Milano: E' la fine di Berlusconi.

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Milano: E' la fine di Berlusconi.

Messaggio  Admin il Sab 28 Mag 2011, 11:00

Democrazia: A votare sono sempre meno, ma i Partiti parlano di vittoria.

C’è stata finalmente sotto un cielo di Milano, la giornata del <<Loro>> carnevale. Dopo anni di doppiezza e di viltà, d’infingimenti e di tradimenti, l’ignobile genia che governa quella povera e miserabile cosa che si chiama berlusconismo, ha chiamato a raccolta i milanesi, inscenato la postuma ed ennesima dimostrazione del potere capitalistico. Ma era facile oggi, prevedere lo <<squagliamento>> del consenso. Facile e comodo oggi, anticiparlo tanto che molti dei cosiddetti pidiellini hanno abbandonato in altomare la nave, vittime delle loro paure, fanno l’occhio dolce ai vecchi avversari, ma è finita ed e finita in un modo che questi signori non desideravano affatto.

Noi, Fascisti di liberapresenza, non sopprimiamo la cronaca. Il voto amministrativo milanese ha concluso (finalmente) la politica dei corrotti, dei traditori degli infami, ha maggioranza i milanesi hanno sfiduciato dalla città lombarda, Berlusconi e Bossi, rispondendo in 365.657 all’appello elettorale della coalizione ad essi alternativa, superando di 67.783 voti il candidato a sindaco berlusconiano. Una coalizione, appari di quella berlusconiana nemica della libertà, reazionaria al sommo grado; composta da Partiti e uomini che esecrano la Patria, e per questo, negli anni, hanno compiuto i più memorabile dei delitti, riducendo l’Italia in catene, ai piedi dello sfruttatore, dei popoli; questi Partiti squalificati, bollati d’infamia imperitura hanno raccolto ancora tra il fracasso delle fanfare e loro scampanio della reclame, alcune diecine di migliaia di incoscienti, che attraverso le strade della città ostile ormai ostile all’altra coalizione, si sono sfogati a gridare: <<Bella ciao!>> Non ce ne meravigliamo. E’ plebe. Massa. Numero, plebe che ha bisogno di adorare qualcuno, di credere in qualcuno. Plebe che ha bisogno di sostituire ai vecchi, i nuovi santi; agli idoli ultraterreni di una volta, le odierne deità. E’ a questa plebe, i preti rossi hanno dato ad intendere il fantastico, dando da bere l’assurdo.
Prima della caduta del muro di Berlino (1989), indicavano la Russia come il nuovo paradiso, nascondendo quanto affermato da Wischi, in base a documenti ineccepibili: <<la perenne carestia derivante dalla disorganizzazione dell’industria e dell’agricoltura infieriva ovunque, e che per ottenere dei viveri <<la soldataglia della guardia rossa e i burocrati dei soviet facevano attaccare i villaggi per derubare i contadini…>>.
C’è al mondo un elettorato come quello – borghese - della Milano bene che sia più squisitamente borghese, cioè liberticida, sfruttatore, traditore – nel senso che a questa parola viene attribuito dagli antitaliani – di quello progressista? Ma la plebe ignora tutto ciò.
I suoi pastori non la illuminano. Scrivono sui giornali borghesi che i popolo non legge. <<Dondolano>>, ma la plebe grida: <<Bella ciao!>>.
Questo grido si accompagna naturalmente alla <<infamia>> della nostra lotta, lotta che, abbiamo mosso contro i socialisti che sabotavano con ogni mezzo, quando il Fascismo faceva. Trascorso il primo tempo nel quale ebbero paura e soltanto una pazza paura.
Ebbene, no. Non possiamo permetterlo. Visto che l’una, coalizione, vale l’altra, non hanno il coraggio del cambiamento, sono solo bestie non trionfante, ma ritornate che tentano ancora lo spaccio della loro sudicia rigatteria ideale.

