IL FASCISMO IN DIFESA DELLA NAZIONE E DEL SUO POPOLO

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

IL FASCISMO IN DIFESA DELLA NAZIONE E DEL SUO POPOLO

Messaggio  Admin il Mer 01 Ott 2008, 14:52

A Milano, Mussolini, Martinetti, Balfi, Mazuccato, Toscanini, Podrecca, Sansilio, Passeggio, Ferrari, Macchi, Romanici, Balzan, Aversa, Bellinati, De Magistris, Bianchi e Fabbri rappresentanti del Fascismo, del Futurismo e degli Arditi, formarono il blocco delle <<Teste di Ferro >> e scesero nelle piazze a far sentire la loro parola. Ai primi Fasci di Combattimento se ne aggiunsero altri a decine, a centinaia. La base del movimento fascista si allargava con un crescendo straordinario apportando sempre nuovi iscritti e creando nuove sedi. Gruppi di combattenti, di reduci, di giovani studenti ed operai, persino di giovanissimi che sentirono il fascino di quella nuova idea, vi aderiscono col più grande entusiasmo. Come la crisi psicologica di ritorno col stanchezza per lo sforzo bellico sostenuto aveva creato l’ondata di sovversivismo così i conflitti, le vittime, le disastrose agitazioni, provocati dalla propaganda bolscevica e la eccessiva debolezza dei vari Governi, manifestatisi incapace di arginare la degenerazione politica, provocarono la reazione psicologica nel Paese in favore del Fascismo. E in modo particolare il fenomeno si accentuò dopo il conflitto scoppiato a Bologna il 21 novembre in occasione dell’insediamento dell’amministrazione socialcomunista. Da quel giorno i Fasci di Combattimento di tutta Italia, e non solo nei centri urbani ma anche nella campagne, ebbero un crescente afflusso di aderenti tale da costituire una vera forza. Ebbe cosi inizio l’azione squadrista. Mussolini aveva detto << Pace allo interno e prestigio all’estero >> e aveva issato le insegne del Fascismo, di fronte a quelle del Sociacomunismo, in una tremenda lotta mortale.
Il Fascismo che il 23 marzo 1919 si era costituito a Piazza San Sepolcro con appena una sessantina d’intervenuti di cui alcuni vi si trovavano casualmente per ripararsi dalla pioggia che fuori scrosciava, osava sfidare il colosso marxista che aveva tinto di rosso tutta la Nazione.
Il comandante Gulli e il motorista Rossi trucidati dagli slavi comunisti. Né il Governo, né il Ministro Sforza inviarono un qualsiasi atto di protesta, Il Fascio triestino si sostituì al Governo imbelle e organizzò, con la partecipazione di tutto il popolo, una grande manifestazione e dopo un conflitto a fuoco occupò ed incendiò un fortilizio slavo. Fu l’inizio.
In tutti gli scioperi intervennero i fascisti sostituendo in ogni attività, dalla più onerosa alla più faticosa ed umile, gli scioperanti. Si ebbero molti sanguinosi scontri ma il Fascismo non desistette, anzi si organizzò per declassare e annullare ogni azione sovversiva. La lotta fu continua, incessante, dura sanguinosa ma il Fascismo l’affrontò e la sostenne magnificamente per la salvezza dell’Italia.
I socialisti, in nome della bandiera rossa, indissero scioperi, i fascisti, in nome del tricolore, li fecero fallire; i socialcomunisti occuparono fabbriche, fermarono i treni, ordinarono la chiusura dei negozi, proibirono ai contadini di lavorare la terra, i fascisti li cacciarono dalle fabbriche, rimisero in moto i treni, riaprirono i negozi, rimandarono i contadini al lavoro.
E’la reazione del popolo nauseato, esasperato, stanco. I socialcomunisti, incapaci di altro, cedettero di ostacolare l’ascesa del Fascismo con la violenza sistematica e col grido << Sangue al sangue da ora innanzi >>.
Questo il quadro della situazione nazionale che generò il Fascismo. Una Nazione tinta di rosso e fremente di odio. Un Paese umiliato e deriso dagli stranieri e perfino dagli ex alleati.
Contratto commerciali internazionali che si scindevano per l’inadempienza a causa del caos dominante e della lira che perdeva quota. Un Governo che abbandonava Valona per non sapere fronteggiare un pugno di ribelli, che lasciava uccidere i suoi cittadini senza protestare, che si lasciava offendere e defraudare dagli alleati, e gli scioperi a catena, le irresponsabilità e la faziosità del Parlamento, la meschinità dei nostri diplomatici. Si andava alla ricerca di un Uomo. Un uomo capace di trovare un seguito, un uomo che avesse il coraggio di alzare la bandiera della salvezza e dell’onestà. Mussolini, anche se non era << Un Uomo borghese >>, seppe fare tutto ciò. Il fascismo che esercitava la sua maschia figura gli diede seguito , il suo coraggio e la sua forza polemica debellarono i nemici e il popolo italiano riacquistò la pace, la tranquillità, la gioia di vivere. Stimolo alle sue azioni furono la sleale condotta degli alleati della grande guerra, la depressione e la confusione del popolo, la tradizione irredentista degli italiani, i disordini provocati dai socialcomunisti, il crollo economico, la disoccupazione, lo sconforto, la fame, la volontà di ristabilire l’ordine e la serenità. L’inettitudine dei vari governanti, la rinuncia delittuosa dei ministri, tutto quanto funestava il Paese divenne per Mussolini lievito poderoso, capace di creare un nuovo ordine di cose nella Nazione. Egli comprese il senso di nauseante rivolta che covava nelle viscere cella Nazione.
Capì che ci voleva un uomo energico, duro, capace di purificare il Paese, ridare prestigio agli organi dello Stato, infondere fiducia nei cittadini.

Admin

Numero di messaggi : 776
Data d'iscrizione : 23.09.08

http://liberapresenza.forumattivo.eu

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum