Novembre 2011, un governo per restare servi – Novembre 1922 un Governo per tornare padroni.

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Novembre 2011, un governo per restare servi – Novembre 1922 un Governo per tornare padroni.

Messaggio  Admin il Mer 23 Nov 2011, 23:29


17/18 novembre 2011, la vergognosa ammucchiata parlamentare, ha votato la fiducia al governo del presidente, dimostrando l’inutilità di questa falsa democrazia nata dal TRADIMENTO.
Il “compagno” Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 9 novembre 2011, aveva nominato a senatore – con vitalizio – il liberista Mario Monti, con il non segreto intendo di portarlo a Capo di un Governo asservito all’internazionale economico-finanziaria, permettendo di fatto, tacitamente, alla Banca Mondiale e alla Banca Centrale Europea di commissariare l’Italia, con il solo obbiettivo di recuperare risorse, impoverendola ulteriormente

Il comportamento del “compagno” Napolitano è stato coerente con la sua storia politica, accertato che dal 1944 svende l’Italia allo straniero, spingendoci verso questa democrazia liberista, che ha asservito il nostro popolo ai poteri forti, interni e mondiali. Un popolo sempre più convinto che le scelte politica messa in atto in questi anni dal “compagno” Napolitano, compresa la inutile e rapida nomina a senatore a vita con vitalizio del prof. Mario Monti, avevano l’esclusivo scopo di promuovere la cacciata del disubbidiente e incapace governo Berlusconi.

Un colpo di Stato, che colpirà il popolo italiano, non certo la casta parlamentare e burocratica che l’ha permesso.

Chi è Mario Monti; l’uomo senza vergogna, imposto al nostro popolo dal “compagno” Presidente della Repubblica? Un professore in economia, che da giovane ha vissuto nel benessere, tanto che, intorno al 1960, mentre altri giovani erano impegnati alla ricostruzione del paese, distrutto dai bombardamenti anglo-americani, accompagnato dal padre andava in vacanza per qualche settimana in Urss e poi negli Usa, col pretesto di farsi un’idea personale delle due potenze.

E’:
- il Presidente dell'Università Bocconi di Milano. Posto assunto nel 1994, dopo la morte, del massone, Giovanni Spadolini. Poltrona che occupa irremovibilmente da ben cinque quadrienni.
- un sostenitore dello più sfrenato liberalismo che tanti danni ha prodotto;
- componente del Consiglio consultivo della ricerca di Goldman Sachs Global Markets Institute;
- un advisor international per la banca d’affari americana Goldman Sachs;
- un advisor della Coca Cola Company;
- membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg;
- membro del Research Advisory Council;
- membro dell’advisory board;
- membro dell’Aspen Institute;

E’ stato:
- presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria fondata nel 1973, un gruppo di interressi di orientamento ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger»;
- il primo presidente del “Bruegel”, un think thank nato a Bruxelles nel 2005 e composto e finanziato da 16 Stati membri dell'Ue e 28 multinazionali;
- componente della Commissione della Suerf (Societe Universitaire Europeenne de Rechercheurs Financiers;
- componente della Commissione Cee presso il Ceps (Centre for European Policy Studies);
- componente della Commissione Macroeconomic Policy Group;
- componente della Commissione della l'Aspen Institute;
- componente nell’organo di gestione della Fiat;
- componente nell’organo di gestione delle Generali;
- componente nell’organo di gestione della Banca Commerciale Italiana (Comit), in cui ha ricoperto la carica di vicepresidente dal 1988 al 1990;

Inoltre ha ricoperto ruoli di rilievo in diverse commissioni governative e parlamentari.
- E’ stato relatore, per incarico di Paolo Baffi, della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall' inflazione (1981))
- presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982);
- membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987);
- membro del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989);
Ha redatto un rapporto sul futuro del mercato unico, per incarico del Presidente della Commissione europea Baroso (2010).

Per il radicale Marco Pannella, Mario Monti è, l’uomo “dei poteri forti”. Raffigurazione che condividiamo totalmente.

