguenza sul governo
"Un granchio colossale, la Cassazione mettera' le cose a posto" UNA DICHIARAZIONE DEL LEADER DELLA MAGGIORANZA SCATENA LA POLEMICA
Senza cravatta, sorridente e amabile come al solito, il Cavaliere inaugura il giorno dell' ira contro i giudici di Milano con la stessa aria leggiadra di chi va a vedere la sua squadra che vince l'ennesimo scudetto: "Questi sono fuochi d' artificio che si manifestano perche' mi sembra vi sia una gran voglia in giro di non vedere andare questa maggioranza al governo".
(3 maggio 1994) - Corriere della Sera

Vertice di maggioranza. Maroni: "Solo appoggio esterno se non otterremo gli Interni". Forse fuori dal governo gli avvocati del Cavaliere. La Lega: per noi il Viminale e' il Piave.
La procura di Palermo smentisce le voci su un avviso per mafia a Berlusconi.
Entra a Montecitorio dal portone principale, si aggira in sala stampa, invade il Transatlantico e alla fine s'infila dritta dritta nella stanza di Berlusconi. Arriva all'orecchio del Cavaliere la voce che sta movimentando una soporifera mattinata di consultazioni: da Palermo sarebbe in viaggio un avviso di garanzia contro di lui per associazione a delinquere di stampo mafioso, firmato Giancarlo Caselli. Gli abitanti del Palazzo conoscono il fenomeno dei boatos e la giornata e' piena di queste voci che si rincorrono. Come la storia che il Quirinale avrebbe "consigliato" il presidente incaricato a scegliere Francesco Borrelli per il ministero dell' Interno. Pino Tatarella fa due piu' due e commenta: "Prepariamoci a fare l' opposizione del governo Borrelli". E sul braccio destro di Fini si fa ricadere la terza "voce" che innervosisce gli uomini del Cavaliere. Su Televideo appare la notizia che per un improvviso malore di Umberto Bossi "salta" il vertice di maggioranza previsto per le 14. Ma che significa? Che Caselli manda a picco il governo Berlusconi? Che la Lega rompe il patto d'alleanza con Forza Italia? Dalla procura di Palermo arrivano ufficiose quanto secche smentite, il Quirinale precisa sdegnato che non ci sono "interferenze", eppoi Bossi e' li' in barberia per cambiare look e presentarsi dal Cavaliere coi capelli alla Majakovski, come Occhetto, tutti gonfi e con la riga.
(4 maggio 1994) - Corriere della Sera

