Unità d'Italia: Capi con le idee confuse.

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Unità d'Italia: Capi con le idee confuse.

Messaggio  Admin il Gio 17 Mar 2011, 23:22


Offriamo ai Camerati, il diverso pensiero di chi, probabilmente, è alla ricerca di una poltrona.


ROMA - Preferisco il 4 novembre, di Luca Romagnoli
17 marzo 2011
Preferisco il 4 novembre
Preferisco, fin dall’infanzia in verità, l’Unità d’Italia “di Vittorio Veneto”, piuttosto che Vittorio Emanuele II. Che bella Caprera (isola di), ma quanto più importanti, patriottici e coinvolgenti i calcari del Carso. Certo mi emozionavano da piccino i racconti su Pietro Micca e il Balilla, ma gli intrighi massonici del Cavour potevano emozionare e possono emozionare un bambino? E perché dovrebbero emozionare un adulto, un patriota vero, che sa l’Italia Nazione (e lo Stato italiano), nata ben dopo il 17 marzo, ben dopo e con ben altri sacrifici e, soprattutto, ben altre speranze. E Garibaldi, per carità non me ne volete, non sono mai riuscito a considerarlo un grande guerriero, un capo popolo, un patriota. Un ardimentoso, certamente sì, ma d’arditi guerriglieri, come di mercenari, è costellata la storia dell’umanità e non mi sembra che in molti siano assurti a “padri della patria”. Beh il discorso sul ribellismo, la partigianeria, la guerriglia e il banditismo è complesso e contraddittorio, l’unica cosa su cui c’è certezza è che si considera “bandito” o “eroe partigiano” a seconda di chi vince (o dovrebbe vincere per i “politicamente corretti”) la guerra: Che Guevara, Garibaldi, e i “resistenti libici” eroi, come i partigiani dell’Osoppo; i seguaci di Saddam, i Pashdaran afgani, i soldati e poi “briganti di Francischiello” banditi. E così via, nell’intricatissimo dibattito tra visione giacobino/liberale e marxiana della storia. Perché è la storiografia che piega la storia e ne pubblica e diffonde “le verità”, secondo l’occorrenza di chi domina. Da sempre così, per sempre così: ma almeno non confondiamo, non troviamo alibi per la ritualità attraverso accadimenti storici che tanto unitari non furono. Di ben altra Unità d’Italia, di assai più intenso sforzo corale e nazionale si può parlare a proposito delle Guerre d’indipendenza e soprattutto dell’ultima –nella vulgata e nella nozione europea I guerra mondiale. Considero quella l’inizio di un’epopea nazionale e unitaria; mi sento di festeggiare ed esporre il Tricolore il 4 novembre.

Oggi 17 marzo in piazza a Milano, per raccogliere firme per la lista Fiamma. Un impegno fondamentale per la Fiamma: esserci a Milano con la propria lista e simbolo, esserci in coalizione a sostegno del sindaco del Centrodestra Letizia Moratti. Il 26 marzo a Napoli per presentare la nuova Fiamma partenopea, nuova d’energia ma storica nei nomi: Abatangelo, Sala, Florino. E altri missini storici -già parlamentari, per più legislature, i nominati ma tanti e altrettanto importanti semplicemente militanti-, che a Napoli il nostro compianto Vittorio Maselli non ha avuto il tempo di veder ritornare “alla luce della Fiamma”.

E a Lucca, a Savona, a Vercelli, a Novara, a Torino, nella nostra italianissima Trieste (scusate, il 17 marzo è festa nazionale, ieri 16 era l'anniversario dell'impresa fiumana, densa di fierezza, d’italianità e prodiga della carta del Carnaro), a Catanzaro, a Barletta, a Caserta e speriamo anche a Latina, a Cassino, a Terracina ed in altri Comuni più piccoli d’Italia, Noi, la Fiamma dei “patrioti di sempre”, facciamo di tutto perché sia presente sulla scheda delle elezioni amministrative.

Lo facciamo, al solito con enorme sacrificio e altrettanta fierezza.

