La Spezia vivaio di sommergibili.

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La Spezia vivaio di sommergibili.

Messaggio  Admin il Ven 25 Feb 2011, 23:06


Nessun italiano può parlare della difesa della sua grande Patria senza descrivere il mare. L’Italia è il paese d’Europa più esposto alle insidie del mare. Insidia contro insidia; la nostra flotta leggera da siluramento è una armata che mette le vertigini a più di un cervello benché nessuno, dopo la rinascita fascista della forze armate, l’abbia provata.
Ma noi vogliamo vivere in pace con tutti, e teniamo i nostri sottomarini all’ormeggio, o in bacino, o in cantiere o in parata. Noi vogliamo vivere in pace fra i nostri mari: <<si vis pacem, para bellum>> - dicevano i Romani. Se vuoi la pace sii pronto alla guerra. Esattamente: se vuoi la pace, non tralasciare di armarti.
Dove si fanno i sottomarini italiani? Nei principali porti industriali. A Genova a Livorno a Trieste, alla Spezia. Parliamo di queste fucine di navi da guerra. il Golfo della Spezia, paesaggio di potenza di incomparabile bellezza, è un presidio di sottomarini con scali e fucine a Muggiano.
Guardando il Golfo dal centro della città, si abbraccia un panorama verdissimo di colline disseminate di bianche ville, su l’opposta riva. E’ la pace.
Ma la mente è sospettosa. Il visitatore della Spezia non si contenta di contemplare la campagna silenziosa e pittoresca del ciglio del Golfo. Sale sul tram urbano e si spinge verso Muggiano, e procede nel libero spazio delle visuali verdi e azzurre dei monti lontani e del mare vicino fin che non ode, dal più folto bosco, il battito del mare della Patria, il battito furioso dei magli e la scia sonora dei ponti scorrevoli sulle piste aeree d’acciaio, e fin che non vede, accovacciati nel segreto della foresta, i gusci superbi dei sottomarini ultimo modello. Gli stranieri hanno un debole per questo paesaggio corrusco dissimulato tra le acacie e i castagni sullo sfondo del Golfo e della sua opposta riva, perché questo angolo industriale e marinaro d’Italia non è mai descritto da alcuno scrittore che abbia fatto il tradizionale <<viaggio in Italia>>. Il tratto di mare antistante, punteggiato di mille imbarcazioni non tutte soffuse di candore turistico, sembra una immensa piazza sulla quale digradi il sistema dei monti che lo cingono, a guisa di un immenso anfiteatro. Chi giunge a Muggiano non ammira soltanto la superba natura che tutto intorno risplende allietata da migliaia di anime che popolano il golfo, ma anche il soffio di potenza dell’Italia marinara dell’Era fascista.
I sommergibili in costruzione, inclinati sugli scali e docilmente sottomessi all’opera degli artieri, sembrano enormi delfini cinti da corona d’acciaio. Delfino e Foca furono infatti chiamate la prime navi subacquee qui costruite, ideate dagli ingegneri italiani Giacinto Pullino e Cesare Laurenti. Fin dal 1908 altre Nazioni ordinavano sommergibili all’Italia.
La Svezia fu la prima nostra cliente:ordinò un tipo <<Foca>> Laurenti con le seguenti caratteristiche: lunghezza m. 45 dislocamento tonnellate 318; armamento due tubi di lancio subacqueo veloci: immersione 10 nodi; in emersione 14 nodi. Oggi queste caratteristiche sono gloriose linnee da museo, rispetto alle navi subacquee che l’Italia vara per sé e per grandi paesi amici,sul placido Golfo della Spezia,arsenale del Mediterraneo.
Giova ricordare che prima della guerra fornimmo tre tipi Foca alla Marina Brasiliana e che durante il conflitto mondiale partirono dal grande cantiere ligure unità per le Marine Portoghese, Russa e Spagnola.
Insomma, siamo conosciuti da tempo nei due emisferi,nel campo delle costruzioni per la difesa sui mari. Nel 1916 la Marina Brasiliana fece costruire a Muggiano una nave appoggio per sommergibili,dotata di autonomia e stazza idonee per rifornire di viveri e combustibili una squadra di sei sottomarini da 700 tonnellate. Questa nave aveva una cavità longitudinale a guisa di vano tubolare,nella quale poteva essere nascosto un sommergibile.
Muggiano è il più prezioso lembo della Spezia.
Il suo cantiere è un brano cospicuo della grande fucina nazionale. I suoi mezzi industriali sono affascinanti per chi ama i grandi cimenti moderni e per chi sente la bellezza dell’ideale della resistenza nel clima imperiale.




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