E in Procura un sospiro di sollievo
Il "pool" di Mani pulite non cambia formazione. Per la Giustizia si e' parlato anche del giudice Di Maggio E in Procura un sospiro di sollievo Telefoni bollenti con Roma e continue riunioni tra Borrelli, Colombo e Davigo. Mezzogiorno. La febbre sale in fretta sul filo teso tra Milano e Roma. Tonino Di Pietro e' nella capitale, ufficialmente dal collega Pietro Saviotti. Ufficialmente. Pero' le voci corrono e la faccia pallida di Piercamillo Davigo, nel corridoio della Procura, e' molto esplicita. Tonino ministro berlusconiano? Ma come? A una settimana dal "no" scandito assieme a Borrelli? Ma perche' ? Sette giorni fa diceva "come prima, come sempre", Mani pulite va avanti... E adesso? Di Pietro sta per incontrare il Cavaliere? Davigo non si sbottona. Ai cronisti mormora soltanto: "Ci sono cose che non si possono dire, voi non siate apprensivi...". Ma lui sembra il piu' apprensivo di tutti, lui che per primo ha chiuso la porta a ogni tentazione rifiutando la poltrona di Guardasigilli offerta da Alleanza nazionale. E si barrica al volo in ufficio, ripensando forse a quella frase che ripete sempre: "Noi siamo guardalinee, non possiamo metterci le casacche da giocatori". Nel frattempo filtra la notizia di una nuova candidatura: un altro magistrato potrebbe essere interpellato. Per la Giustizia, dopo il "no" di Davigo, la maggioranza avrebbe pensato pure a Francesco Di Maggio, gia' pubblico ministero antimafia, ora vicedirettore delle carceri italiane. Una scelta che ai giudici milanesi non dispiacerebbe affatto: in fondo Di Maggio e' stato a lungo uno di loro, in qualche modo lo e' ancora ed e' legato da antica amicizia a piu' d'un pm del pool. Al telefonino cellulare, pero', il possibile candidato sembra molto perplesso: "Ma no, non mi hanno contattato. Non so proprio che cosa dire". Eppure il suo nome sarebbe stato preso seriamente in considerazione. Anche se, in questa strana giornata che tutto brucia, pure l' ipotesi Di Maggio pare infine sfumare. Il valzer della tensione e degli equivoci comincia presto. Con la lettura dei giornali. Sembra impossibile, ma molti rilanciano la candidatura di Di Pietro per gli Interni. E allora iniziano i contatti tra Borrelli, Davigo e Colombo. Cos'e' questa storia? Tonino non ci avra' mica ripensato? Lui, da Roma, tranquillizza tutti. E davvero nell' ufficio di Saviotti e si prepara a partire per un blitz in Estremo Oriente, a caccia di conti cifrati e di quattrini sporchi. Cade dalle nuvole Tonino, quasi si rabbuia: "Oe' , mica starete dubitando della mia parola?". Pero' , a meta' mattina, gli squilla il cellulare e qualcuno gli preannuncia una telefonata del "presidente". Nuovo giallo: sara' il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio incaricato? Il dubbio dura pochissimo, perche' presto il telefonino trilla ancora e stavolta la voce e' quella di Sua Emittenza, Silvio Berlusconi in persona. L' appuntamento e' per l' una e mezzo.
(8 maggio 1994) - Corriere della Sera

La formazione del nuovo governo Berlusconi il Gran Persuasore non seduce Di Pietro.
Un incontro preparato con grande cura, scaramanzie comprese. Il Cavaliere costretto a trovare un altro "fuoriclasse" Il Gran Persuasore non seduce Di Pietro nello studio di Previti fallisce la strategia del colloquio a quattr'occhi. Guarda guarda, Adriano Galliani... Antonio Di Pietro non fa manco in tempo a svoltare l' angolo dopo aver risposto "no grazie" all' offerta del Viminale e chi ti suona al campanello dello studio di Cesare Previti dove si e' svolta la trattativa, come se avesse aspettato fino a quel momento dietro a un lampione? Lui, la testa piu' lucida della Fininvest, lo schiomato "mister antenna" vicepresidente del Milan. Offerte ministeriali? Sorrisetto imbarazzato: "Ma per carita' , io mi occupo solo di Gullit". Trama da telenovela: Silvio insiste per dare a Tonino il ministero degli Interni pur sapendo che Tonino e' il giudice che ha appena interrogato nel suo ufficio, non piu' tardi di due giorni fa, per i miliardi in nero dell' affare Lentini, il suo amico Adriano, il quale compare in scena al primo cambio immagine. Di tutto ha provato, il Gran Persuasore, per convincere Antonio Di Pietro. Due ore di parole zuccherate, lusinghe, appelli, salamelecchi e sorrisi panoramici. Ma si' , lo sapeva che l' impresa era disperata. Aveva letto le interviste in cui il giudice diceva di voler continuare a fare il suo lavoro.
(8 maggio 1994) - Corriere della Sera