Patrioti si e' per la vita; Patrioti, per esserlo sempre stati, più volte siamo stati invitati a "tornare nelle fogne". Lasciamo ai “Patrioti del fazzoletto rosso” la soddisfazione di esserlo, solo per oggi.
Luca Romagnoli

ROMA - 17 marzo: ma quale anniversario?
16 marzo 2011
Mi dispiace per gli entusiasti e gli illusi, ma non condivido tale festa ipocrita e artificiosa (il compimento dell'Unità d'Italia si è avuto il 4-11-1918, quando Roma era già Capitale da 48 anni!) con gli antifascisti, gli antipatria, i separatisti e tutti quelli che fino a ieri hanno oltraggiato la bandiera nazionale in tutti i modi. E per diversi decenni "loro" e i loro padri hanno assaltato i nostri cortei e le nostre sedi dove sventolava il tricolore, anteponendo il concetto di "lotta di classe" a quello di "Patria": questo non va mai dimenticato! Le radici in cui credo affondano nel superamento di quella contrapposizione di classe, vera rivoluzione questa, e non altre, con il fine ultimo del bene comune nazionale, attraverso l'alternativa corporativa e la socializzazione: sembravano idee superate e invece se sta riparlando sempre più spesso.
15 marzo 2011 - assassinio di Cesare, 44 a.C
(Roberto Bevilacqua)
Movimento Sociale Fiamma Tricolore


Giuseppe Onorato ( Coord. FN Centro Italia) : ipocrisia tricolore
Inviato da Redazione.FN il Mer, 16/03/2011 - 11:38

150 anni dell’unità d’Italia,l’amministrazione sfoggia dalle finestre il Tricolore nazionale e si cerca, con la collaborazione dei commercianti, dei cittadini volontari e degli amministratori di celebrare il compleanno della nostra Patria, ma di questa festa c’è da dire altro, queste le parole di Giuseppe Onorato responsabile di Forza Nuova Cerveteri che continua, riprendiamo le parole del nostro leader Roberto Fiore che afferma “Con grande sforzo le istituzioni stanno cercando di celebrare il Risorgimento come tappa fondamentale della Storia d' Italia, negando i fatti raccontati dalla Storia e mitizzandone i "padri" fondatori. Forza Nuova è consapevole che accanto agli episodi di abnegazione, di amor patrio e di eroismo indiscutibili, si sia svolto in quegli anni un attacco alle tradizioni popolari alle ricchezze e alle libertà di molte regioni d' Italia, in particolare del Sud. Mafie e arretratezza hanno bloccato lo sviluppo di quelle terre, grazie anche alla tirannica occupazione antipopolare e massonica imposta in quegli anni. L' Italia non nasce 150 anni orsono, ma con Augusto che federa sotto l' Impero tutte le terre vicine a Roma. L' Italia diviene la Nazione che per eccellenza si ritrova attorno al sogno imperiale romano e sarà la prima poderosa difesa del Cristianesimo. Questo è il messaggio che va passato alla nostra gioventù e l' asse attorno al quale va riscritta la storia della nostra Patria. L' Italia, nata 2000 anni fa e già allora dominatrice del mondo, rischia di scomparire grazie all' invasione nordafricana, al crollo demografico, al clima morale da basso impero ed al generale impoverimento del nostro popolo. Non la salveranno i fautori del Risorgimento e della Costituzione, ma solo la Ricostruzione Nazionale capitanata da Forza Nuova”. In poche righe si afferma con forza e vigore la verità dell’Italia, della sua storia e della sua nascita. Tornando a Cerveteri, oggi a noi forzanovisti viene da ridere nel vedere il comune Tricolore e amministratori con spille e coccarde verdi bianche e rosse, che sono in prima fila alle celebrazioni e si gonfiano il petto ostentando amor patrio, ma forse qualcuno dimentica, e noi non dimentichiamo, che l’ex assessore al bilancio Rita Lucarini e il consigliere del PD Altobelli, anni orsono, fecero una mozione contro Forza Nuova, per far rimuover proprio il Tricolore dalla nostra sede, situata in via Agillina n°32, che dire? Ipocrisia, tanta ipocrisia anche nello sventolare il Tricolore. Giuseppe Onorato Forza Nuova Cerveteri, via Sant’Angelo n°40 www.ilfascioetrusco.it


