Argomenti per l’autonomia economica del nostro paese.

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Argomenti per l’autonomia economica del nostro paese.

Messaggio  Admin il Mar 22 Feb 2011, 22:04


L’anno solare 1936 è stato il periodo della passione nazionale per l’indipendenza economica. Dopo la vittoria in Africa e la proclamazione dell’Impero, la Nazione ha guardato, con le armi al piede, alle sue gloriose gesta e soprattutto alle difficoltà superate e ai pericoli passati. I pericoli sono sempre relativi, sempre proporzionati alla volontà e alla energia dei singoli e dei popoli e la esperienza schiude ogni tanto nuovi orizzonti. L’Italia ha guardato in quest’anno fatidico della sua storia, più che mai alle necessità dell’avvenire.
Mussolini vuole che l’Italia sia in grado di difendersi contro qualsiasi assedio economico. Fin dal nove maggio, data della proclamazione dell’Impero, additò al popolo italiano le vie dell’indipendenza economica, compiacendosi per lo sforzo fatto nella immane battaglia combattuta contro gran parte del mondo.
Ora, fra i problemi maggiori della indipendenza economica, vi è quello dell’autarchia tessile, Fin dalla primavera il Capo ha affidato il compito della revisione del vasto repertorio tessile, ai Fasci della Romagna. Nell’estate si inaugura la Mostra di Cesena; in autunno abbiamo il convegno e la Mostra di Forlì. La stampa tecnica investe tutti i quesiti indicati da Mussolini; la stampa quotidiana si appassiona; gli industriali, i tecnici, il Partito affrontano in pieno il problema. Privati ed Enti si prodigano a illustrarne le maggiori incognite, ciascuno nel poligono delle proprie competenze; l’opinione pubblica prende calorosamente parte all’interessante dibattito. La parola di Mussolini diviene presto azione di popolo. Le opere seguono i programmi; il consuntivo si presenta fin dai primi giorni del 1937, confortante. Canapa, raion e ginestra, fibre nazionali, sono sufficienti per colmare la lacuna di quaranta milioni di chilogrammi da aggiungere alle fibre naturali e artificiali preesistenti, per emancipare l’Italia, in ogni evenienza, dal concorso estero nell’equipaggiamento e nel vestiario dell’esercito e del popolo.
Ho sott’occhio qualche pubblicazione della Federazione esercenti l’industria delle fibre artificiali, e mi riesce perciò assai facile enumerare le tappe; costituzione di enti,potenziamento di istituti, incremento delle culture, dei telai, dei fusi, confezione di stoffe miste con fibre nazionali, per qualsiasi uso, ma soprattutto per quelle di più diffusa e delicata necessità. L’utilizzazione su vasta scala, delle fibre nazionali naturali e artificiali o, per intenderci meglio, della canapa e del raion, è lo strumento più importante e più efficace per la realizzazione dell’auspicata autonomia.
Il raion ha acquistato un posto di primo ordine in tutta l’industria tessile, dopo la creazione del <<fiocco>>, detto cotone artificiale o cotone italiano.
Ed ecco quindi l’industria delle fibre artificiali da viscosa, entrare in profondità in tutto il ramo tessile laniero e cotoniero. Nessuna fibra respinge la miscela col raion; lana, cotone e canapa intraprendono nuove vie di lavorazione. I lanieri si attrezzano per adottare come prodotto ausiliario il fiocco di raion, i cotonieri lo impiegano per abbellire, alleggerire, ammorbidire e … <<italianizzare>> i loro tessuti, con quanto vantaggio per l’economia nazionale è superfluo illustrare.
La quarta Settimana Cesenate è stata onorata dalla visita del Capo del Governo. Il Segretario del Partito getta le basi per il prossimo convegno di industriali e tecnici delle fibre tessili da tenere a Forlì presso la Federazione dei Fasci di Combattimento, per avviare gli studi della autarchia economica nella vasta branca. Forlì è sede di una mostra autunnale delle fibre tessili e poi centro di studi e sede si un ente nazionale delle fibre tessili italiane.
La materia e lo spirito, l’uomo e la macchina, la cronaca e le statistiche, i fatti e le speranze, i progetti e i consuntivi della vasta categoria di produzione che ha come strumento comune il telaio, sono stati passati in rassegna con passione dalla stampa italiana.

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