Lo scambio di lettere tra Scalfaro e Berlusconi.
Un duro braccio di ferro si celerebbe dietro lo scambio di lettere tra il capo dello Stato Scalfaro e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Scalfaro: sui nomi garantisci tu, Silvio. Occhetto: richiami cosi' allarmanti non sono da considerarsi normale amministrazione. "Ha voluto mettersi la coscienza in pace". Gianfranco Miglio non ha dubbi: "Credo che si possa dire che il presidente ha voluto mettere nero su bianco il testamento spirituale della prima repubblica, ricordando a Berlusconi i principi generali intangibili che vengono lasciati in eredita' . Richiami ovvi, banali, scontati. Niente di piu' . Voleva essere tranquillizzato ed e' stato tranquillizzato". Lo scambio di lettere tra Oscar Luigi Scalfaro e Silvio Berlusconi, pero', e' stato per qualche ora, ieri pomeriggio, il nodo centrale della formazione del governo. L' ultimo paletto di traverso su quella strada che il Cavaliere aveva imboccato al gran galoppo. Tema: cosa e' successo? Partiamo dalle lettere. Quella del capo dello Stato ricorda a Berlusconi tre punti. Primo: che quelli che si occuperanno della politica estera dovranno restare fedeli "alle alleanze, alla politica di unita' europea, alla politica di pace". Secondo: che chi andra' agli Interni, "non dovra' assumere posizioni politiche in contrasto con i principi di liberta' e di legalita' , nonche' col principio dell' Italia "una e indivisibile". Terzo: che il governo deve rispettare "il principio di solidarieta' sociale". Traduzione. Antonio Martino e' considerato all' estero, a causa dei suoi rapporti col gruppo di Bruges, piu' thatcheriano della Thatcher, con robuste venature antieuropeiste. Bobo Maroni e' il numero due di una forza come la Lega che minaccia la secessione. Un eccesso di liberismo, come quello invocato da alcuni futuri ministri, sarebbe in contrasto con la Costituzione. Conclusione: caro Silvio, vuoi andare fino in fondo con queste scelte? Fallo, ma la responsabilita' e' tutta tua: "Confido che Ella possa dare ogni personale garanzia circa queste preoccupazioni che toccano la vita dello Stato democratico". Risposta di Silvio Berlusconi: si' , garantisco io.
(11 maggio 1994) - Corriere della Sera

VITERBO . Berlusconi denunciato dall' ex coordinatrice di Forza Italia L' ex coordinatrice dei club "Forza Italia" della provincia di Viterbo, Stefania Puccio, che sostiene di essere stata "dimissionata" d' ufficio nei giorni scorsi, ha presentato ieri una denuncia querela contro il movimento nella persona del suo presidente, Silvio Berlusconi. La signorina Puccio, che abita nella cittadina di Nepi, ha 21 anni e frequenta la facolta' di Giurisprudenza alla "Sapienza", e' arrivata a mezzogiorno negli uffici della Squadra di polizia giudiziaria della Procura circondariale di Viterbo per formalizzare la denuncia. Nell' esposto, la giovane sostiene "l' eccessiva ingerenza della Fininvest nella gestione dei club "Forza Italia" e chiede giustizia non solo per se stessa ma per tutti coloro che, a suo dire, sono stati "utilizzati in campagna elettorale per essere, subito dopo, gettati alle ortiche". Stefania Puccio ha ricordato di essere stata eletta circa un mese fa, a stragrande maggioranza, coordinatrice dei club viterbesi in una affollatissima assemblea. Qualche giorno dopo, ha raccontato, la sorpresa: un fax partito da Roma, dal coordinamento regionale dei club Forza Italia, la "dimissionava" senza alcuna giustificazione nominando al suo posto la dottoressa romana Maria Grazia Checchia.
(17 maggio 1994) - Corriere della Sera

Il discorso in senato di Silvio Berlusconi durante il dibattito sulla fiducia al governo:
Commenti e reazioni.
Caro Silvio, il calcio non e' tutto tuo, non sono piaciuti gli auguri del presidente del consiglio alla nazionale di calcio fatti in parlamento. Massimo D' Alema: queste sortite populiste sono tipiche dei regimi autoritari sudamericani. non e' crimine, ma che senso ha? Carlo Castellaneta non condanna l' uscita del presidente del consiglio ma la trova priva di senso. " se non ci sono interisti. . . " : il commento di Umberto Simonetta.
Raboni: l' importante e' giocare bene. "Cittadini! Noi additiamo alla cittadinanza tutta lo sport come uno de' tanti tranelli che l'attuale sistema di governo plutocratico e borghese ha teso alla inconsapevole dabbenaggine delle moltitudini. Abbasso lo sport!". Tema: l' insofferenza verso Silvio Berlusconi spingera' la sinistra a stampare manifesti sul genere di quello affisso ai primi del Novecento dai "Giovani mazziniani, socialisti e anarchici"? Difficile. Neanche il piu' testone di Rifondazione comunista dichiarerebbe oggi la guerra ai "buffi eroi da arena" le cui imprese "incretiniscono i giovani che non sanno chi siano i giganti delle lotte sociali: i Marx, i Lassalle, i Bakunin". E nessuno si sogna di confondere questo Cavaliere con quell' altro, che si dichiarava "il primo sportivo d' Italia" e diffondeva filastrocche tipo questa: "S' alza il sole . canta il gallo . Benito Mussolini . monta a cavallo". Il saluto del presidente del Consiglio alla Nazionale, durante la sua replica al Senato, a molti non e' pero' piaciuto per niente.
(20 maggio 1994) - Corriere della Sera