Monti si è presentato alle camere con tre slogan: rigore, crescita ed equità.
L’attuale salvatore dell’Italia, nell’annuncia i nuovi provvedimenti, esplicita che:
Nell’ambito del rigore: reintrodurrà l’Ici sulla prima casa. Provvedimento accolto dai senatori del Pdl con un plauso. Un atto, questo, di grave incoerenza, visto che questo balzello era stato cancellato dagli stessi appena due anni fa; l’accrescimento della lotta alla evasione fiscale, abbassando la soglia per l'utilizzo del contante. Altra norma modificata, con l’aumento della soglia dall’ex governo Berlusconi.
Nell’ambito della crescita: attraverso la liberalizzazione del mercato del lavoro. Facilitando i licenziamenti.
Nell’ambito della equità: con ulteriori restrizioni sulla previdenza, attraverso
l’inalzamento dell’età pensionabile.

Questi tre punti magici, impostoci dall’Bce, ben presto si muteranno in ulteriore povertà e disoccupazione per il nostro Paese.

E’ necessaria, e non da ora, l’unità politica dell’Europa, ben sapendo che l’unità economica serve solo ad alimentare gli Stati ricchi e spocchiosi, quali sono l’Inghilterra, la Francia e la Germania.

Monti, grande amico di Romano Prodi, oggi non ha rapporti idilliaci con i berlusconiani.
Il voltafaccia ormai è diventato un classico della politica. Non ci sono più le espulsioni, le radiazioni, le ammonizioni ecc. Nella partitocrazia moderna, si passa da destra a sinistra e nessuno grida allo scandalo. In questa falsa democrazia si può tradire la volontà popolare anche con una <<grande ammucchiata>> che come detto, difficilmente porterà qualcosa di nuovo. Questo ulteriore tradimento, viene definito da Berlusconi (Pdl) un atto di responsabilità; e da Bersani (Pd) un atto di generosità.

Generosità ben ricambiata se è vero che la maggior parte dei ministri provengono dal centro sinistra, o hanno simpatie per esso.

Antonio Catricalà
(Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dal 17 11 2011)
Figlio di un repubblicano (probabilmente massone) è preso parte dell’area laica socialista, infatti portava il marchio di Nino Freni, il “capostipite” della moderna burocrazia laica, già stretto collaboratore di Giuliano Amato e Franco Bassanini.

Giulio Terzi Di Sant’Agata
(Ministro degli Esteri dal 17 11 2011)
Contribuì direttamente al tradimento di Gianfranco Fini, organizzando la prima visita ufficiale in Israele da vicepresidente del Consiglio

Paola Severino
Ministro della Giustizia dal 17 11 2011
Nel 2002 sfiorò la nomina alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura, candidata dall’Udc.
Ha rappresentato l’Unione delle comunità ebraiche contro Erich Priebke

Dino Piero Giarda
(Ministro senza portafoglio, per i Rapporti con il Parlamento dal 17 11 2011
Ha svolto attività di consulenza alla Presidenza del consiglio e al ministero delle Finanze. È stato presidente della Commissione tecnica per la spesa pubblica al ministero dell’Economia dal 1986 al 1995 e sottosegretario di stato, sempre al Tesoro, dal ‘95 al 2001. A lui l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha affidato il coordinamento di uno dei tavoli del cantiere sulla riforma fiscale, quello sulla spesa pubblica.

Giampaolo Di Paola
(Ministro della Difesa dal 17 11 2011)
Dal 1994 al 1998 fu capo del reparto Politica militare dello stato maggiore Difesa, poi capo di Gabinetto del ministro di centrosinistra Sergio Mattarella,

Francesco Profumo
(Ministro dell’ Istruzione università dal 17 11 2011)
Nel 2010 si parlò di una sua possibile candidatura a sindaco di Torino col Pd (per il 2011), alla quale dovette rinunciare pubblicando una lettera aperta:

Elsa Fornero
(Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, con delega per le Pari opportunità dal 17 11 2011)
E’ stata negli anni Novanta tra gli esponenti che portò lo “sconosciuto” docente del Politecnico Valentino Castellani a guidare per due mandati il centrosinistra come sindaco di Torino.

Renato Balduzzi
(Ministro della Salute dal 17 11 2011)
È stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992), della Sanità (1996-2000) e delle Politiche per la famiglia (2006-2008). Dal 1997 al 1999 Capo dell’ufficio legislativo del ministero della Sanità e della Commissione ministeriale per la riforma sanitaria.

