Ancora una volta il compagno presidente della Repubblica, interviene per dividere gli italiani.

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Ancora una volta il compagno presidente della Repubblica, interviene per dividere gli italiani.

Messaggio  Admin il Mer 20 Apr 2011, 22:07


L’imbecillità politica ha spinto uomini del Pdl a realizzare e affiggere dei manifesti (con il brutto sfondo di colore rosso) dove si evidenzia la scritta: "Fuori le Br dalle procure". Il responsabile del “grave” atto è stato individuato in uno dei candidati del Pdl alle prossime elezioni comunali di Milano, si chiama Roberto Lassini, ed è presidente onorario dell'associazione, regolarmente registrata, 'Dalla parte della democrazia', creata apposta per dar manforte a Silvio Berlusconi".

Lassini come molti italiani da tempo ha il dente avvelenato nei confronti dei Pm. Nel 1993 in piena Tangentopoli, ricopriva la carica di sindaco nel comune di Turbigo, un piccolo comune in provincia di Milano, la Procura lo accusa di tentata concussione e lo incarcerato per 42 giorni a San Vittore, per 5 lunghi anni resta impigliato negli ingranaggi di quel provvedimento giudiziario, a conclusione del quale arriva la sentenza di proscioglimento e un indennizzo di 5mila euro, somma che non copriva nemmeno le spese legali.
La procura gli aveva rovinato la vita, da qui il disprezzo per un’istituzione dello Stato che aveva abusato del suo potere.
Da innocente il potere dei Pm l’aveva costretto alle dimissioni da sindaco, e dal lavoro, e conseguenzialmente perdeva la propria dignità.

Per chi è stato in carcere, da innocente, e ha perso tutto quale migliore occasione per attaccare i Pm, che tanto dolore gli avevano procurato.
Dopo aver ripreso l’impegno politico sintetizzato il pensiero del premier Berlusconi, che definisce i suoi innumerevoli rinvii a giudizio, brigatismo giudiziario, interpretato dall’associazione 'Dalla parte della democrazia', in “Fuori le Br dalle procure”. Oggi la stessa procura che l’aveva spinto al sentimento del disprezzo, indaga Lassini, ritenendolo colpevole di vilipendio dell'ordine giudiziario.

L’errore di Lassini, perseguitato politico è quello di aver scordato, come affermato anche dal procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che in passato le Brigate Rosse sono entrate nei tribunali, per uccidere magistrati.

Da qui l’inaccettabile intervento del compagno Napolitano, attuale presidente della Repubblica, che non tenendo conto dei tanti casi umani – vittime semplici cittadini -, a tutela dei Pm, dichiara: "Nelle contrapposizioni politiche si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose degenerazioni", richiamando il valore dell’attuale Repubblica. Un valore che il compagno presidente continua a promuovere, ma di fatto sconosciuto alla maggioranza degli italiani.

Noi tutti piacciamo i magistrati assassinati dal terrorismo e dalla delinquenza organizzata, ma questo non può bastare. Non possiamo accettare che pochi Pm campano di rendita, richiamando i colleghi colpiti dal terrorismo, pretendendo per questo di dettare i tempi della politica e dell’economia.

Presidente della repubblica e Pm scordando che quelle vittime sono il frutto del tempo. Tempo, in cui i partiti dell’arcocostituzionale, per garantirsi il potere, fomentavano un incessante scontro sociale tra le classi operaie e borghesi e enfatizzavano con ogni mezzo di propaganda la falsa tesi degli opposti estremismi, sfruttando l’antifascismo, di cui si fonda l’attuale repubblica.

Il presidente Napolitano, garante delle divisioni nazionali e sponsor degli italiani che dal 1943 risultano venduti allo straniero, annuncia che il giorno della memoria delle vittime del terrorismo, da celebrata il 9 maggio, sarà dedicato "ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane", una decisione che durante il corso della campagna elettorale per le amministrative in importanti città, stimola a nuovi scontri fra i cittadini, fra istituzioni.
Di fatto risultano coalizzati la 1° e la 3° carica dello Stato, contro il Governo e la sua maggioranza, tanto che l’on G. Fini, presidente della camera dei Deputati afferma: “Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "ha interpretato ancora una volta il sentimento di tutti gli italiani". I due potenti, scordano l’alta percentuale di astensioni in tutte le tornate elettorali. Almeno rinuncino al voler rappresentare gli italiani che non sentono gli uomini di questa “democrazia” loro rappresentanti.
L’Italia grazie alle attuali istituzioni è moralmente corrotta ed incontrollabile, per questo è necessario abolire l’attuale costituzione, nata dall’odio e dalle divisione, per riscrivere una costituzione moderna e di pacificazione.

Ecco l’elenco dei servitori dello Stato che dettero la propria vita per servire uomini e governi corrotti, espressione dell’antifascismo militante.

- Francesco COCO, assassinato a 67 anni
- Vittorio OCCORSIO, assassinato a 47 anni
- Riccardo PALMA, assassinato a 62 anni
- Girolamo TARTAGLIONE, assassinato a 67 anni
- Fedele CALVOSA, assassinato a 59 anni
- Emilio ALESSANDRINI, assassinato a 67 anni
- Nicola GIACUMBI, assassinato a 51 anni
- Girolamo MINERVINI, assassinato a 61 anni
- Giudo GALLI, assassinato a 47 anni
- Mario AMATO, assassinato a 42 anni


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