Immigrazione: Capitalismo e Governi, gli assassini.

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Immigrazione: Capitalismo e Governi, gli assassini.

Messaggio  Admin il Sab 09 Apr 2011, 08:50


Da sempre l’immigrazione viene agevolata dai governi che fanno dell’uomo mercanzia di scambio.

Durante le elezioni del 2008, v’erano in tutta l’Italia manifesti del Pdl e della Lega, riportanti la promessa: “mai più clandestini sotto casa nostra”, nulla di più falso, infatti, fin quanto si è potuto gli immigrati, in questi anni di Governo Berlusconi, sono giunti per vie traverse (di terra o con visti turistici), da qualche mese, con la vergognosa scusa della cacciata del tiranno in Tunisia ed in Egitto, come è ormai certo che accadrà in Libia, paese al quale il Parlamento “democratico” italiano ha garantito 250 milioni di dollari l’anno per venticinque anni, quale riconoscimento di improbabili danni coloniali, e soprattutto per limitare che da quel paese partissero masse di disperati spinti da Governi incapaci (arabi e africani) che lucrano sul mercato degli esseri umani trasformati (in schiavi) in merce di scambio con il capitalismo internazionale. Tant’è che l’abietto occidente, attraverso Lampedusa ritornata ad essere approdo di imbarcazioni cariche di braccia dalla pelle scura, la cui primaria dote è quella di far scendere il valore contrattuale dei lavoratori indigeni nelle nazioni che le danno il benvenuto.

In meno di tre mesi infatti Lampedusa, per l’incapacità del governo, suo malgrado ha accolto circa 25 mila immigranti, arrivati per la maggior parte dalla Tunisia, paese, alla ricerca della “democrazia-capitalistica”, da gennaio sotto il ferreo controllo dei militari. Immigrazione di giovani, che nei paesi di provenienza possono produrre ricchezza, vengono accompagnati alla porta dai loro governanti affinché si alleggerisca la pressione occupazionale e al contempo lucrare sulla loro immigrazione, aiuti economici attraverso la cooperazione internazionale. Per questo noi non ci scandalizziamo delle morti in mare, a volte di intere imbarcazioni, in quanto queste a volte organizzate ad hoc per commuovere l’opinione pubblica ostile. i trafficanti di uomini ormai esperti, conoscono i limiti imposti dalla natura, come conosco la capacità di carico dell’imbarcazioni in uso per l’attraversata.

Il naufragio a sud di Lampedusa del 6 aprile 2011 dove sono periti 252 immigrati nordafricani, è servito alla stampa internazionale e soprattutto a quella italiana ad attenuare nell’opinione pubblica per il 73% ostile all’immigrazione, l’annuncio (scandalo) del numero degli arrivi dall’1 gennaio al 7 aprile 2011, che indicano l’espressa intenzione d’accogliere una moltitudine d’immigranti, 390 imbarcazioni, hanno trasportato 25.867 individui: “23.352 arrivati su Lampedusa, di cui 21.519 presumibilmente tunisini, e circa 1.833 con lo status di rifugiati arrivati dalla Libia”, e conseguentemente, la firma da parte del capo del Governo di un decreto che concede il rilascio di un “permesso di soggiorno temporaneo” a tutti gli immigrati, con il falso annuncio che il documento faciliterà loro di lasciare l’Italia.
Di fatto il permesso consentirà agli immigranti di aumentare il numero dei senza lavoro in Italia, visto che, come già anticipato dalla Francia la “libera circolazione in area Schengen", non permette questa subdola interpretazione.

Non ha ragione il deputato dell'Idv Pierfelice Zazzera, che alla camera dei Deputati, a conclusione dell’informativa del ministro dell’interno, ha esposto un cartello con la scritta "Maroni assassino", in quanto gli assassini sono i governi.

Come dimostra uno fra gli accordi del nostro governo subito dopo la guerra che prometteva e inviava in ogni Stato del mondo braccia e sangue italiano da sfruttare a volte fino alla morte.
Uno dei casi più eclatanti che con il cordoglio necessario ricordiamo, è il disastro del l’8 agosto 1956 avvenuto in Belgio dove l’infame Governo italiano aveva destinato i nostri lavoratori ricevendo in cambio del carbone.
Gli immigrati per il governo belga erano carne da macello, si lavorava senza alcuna prevenzione quando un incendio scoppio in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle), l’esplosione causò la morte di 240 lavoratori provenienti da dodici diverse nazioni, le vittime italiane furono 138, la maggior parte provenienti dal meridione, in particolare dalla Calabria, rimasero senza scampo, soffocati dalle esalazioni di gas.

La responsabilità degli immigrati morti, sia essi italiani che nord africani, ricade sui governi “democratici” asserviti al sistema capitalistico che trae profitto dalla corruzione, e dallo sfruttamento, senza alcun rimorso.

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