Tunisia, Egitto, Libia. Tre proteste un solo sbocco?

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Tunisia, Egitto, Libia. Tre proteste un solo sbocco?

Messaggio  Admin il Lun 21 Feb 2011, 22:56


Abbiamo assistito in queste settimane in alcuni paesi Arabi a proteste di piazza pilotate da governi stranieri per stabilizzare quelle popolazioni. E’ bastato che una folla di giovani scendesse in piazza, e subito i militari hanno spodestato il “tiranno”. La Tunisia, l’Egitto e la Libia, oggi, grazie alle manifestazioni di piazza si sono consegnati alle gerarchie militari. Se ancora esistessero i due blocchi Usa-Urss, questi Stati Arabi, dai sovversivi, sarebbero ritenuti governi Fascisti. Nei fatti tutte e tre le nazioni hanno imposto al - tempo del Urss - proprio popolo un regime sociacomunista. Quando il comunismo si è liquefatto cadendo a pezzi in ogni angolo del mondo, ed in particolare nei paesi del cosiddetto “socialismo reale” dell’est Europa.
Con il crollo del muro di Berlino, i Governi arabi si consegnarono agli americani. Questa progressiva disgregazione dei regimi comunisti e dell’ideologia maxista-leninista venne salutata con grande entusiasmo, tanto che, si considerava ormai venuto meno il ruolo politico della “destra”, mancava quello che veniva considerato il suo “nemico principale”, cioè il comunismo.
In realtà il nemico della “destra” non era rappresentato solo dal comunismo, ma, pure, dal liberalismo il quale asservito alla “democrazia-capitalista” ha disposto un progetto globalizzatore, promosso attraverso un circuito economico-finanziaria. Politicamente e culturalmente il globalismo è il diretto erede in forma “laica” dei principi del giudaismo, del sionismo, di certe idee cattoliche.
Per questo la cacciata dei tiranni, non ci vede gioire, al pari del governo americano.
Il globalismo in questi anni si è servito essenzialmente di organizzazioni tipo la Trilaterale che ha preferito, trovarla più idonea, ad organismi tipo la massoneria. La Commissione Trilaterale, già da moltissimi anni, afferma che lo scopo delle C.T. è di sostituire il sistema attuale con un sistema omogeneo nel quale devono essere integrate le potenze attive e creatrici emerse negli ultimi tempi … Sarà un mondo nel quale, nell’economia, le supremazie nazionali dovranno scomparire, vale a dire la riduzione delle nazioni ad una massa indifferenziata e priva di ogni riferimento trascendentale e sacrale, la creazione cioè di una monocultura a livello planetario.

Perché Dio ha dato al popolo eletto il compito gravoso e sacrale di ricondurre l’umanità verso la fede, verso la vera religione, cioè verso il vero Dio, che è il Dio di Abramo e di Mosè.
Mentre nel mondo si impone il multiculturismo, questo popolo deve mantenersi integro, razzialmente, culturalmente in una parola, etnicamente.
E per questa ragione in Israele i matrimoni misti sono una rarità ma lo sono anche fuori Israele e in certi casi sono puniti severamente dalla comunità.

Come si evince da quanto sopra, il compito della destra è tutt’altro che cessato, anzi la lotta si preannuncia più virulenta che mai.
Infatti il crollo verticale del comunismo ha permesso l’imposizione del globalismo e questo deve far riflette sulla sua reale essenza, e sulla funzione che ha svolto dal 1848 al suo decadimento.
Si discute molto sulle previsioni fallaci delle tesi marxiste. In realtà Marx non ha commesso alcun errore per il semplice fatto che era perfettamente cosciente fin dal primo momento in cui ha formato le sue teorie quale sarebbe stato il “reale”ruolo del comunismo, quello di punta avanzata, del giudaismo e di conseguenza del capitalismo finanziario. Il (suo) compito storico fu quello di ingannare e mobilitare la classe operaia contro i resti della società tradizionale europea ad esclusivo beneficio delle grandi lobby della finanza mondiale … mentre viveva comodamente come un ricco ebreo borghese, esortava gli operai a soffrire nella moderna società borghese e a sostenere la lotta per lo sviluppo della borghesia e del capitalismo, perché secondo il materialismo storico, il capitalismo deve potenziarsi al massimo grado prima di essere abbattuto.
Infatti il comunismo non è andato al potere in Paesi ad economia capitalista avanzata (tipo USA, Inghilterra, Germania) ma in nazioni come appunto la Tunisia, l’Egitto e la Libia, che conservavano al pari delle Russia zarista, tendenze tradizionaliste.

Secondo J. Evola il materialismo storico “è uno dei più pericolosi tossici di fabbricazione ebraica che mai siano stati inoculati nelle masse”.
Convincere l’uomo che “l’economia è il suo destino” e che ogni principio superiore è illusorio, accessorio, superstruttura, significa distruggergli ogni possibilità di autonomia interiore, significa evitarlo, farne lo strumento passivo di determinismi che egli crederà impersonali… ma che invece sono gli strumenti con i quali agiscono le forze segrete del pervertimento mondiale.
Seguendo questa griglia interpretativa la caduta del marxismo risulta chiaramente certa “inspiegabili concessioni” e alleanze fra capitalismo e marxismo, come gli ingenti finanziamenti dei banchieri ebrei di New York alla rivoluzione bolscevica, i massicci aiuti di Roosevelt all’agonizzante esercito di Stalin nel corso del 2° conflitto mondiale, dagli USA giunsero ai Sovietici 13.303 carri armati e autoblindo, 8.222 cannoni, 2.328 trattori 11.000 carri ferroviari, 427.284 automezzi di vario tipo… Kruscev a proposito di questi ultimi, dice:”provate ad immaginare come avremmo potuto avanzare da Stalingrado a Berlino senza questi mezzi.
Le nostre perdite sarebbero state enormi perché non avremmo avuto possibilità di manovra… furono spediti quasi tre milioni di tonnellate di esplosivi, più di cinque milioni di tonnellate di generi alimentari… fu consegnata persino una fabbrica completa per la produzione di pneumatici… Si parlò di aiuti per un valore globale attorno agli undici miliardi di dollari dell’epoca.
Inoltre il generale Patton ricevette l’ordine di frenare l’avanzata delle proprie truppe, per permettere all’Armata Rossa di giungere nel cuore dell’Europa, in ossequio agli accordi di Yalta.
Il comunismo dopo aver svolto il proprio ruolo di movimento fantoccio della sovversione demo-capitalista, si è dissolto senza rimpianti, dopo aver distrutto, infestato, quanto restava di una società sacrale, anagogica, organica, non asservita ai dogmi dell’economia e del mercantilismo.

Le proteste nei paesi arabi porteranno ad una nuova forma di sottomissione di quei popoli a nuove forme di “capitalismo-democratico”. Solo questo può giustificare la fuga verso l’Europa di tanti giovani, spinti alla disperazione.

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