Inchiesta FININVEST. Cairo sotto torchio
prosegue l' inchiesta della procura sui fondi neri della holding: interrogato per 3 ore ieri Cairo Urbano, manager della MONDADORI Pubblicita' indagato per falso in bilancio e frode fiscale
I fondi neri della holding. Inchiesta Fininvest Cairo sotto torchio Il manager della Mondadori Pubblicita' indagato per falso in bilancio e frode interrogato per 3 ore dai magistrati . Da Mondadori a Publitalia, passando per una societa' sponda. In gran silenzio prosegue l' inchiesta della procura di Milano sul gruppo Fininvest. Nel mirino non ci sono le tangenti, ma soltanto le truffe al fisco e i bilanci truccati. Con l' obiettivo di arrivare ai fondi neri usati dalla holding per le iniziative piu' varie, incluso il trasferimento di Gigi Lentini dal Torino al Milan. Ieri e' stato interrogato Urbano Cairo, amministratore delegato della Mondadori Pubblicita' . Cairo e' indagato per falso in bilancio e frode fiscale. L'istruttoria non riguarda i conti del gruppo di Segrate ma una piccola societa' monzese, la Publivis 85 Sas, che si occupa di produzioni pubblicitarie. La maggioranza delle quote della Publivis appartiene a Cairo e a un suo familiare. Secondo i magistrati questa piccola societa' avrebbe emesso fatture false in favore di Publitalia, il colosso pubblicitario amministrato da Marcello Dell' Utri. Dagli accertamenti della Guardia di Finanza e' stata individuata documentazione, ritenuta fittizia, per un importo vicino ai quattro miliardi.
(28 maggio 1994) - Corriere della Sera

Le anticipazioni del TG5 sulle richieste d' arresto per alcuni manager FININVEST
fuga di notizie, Mentana torchiato da D' Ambrosio il direttore del TG5 Enrico Mentana e' indagato per favoreggiamento e violazione di segreto d' ufficio. interrogato per piu' di un' ora dal giudice della Procura di Milano Gerardo D' Ambrosio
E' indagato per favoreggiamento e violazione di segreto d' ufficio Fuga di notizie, Mentana torchiato da D' Ambrosio. Esce dopo un' ora e mezzo di interrogatorio Enrico Mentana. Sembra stanco, ma sorride ai cronisti che lo circondano: "Ragazzi, mi dispiace, ma non posso proprio dirvi nulla". Dopo di lui, s'affaccia in corridoio pure Gerardo D' Ambrosio, il numero due della Procura, che l'ha tempestato di domande su una fuga di notizie che aveva fatto scalpore un paio di mesi fa, poco prima delle elezioni politiche: il TG5, diretto da Mentana, aveva anticipato nell'edizione di fine mattina le richieste d' arresto per alcuni manager vicini alla Fininvest, tra cui Marcello Dell' Utri, gran capo di Publitalia e amico personale di Silvio Berlusconi. Una notizia bomba, data ai telespettatori dal caporedattore milanese del TG5, Andrea Pamparana. Una vicenda su cui la Procura ha deciso di vederci piu' chiaro, torchiando, oltre a Pamparana, tutti i cronisti giudiziari che frequentano abitualmente il palazzaccio. Ora, D' Ambrosio sta tirando le somme. Il fascicolo, in teoria, potrebbe persino finire a Brescia, distretto giudiziario competente quando in ballo c' e' una storia che riguarda in qualche modo i magistrati milanesi.
(25 maggio 1994) - Corriere della Sera