giovedì 17 marzo 2011
M.S.N.: i 150 anni di unità nazionale
Si celebra oggi il 150° anniversario dell'unità d'Italia.
Per questa ricorrenza avremmo voluto vedere una nazione profondamente diversa, governata seriamente ed efficacemente, senza il degrado e la rabbia con cui invece siamo costretti a fare i conti tutti i giorni...
Il paese è sempre più in crisi, migliaia di italiani hanno perso il lavoro ed altrettanti sono ormai prossimi a perderlo; ogni giorno i piccoli e medi imprenditori, i commercianti e gli artigiani sono costretti a chiudere le proprie attività; moltissime famiglie non riescono più ad arrivare alla fine del mese, a saldare le rate dei mutui o gli affitti di casa, così come a pagare le bollette energetiche o peggio, fare la spesa. La delinquenza imperversa ovunque, mentre l'impunità sembra essere l'unica cosa “sicura”. In questi giorni intanto, siamo letteralmente invasi da migliaia di clandestini provenienti dal nord Africa, senza che nessuno prenda provvedimenti per limitare o fermare decisamente questo fenomeno. Nella piccola Lampedusa sono sbarcati nelle ultime settimane circa diecimila immigrati, senza scordare che si prevede nei prossimi mesi l'approdo di altri 300.000 disperati. Mentre accade tutto ciò, chi ha responsabilità di governo che fa? Assenti... O meglio, c'è chi si occupa di risolvere soltanto i propri problemi giudiziari e quelli del capo; chi si occupa di disonorare la nazione facendo levare i tricolori per sventolare altre bandierine, rifiutandosi di ascoltare l'inno nazionale, e lavorando per rendere sempre più disunita anziché unità questa povera Patria.
E nelle opposte fazioni? Ancor più miseria: c'è chi ulula alla luna, chi pensa al gossip altrui, chi lavora soltanto per salvare o consolidare la propria carriera politica e quella del proprio clan d'appartenenza....
Questa è solo una breve descrizione di come l'Italia si sia ridotta oggi, nel suo 150° anniversario, che certamente nessuno dei nostri padri fondatori, né dei successivi patrioti si sarebbe mai immaginato. Una nazione che ha dato generazioni di eroi per unire e difendere la Patria, su tutti ricordiamo le gesta epiche culminate con la vittoria sulle sponde del Piave, dove si fermò lo straniero invasore, non può oggi, per colpa di politici incompetenti o peggio menefreghisti finire sempre più nel baratro.
Questo governo, e chi lo ha preceduto, hanno soltanto contribuito anno dopo anno a togliere i “mattoni” della casa Italia, facendola definitivamente crollare, anziché lavorare ad una sana “ristrutturazione”.
Ciò che riteniamo indispensabile per onorare al meglio una grande nazione quale riteniamo essere il nostro paese, è quello di portare davvero a compimento una rivoluzione culturale e politica che dia un'inversione di rotta alla nave Italia, prima che sprofondi in torbide acque dove non potrà più risalire. Ma per farlo c'è bisogno di credere in chi come il nostro movimento si batte da anni per ripristinare ordine, sicurezza, moralità e ricostruire finalmente lo stato sociale, unica via di salvezza per l'Italia. Nel nostro programma politico crediamo senza troppa presunzione esserci le fondamentali ricette di questa rivoluzione. Al contrario, nell'operato delle varie forze politiche che occupano indegnamente da anni il parlamento, incluso i ruoli istituzionali, vi è la prova inconfutabile di una pessima ed inefficace gestione. A questo punto sono gli italiani stessi che dovranno rendersene conto e mandare a casa chi per anni li ha presi in giro con promesse e favole.
Noi inseguiamo questo cambiamento, perché siamo certi che è questa la strada per onorare al meglio i 150° dell'unità nazionale.
Oggi più che mai il nostro grido è forte e convinto: w l'Italia!
Michele Marini
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Nazionalista

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