Aggressione a Gianni Lettieri, candidato sindaco a Napoli.

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Aggressione a Gianni Lettieri, candidato sindaco a Napoli.

Messaggio  Admin il Dom 01 Mag 2011, 22:51


I parassiti di sinistra, in nome delle “democrazia” da 68 anni colpiscono i nostri Camerati, i quali dopo essersi difesi vengono incriminati da giudici asserviti al capitalismo e per esso complici della sinistra.

Sinistra che non ha mai smesso d’avvalersi di menzogne e violenza. Violenza che da tempo oltre a colpire i militanti Fascisti colpisce i politicanti del Pdl, individuati quale ulteriore ostacolo alla loro ascesa. È dagli anni dell’interventismo (1915), dalla nascita delle Camere del Fascio (1919-1922) e dal tradimento dei monarchi (1943), che la barbarie rossa attraverso la violenza intende garantirsi l’immunità, che mai in una – Democrazia di Popolo – sarebbe concessa, un privilegio al quale, non intendevano rinunciare nemmeno dopo aver perso clamorosamente le elezioni politiche del 1924. Dopo una campagna elettorale di aggressione contro i fascisti, specie nelle piccole comunità, il socialista G. Matteotti, nel suo discorso parlamentare del 30 maggio 1924, ebbe l’ardire di accusare di violenza e di brogli il Blocco Nazionale al quale facevano riferimento anche i fascisti. Dichiarazioni che spinsero degli esaltati a prelevarlo davanti alla sua abitazione, da qui, la sua morte dovuta ai malanni di cui era portatore.

Scovati i responsabili, la magistratura dette loro la giusta condanna. Caduto il fascismo nel 1947 i barbari rossi pretesero un nuovo processo dove come era accaduto nel primo giudizio, la famiglia Matteotti, fece sapere a mezzo degli avv. Ozzo e Comandino, che non intendeva costituirsi parte civili.

L’istigazione alla violenza, spinta innanzi ai fasciste è venuta da sempre dalla sinistra, come detto appoggiata dai loro padroni capitalisti. Questo è accaduto il 29 aprile 2011 a Napoli, dove giornalisti asserviti, obbligati dai fatti scrivano, l’aggressione il candidato sindaco del Pdl, Gianni Lettieri, se le andata a cercare, considerato quanto era accaduto in mattina all’università Federico II, in via Porta di Massa, dove, delinquenti, esponenti dei centri sociali hanno impedito l’accesso ad un militante di Casapound iscritto a Lettere, dove come di consueto doveva seguire i corsi il quale chiama Enrico Tarantino, responsabile di Casapound Italia Napoli, che giunto sul posto - Porta Massa - viene aggredito verbalmente da un gruppo di persone che lo insultano e lo minacciano, nel mentre, dall’interno della facoltà escono un’altra ventina di persone già armate con manici di piccone di oltre un metro di lunghezza e catene, lo colpiscono ripetutamente alla testa e al volto.

Tarantino con il cranio spalancato viene accompagnato nell’ospedale Loreto Mare, dove con inadeguatezza medica, da noi fascista pagata in vite umane negli anni, e senza riscontri diagnostici gli danno 25 punti di sutura alla testa, con una prognosi di 15 giorni, una certificazione, che ha permesso agli organi di repressione di condurre Enrico Tarantino in via Medina, dove, perché fascista, è stato trattenuto per diverse ore, in attesa d’essere sottoposto ad un lungo interrogatorio.
Questa leggerezza ha di fatto acuito le condizioni sanitarie di Trantino, il quale in pericolo di vita, nel corso della notte e' stato trasportato urgentemente al Cardarelli, dove viene sottoposto ad una Tac, in seguito al reperto i sanitari ne hanno disposto il ricovero immediato.
Su questi comportamenti Emmanuele Florino, coordinatore regionale di Casapound Italia in Campania, chiede al ministro dell’Interno di accertare eventuali responsabilità degli organi di polizia. E’ sconcertante, che ci siano studenti universitari che utilizzino la facoltà come un covo dal quale far partire ronde e aggressioni contro chiunque abbia un pensiero politico diverso dal loro. Il rettore della Federico II, Massimo Marrelli, dove è? Come è possibile nel 2011 in una della più importanti università italiane, si offre a soggetti evidentemente pericolosi la possibilità di utilizzare alcune aule occupate come veri e propri arsenali.

Tarantino, giovane studente universitario viene colpito dai servi rossi, come ormai di regola accade da tempo ai militanti di una destra sempre più divisa , in quanto militante di Casapound, e da quando sembra dal suo profilo Facebook, anche perché, uno dei tanti celebranti del compleanno di Hitler. Uno che non merita rispetto, ancor meno ne merita, quale candidato alla municipalità Stella-San Carlo della lista di centrodestra "Liberi con Lettieri".