Giornata convulsa sui mercati dopo il diffondersi di speculazioni su provvedimenti destinati al presidente del Consiglio. Voci e brividi di Borsa L' indice Mibtel parte bene, ma nel finale accumula una flessione del 2,58%. In calo anche lira e titoli di Stato Romiti: basta con queste indiscrezioni "Avviso" a Berlusconi? Ondata di vendite. Poi Borrelli smentisce Lira, Borsa, titoli di Stato. I mercati finanziari italiani hanno vissuto ieri un tranquillo pomeriggio di terrore. Perdite diffuse delle quotazioni, nervosismo alle stelle, scambi frenetici: sembrava di essere tornati indietro di un anno, ai giorni dell' agonia del governo Amato, quando i prezzi della finanza made in Italy erano scanditi sui ritmi dell' attivita' giudiziaria. Tutto e' cominciato intorno alle 16.30 quando le agenzie di stampa internazionali (sempre loro) hanno rilanciato le voci (poi smentite) di un probabile avviso di garanzia in partenza dalla Procura di Milano. Destinatario: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non si sa come le voci siano nate, ne' chi abbia deciso di cavalcarle. Si sa solo che i mercati (era facile prevederlo) ci hanno imbastito sopra una gigantesca speculazione al ribasso. La lira, che stava a 967, ha superato di slancio quota 970 contro il marco. La Borsa, che gia' era in flessione, ha accentuato la caduta fino a perdere il 2,58%. E il future sul Btp decennale, il prezzo pivot di tutto il comparto dei titoli di Stato, ha ceduto oltre due punti, sotto la soglia critica di 110 lire. Solo in tarda serata, dopo la smentita venuta dal procuratore capo di Milano, Francesco Saverio Borrelli, e' tornata la calma e le quotazioni hanno invertito la rotta. Ma in quelle due tre ore e' stata una specie di finimondo. Le voci sull' avviso a Berlusconi, indubbiamente, hanno trovato un terreno molto fertile in una situazione gia' contrassegnata dal nervosismo. Fin dal primo pomeriggio infatti i mercati erano orientati al ribasso, per diversi motivi. La Borsa era alle prese con la girandola di indiscrezioni sulla vicenda Mediobanca Ferruzzi. Lira e titoli di Stato risentivano di nuove turbolenze che avevano investito i circuiti valutari e obbligazionari in Europa. Ma la spallata decisiva l' ha data la notizia di una possibile comunicazione giudiziaria al presidente del Consiglio. "E' ora di finirla con queste voci" ha commentato l' amministratore delegato della Fiat, Cesare Romiti, che ieri e' stato ricevuto a Palazzo Chigi. Una giornata sulle montagne russe insomma, quella di ieri.
(26 maggio 1994) - Corriere della Sera

" avviso di garanzia a Berlusconi " : e' falso ma la Borsa perde il 2, 6 per cento
MILANO . I mercati finanziari italiani hanno vissuto ieri un tranquillo pomeriggio di terrore. Voci (poi smentite) di un probabile avviso di garanzia della Procura di Milano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno fatto cadere lira, Borsa e titoli di Stato. Non si sa come le voci siano nate, ne' chi abbia deciso di cavalcarle. La lira, che stava a 967, ha superato di slancio quota 970 contro il marco. La Borsa, che gia' era in flessione, ha accentuato la caduta fino a perdere il 2,58%. E il future sul Btp decennale, il prezzo pivot di tutto il comparto dei titoli di Stato, ha ceduto oltre due punti, sotto la soglia critica di 110 lire. Solo in tarda serata, dopo la smentita venuta dal procuratore capo di Milano, Francesco Saverio Borrelli, e' tornata la calma e le quotazioni hanno invertito la rotta. Cecchini a pagina 19
(26 maggio 1994) - Corriere della Sera

Admin

Numero di messaggi : 776
Data d'iscrizione : 23.09.08

http://liberapresenza.forumattivo.eu

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum