Giornata del ricordo. Il sangue dell'Italia

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Giornata del ricordo. Il sangue dell'Italia

Messaggio  Admin il Gio 10 Feb 2011, 12:38


ORA BASTA!!!

Nel giorno del ricordo delle FOIBE, i traditori del Fl e i giovani del Pd sfileranno nello stesso corteo organizzato nel padovano

Un'altra occasione nella quale si evidenzia il vile progetto dei finiani.
Fini e i suoi quale destra intendono rappresentare? Oggi gli infobiati, riportati all’albore si rivolteranno nelle tombe, mentre quelli rimasti nel profondo degli abissi, rivivranno quei momenti.
La storia non si cambia attraverso vili accordi politici. La verità è una e una sola i partigiani comunisti si sono macchiati di infamia e per questo debbono pagare.
La società civile padovana si vergogna; come possono giovani di destra e di sinistra insieme commemorare i martiri delle foibe?

Ormai i giovani del Pd di Generazione Futuro, fondazione collegata a Futuro e Libertà, sono un unica cosa, saranno fianco a fianco durante la cerimonia del Giorno del Ricordo, in memoria della tragedia del popolo giuliano-dalmata, massacrato da partigiani comunisti.

Questi irresponsabili, - affermano in una nota congiunta – che << convengono sulla necessità di creare un comune impegno, per far vivere una memoria storica condivisa, una narrazione collettiva ed identitaria del nostro Paese che affronti senza alcuna riserva la tragedia delle foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata».

VIGLIACHI!
Ingrassati nel M.S.I., dopo aver derubato il patrimonio, oggi distorcono la verità che per oltre 60 anni fu richiamata alla memoria soltanto da noi fascisti. Fatti e dolori che questi vigliacchi del Pd e del Fl, oggi vogliano attribuire a crimini di cui si è macchiato il regime fascista.

Noi Fascisti:
Ricordiamo quei luoghi che dall'8 settembre del 1943 e fino a tutto il 1946, in Istria prima e poi nel territorio di Trieste e in gran parte della Venezia Giulia, i partigiani delle formazioni titine, cui erano aggregate formazioni partigiane italiane, usavano le foibe per eliminare, gettandoveli dentro, italiani, militari o civili che fossero. Comunemente, prima di essere gettati nelle fosse, gli uomini e le donne, rastrellati e strappati dalle loro case, senza processo alcuno, erano torturati, evirati, stuprati, accecati. Molti furono legati a cadaveri con filo spinato e quindi gettati vivi nei crepacci.
Nelle foibe furono precipitati civili d'ogni credo e colore politico, colpevoli esclusivamente d'essere italiani.

Respingiamo con forza questa oscura condotta dei finiani. Restando i soli – come sempre – affianco delle popolazioni Giuliano-Dalmate, alle quale riconosciamo il diritto dovere del rientro nella terra, che costretti abbandonarono, da proprietari e da italiani.
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