“La Repubblica” denigra l’M.S.I..

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“La Repubblica” denigra l’M.S.I..

Messaggio  Admin il Lun 07 Feb 2011, 21:37


Nel preannunciato rimpasto di Governo, Berlusconi, promette un posto di sottosegretario ad un rappresentanza de “La Destra” e per questo “La Repubblica” denigra l’M.S.I..

A seguire “La Repubblica”, viene il voltastomaco, leggere le opinioni sulla politica è un sacrificio impossibile.
Giornalisti, super pagati (con villa, piscina, ricco conto in banca e serva, ad ogni costo di colore), non scrivono la verità ma solo pezzi per garantirsi quel benessere che chi sta a leggerli non avrà mai.
Uno dei più spregevoli articoli e comparso il 6 febbraio 2011, a firma di Filippo Ceccarelli, che scrive: “ai tempi della prima repubblica, capitava che il M.S.I. tornasse utile al potere in termini di voti, mezze alleanze, persone divenute scomode da sistemare in Parlamento. Indicando nel Movimento Sociale Italiano “la sputacchiera della Dc”.

Questo scribacchino, scordando che i fondatori del Msi non si vendettero, al contrario di, Arrigo Benedetti, Carlo Bernari, Libero Bigiaretti, Palo Bufalini, Felice Chilanti, Antigono Donati, Fidia Gambetti, Giovanni Battista Gianquinto, Renato Guttuso, Pietro Ingrao ecc., tutta feccia, che dopo la caduta del Fascismo scelse, di servire i nemici dell’Italia.
Vuole dare ad intendere che un popolo di fede si sia asservito alla democrazia cristiana, insultando una comunità che ha sofferto e lottato per un grande ideale che, gli eredi dei fondatori del Msi hanno tradito, in cambio di qualche poltrona. Questo vile ha scordato i tantissimi morti che difesero l’ideale Fascista, da sempre opposto al capitalismo, e al comunismo.
I voti che il M.S.I. ha espresso, finché non giunse alla segreteria il sig. Fini, erano voti di contrapposizione al comunismo. Del resto in quegli anni la D.C. rappresentava il tramite della volontà comunista, che all’epoca non poteva entrare nel governo per la finta contrapposizione dei due blocchi capitalisti (USA-URSS).
La prova della persecuzioni del M.S.I. sta nella vergognosa approvazione della legge Scelba (DC), tesa ad impedire proprio al M.S.I. di rappresentare quella parte di popolo che non aveva tradito l’Italia, e che la voleva forte ed unita.

Indica nella Destra di Storace il “Partito Kleenex”, un classico dell’usa e getta del Cavaliere, ed individua nella Santanchè, un dirigente che ha enunciato la necessità di un partito di Destra “con la bava alla Bocca”,

Un ulteriore vergogna è voler a tutti i costi rappresentare la destra italiana, nella Destra di Storace, uomo che al pari dell’on. Fini risulta essere un traditore ormai acclarato, tanto che il suo blog, all’inizio frequentatissimo da probabili Fascisti, è stato chiuso ai commenti, per gli innumerevoli insulti a cui venivano posti ogni giorno i suoi post. Definire la destra un “Kleenex” a disposizione di Berlusconi è un insulto ad una comunità grande tanto quanto al crescente astensionismo al voto. Mai i veri Camerati darebbero il proprio voto ad un massone, cosi come nel 2008 non l’hanno dato alla candidata premier on Santanchè, prestata o meno da Berlusconi alla destra di Storace.

Richiama il residuale nostalgismo, e l’estremismo fascista de “La Destra”, indicandola quale vero erede del M.S.I., ricordando le posizioni sui campi rom o sulle trame della lobby ebraica.
Registrando che “La Destra” si propone come il partito più intransigente nella difesa dei sacri valori della tradizione, della Cristianità e della famiglia, entrano nel governo con mirabile sincronia con il bunga bunga.


Altra vergogna per Ceccarelli, è richiamare il nostalgismo, e l’estremismo Fascista, specie se si indica quale eredità del M.S.I.. E’ Vero che nei campi rom vediamo un problema, cosi come nelle lobby sioniste (non esistono lobby ebraiche), questo al contrario di quanto si vuol far credere nello scritto, è un atto di coerenza che nessun giornalaio idiota può contestarci.
Per quanto riguarda l’intransigenza in difesa di valori, questa vale per l’impostazione morale della nazione e non certo per ostacolare libertà dell’individuo che oggi come ieri abbiamo il coraggio di definire sacre.

Affermare che per Berlusconi a questo punto tutto fa brodo, e ricordare quando Storace attaccava Fini per le sue dichiarazioni fatte a Gerusalemme “il fascismo il male assoluto”, non può voler dire congelare ancora una volta una buona percentuale di elettori come si è fatto per decenni con la contrapposizione dell’arco-costituzionale nei confronti del M.S.I.. Negli stessi anni in cui il debito pubblico cresceva fuori misura, e i politici che lo creavano si arricchirono al pari del debito.

Scrivere che controlli di coerenza non se ne fanno più è falso, la coerenza ancora una volta sta negli ideali del fascismo, i quali prima degli interessi individuali intendono tutelare gli interressi nazionali, ma ormai, sono troppi gli antitaliani che da oltre 68anni svendono l’Italia e gli italiani.

E se da sempre il potere vive anche di scarti, come Ceccarelli afferma, gli scarti non possono essere individuati nel M.S.I. o peggio nel Fascismo, se per un salviettino soffice, è un trionfo di allegria promozionale “che libera le emozioni" per noi di Liberapresenza non sarà mai la presenza a Palazzo Chigi di un uomo (Musumeci), in rappresentanza de “La Destra”, che ci farà cambiare opinione nei confronti della “democrazia rappresentativa”, fatta di compromessi e corruzione. Siamo certi che un giorno, ormai non lontano, giovani e meno giovani scenderanno nelle piazze per sviscerare gli elementi che li costringono a vivere nel precariato e nel disonore.
Il problema non è Berlusconi e il suo governo, è l’oligarchia della “democrazia rappresentativa”, di cui centrodestra e centrosinistra si servono.

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