Per questa schifosa democrazia, che usa giornalisti super pagati dal capitalismo nazionale ed internazionale, la violenza è Fascista, se venti rossi aggrediscono un nero chi se ne frega, non sottomettersi ai padroni ha un costo, il costo della vita.

Quello che i giornali hanno propagandato, falsamente, come una rissa tra opposte fazioni, nascondendo le gravi conseguenze per Tarantino, - sopra riportate -, consente ai delinquenti rossi, non contenti dell’aggressione a Tarantino, di proseguire la loro campagna di violenza:
- rovesciando un gazebo del candidato sindaco Gianni Lettieri che si trovava poco distante dell’Università;
- organizzando un corteo, che come al solido comporta tafferugli, in piazza Dante dove vengono feriti due agenti, di cui uno alla testa;
- accerchiando e spingendo alcune ragazze le quali conducevano biciclette elettriche che trainavano i manifesti elettorali del candidato sindaco Gianni Lettieri;
- aggrediscono nel primo pomeriggio davanti al complesso monumentale di San Lorenzo, nel centro antico, dove si era recato per una manifestazione elettorale, il candidato sindaco del centro-destra Gianni Lettieri in piazza San Gaetano - secondo la ricostruzione fatta dalla questura - è stato aggredito a calci, pugni, sputi, spintoni e invettive, tanto da essere costretto a rifugiarsi all'interno della Basilica;
- assaltano il comitato elettorale di Lettieri a piazza Bovio;
- nel tardo pomeriggio si recano davanti alla sede del Pdl aggredendo i poliziotti, che presidiavano quello che era considerato un obiettivo a rischio, con un lancio di oggetti. La polizia ha reagito con una manovra di alleggerimento e il lancio di due lacrimogeni. Il bilancio è di due agenti feriti e trasportati in ospedale.

Questo in realtà è l’unico modo di fare politica che la sinistra conosce. Un preciso attacco con l'utilizzo della violenza, come dimostra il fatto che durante il giorno hanno continuato a mettere a ferro e fuoco tutta la città di Napoli. Non contenti, con la prepotenza dei nulla facenti, il 30 aprile 2011 lanciano una bomba carta a pochi metri dal comitato elettorale del candidato sindaco di Napoli, Gianni Lettieri, ancora, in piazza Bovio.

Mentre il Camerata Tarantino viene scordato. Ipocritamente i politicanti fanno a gara a manifestare la loro solidarietà a Lettieri e in qualche modo al Pdl:
- "Lettieri è stato oggetto di una aggressione che è il frutto della campagna d'odio che la sinistra sta facendo - accusa Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl -. Siamo sicuri che adesso avremo delle ipocrite dissociazioni”;
- Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del (Pdl) ha puntato il dito contro i responsabili dell'aggressione affermando, quanto accaduto è "una vergogna, invito tutte le istituzioni locali ma anche nazionali a condannare l’azione con determinazione perché non si inquini con simili episodi esecrabili la campagna elettorale per il Comune di Napoli";
- Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro (Pdl), ha chiesto alle forze politiche di "isolare tutte le forme di violenza";
- Raimondo Pasquino, candidato del Terzo Polo dice "va sempre condannata con fermezza ogni forma di violenza";
- Mario Morcone, candidato di Pd e Sel ha espresso “solidarietà piena ed amicizia, condannando senza esitazione la violenza”, la stessa cosa ha fatto il commissario della Federazione napoletana del Pd Andrea Orlando;
- per Francesco Rutelli, responsabile nazionale del Api: “ogni forma di violenza va bandita da questa campagna elettorale”;
- Anna Finocchiaro presidente del gruppo Pd al Senato, ha condannato l’aggressione “nell’auspicio che sia un episodio isolato”.

Il candidato dipietrista De Magistris, non si è unito all’ipocrita coro, visto che in mattinata aveva approfittato dell’aggressione all’università per attaccare il candidato Lettieri, affermando: “chi ospita nelle proprie liste elettorali esponenti neofascisti, a cui non è estraneo l’uso della violenza, di fatto offre loro copertura politica e morale”. L’ex magistrato rosso, avrebbe preferito che Gianni Lettieri non si fosse candidato, lasciandogli il campo libero. Si è permesso a trasgredire, da qui le aggressioni.

Noi fascisti conosciamo una sola violenza ed è quella messa in atto dai servi rossi. In un periodo ormai lontano a quelle violenze rispondavamo con azioni di rappresaglia, considerato che era in uso dei servi rossi attaccare in venti contro uno, come è accaduto il 29 aprile 2011, all’università di Napoli.
Da ignobile quale è, l’ex magistrato (oggi deputato europeo dell’Idv) se lo ricordi. Si ricordi di Matteotti.

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