In nome della “democrazia rappresentativa”, un regime che da oltre 68 anni sta avviluppando in una continua menzogna il popolo italiano, tradito e derubato, nella cultura e negli averi. La vostra vittoria è un ulteriore pretesto per speculazioni ignobile, per questo noi non ci vergogniamo, ma ci sentiamo fieramente orgogliosi di essere Fascisti, e, gridiamo il nostro: indietro sciacalli! Non vi è permesso di dividere il popolo! La vostra antitalianità indica nel progressismo, ufficiale, a modello alle turbe illuse, un ritorno alla società barbara. Il vostro comportamento non ha niente in comune colla democrazia e col progressismo dei quali rappresentate una ripugnante caricatura, noi l’abbiamo visto in Emilia Romagna, Toscana e Umbria, scivolare nell’autocrazia pazza <<e sanguinosa>>.
Nel regime antifascista, delle contrapposizioni questo è il terribile bilancio:
<<1. Le scuole non funzionano più;
<<2. La sanità è sempre più costosa, i servizi sempre più meno efficienti:
<<3. La maggior parte delle fabbriche chiude;
<<4. La corvèe è ristabilita per molte categoria di cittadini.
<<5. Si è istaura una nuova forma di schiavitù con il precariato;
<<6. Le azioni degli esattori hanno preso l’aspetto di spedizioni come nei tempi feudali;
<<7. Il pensiero è subordinato al potere;
<<8. L’ingiustizia sostituisce ogni tentativo di ricerca della giustizia;
<<9. Il diritto alla dignità è diventato sempre più difficile a molti;
<<10. L’organizzazione operaia ha perso ogni diritto;

Ehi tu, non abbozzare quella tua smorfia beffarda di scimunito che crede di sapere…si. C’è qualche cosa da conservare nelle tue vecchie civiltà occidentali la libertà dello spirito che non vive di solo pane, la libertà che non può essere schiacciata dagli antitaliani,

Noi siamo troppo liberi, per inchinarci davanti voi; siamo troppo idealisti, per non sottoporre alla nostra critica i credi della vostra nuova irrilevanza, siamo pronti a prendere a randellate le icone borghesi e progressiste che abbarbagliano, nelle loro enormità e nelle loro stupidità, il nostro popolo.

Questo sbavazzare sul successo elettorale dell’uno o dell’altro è supremamente ignominioso.
Toccherà a noi difendere gli italiani dalla vostra immonda scelleratezza? la vita e la morte valgono infinitamente di più di questa falsa democrazia. Ma il popolo non tema, la bisogna è appena incominciata. Non sarà compiuta. Li difenderemo.

L’altalena del voto si evidenzia nelle sottostanti tabelle.

Primo turno 15/16 maggio 2011

Turno Ballottaggi 29/30 maggio 2011



La Sicilia del 2004 non esiste più, il sessantuno a zero è ormai solo un ricordo, i siciliani costretti alla sopravivenza hanno deciso, come gli elettori del nord di abbandonare quello che resta del PdL.
Molte le liste fai da tè, che hanno sbarrato la strada al successo elettorale dei berlusconiani.
L’ormai inutile Berlusconi, dopo aver contribuito a dividere i Camerati in movimenti e partiti dalla percentuale del 0,01 e distrutto ancor più l’economia italiana, preso dalle sue paure giudiziarie non ha saputo, nell’autunno scorso, portare gli italiani ad elezioni anticipate, cacciando dal parlamento Fini e i suoi seguaci. A questo punto è tardi porre rimedio ai tanti errori , di fatto ha già consegnato l’Italia alla sinistra e a tutta la marmaglia che essa ha intorno.

Ci chiediamo, a cosa è servita la nomina del siciliano Nello Musumeci a sottosegretario in rappresentanza del “La Destra”, constatato che il partito di Storace risultava assente dalla competizione elettorale siciliana, la sola presenza di un partito non antifascista si è riscontrata nel Comune di Canicati in provincia di Agrigento, dove era presente la Fiamma tricolore, peraltro incapace di superare lo sbarramento del 5%.
Come da noi annunciato, i traditori finiani, dove erano presenti si sono presentati in coalizione con i partiti di sinistra, raccogliendo gli scontai insuccessi, ma servendo la causa dei vecchi nemici (comunisti) della sinistra.


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