Andrea Riccardi
(Ministro senza portafoglio, della Cooperazione internazionale, integrazione dal 17 11 2011)
Rifiutò l’offerta di una candidatura nel Pd per le Politiche del 2008 (si disse che Veltroni gli avrebbe offerto un posto di governo).

Enzo Moavero Milanesi
(Ministro senza portafoglio, degli Affari europei dal 17 11 2011)
Nel 2002 ha ricoperto l’incarico di segretario generale aggiunto nella Presidente della Commissione europea di cui era a Capo Romano Prodi.

Fabrizio Barca
(Ministro senza portafoglio, della Coesione territoriale dal 17 11 2011)
E’ il figlio del parlamentare comunista, Luciano Barca,
Nel 1998 ricoprì un incarico speciale a fianco del ministro Tommaso Padoa-Schioppa.

Piero Gnudi
(Ministro senza portafoglio, del Turismo e dello sport senza portafoglio dal 17 11 2011)
Entrato in Iri nel luglio 1994, sotto il primo governo Berlusconi, vi rimase con Prodi e D’Alema.


Noi Fascisti, non possiamo che evidenziare quanto accaduto in questi giorni, durante i quali i veri valori di democrazia sono stati calpestati. Quanto imposto dall’attuale Presidente della Repubblica, non fu fatto nemmeno dal Re d’Italia nel 1922, quando ascese al potere sua Eccellenza Benito Mussolini, il quale viene chiamato a Roma nel corso, della riuscita, Marcia su Roma, per ricevere l’incarico di Capo del Governo.

Gli ignobili parlamentari, oggi come allora si sono prostrati al potere dell’incarico ricoperto.

Il Governo Mussolini, come il governo Monti, si è dovuto porre al giudizio del Parlamento, lo fece presentandosi alla Camera convocata alle 14,00 del 16 novembre 1922 nell’aula di Montecitorio, dove all’epoca, ricopriva la carica di Presidente una persona rispettosa della costituzione Enrico De Nicola.
Svolte le operazioni burocratiche, alle15,20 entra il Governo nell’aula lo precede e lo guida Benito Mussolini, accolto da un applauso fragoroso, rivolgendosi ai parlamentari dice: con voce limpida – compio oggi in quest’aula un atto di formale deferenza, per il quale non vi chiedo nessun attestato di speciale benemerenza.
Perché ognuno lo sappia, che io sono qui per difendere e potenziare al massimo grado la rivoluzione delle Camice Nere. Mi sono detto che la migliore saggezza è quella che non vi abbandona dopo la vittoria.
Potevo sprangare il Parlamento, e costituire un Governo esclusivamente, di Fascisti.
Ho costituito un Governo di coalizione e non già con l’intendo di avere una maggioranza parlamentare della quale, oggi, posso benissimo fare a meno, ma per raccogliere in aiuto alla nazione boccheggiante quanti, al di sopra delle sfumature dei partiti, la stessa Nazione vogliono salvare … i cittadini a qualunque partito siano iscritti, potranno circolare, tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo, le libertà statutarie non saranno vulnerate. La legge sarà fatta rispettare a qualunque costo.
Chiunque si porrà contro lo Stato sarà punito.
Apprenderete signori, da ulteriori comunicazioni, il programma Fascista nei suoi particolari e per ogni singolo dicastero.
Io non voglio governare contro la Camera.
Prendiamo impegno formale e solenne di risanare il bilancio, e lo risaneremo.
Vogliamo fare una politica estera di pace, ma nel contempo di dignità e di fermezza: e la faremo, ci siamo proposti di dare una disciplina alla Nazione, è la daremo, non v’è dubbio che, in questi ultimi giorni, un passo gigantesco verso l’unificazione degli spiriti è stato compiuto. La Patria si è ritrovata ancora una volta, dal Nord al Sud dal continente alle isole generose che non saranno più dimenticate, dalle metropoli alle colonie operose.
Lavoriamo con cuore puro e con mente alacre, per assicurare la grandezza della Patria.
Iddio mi assista nel condurre a termine la mia ardua fatica, alle 16,05, mentre scrosciano gli applausi, Enrico De Nicola sospende la seduta per consentire al Presidente del Consiglio di presentarsi, secondo la prassi costituzionale, al Senato.

Il discorso che Mussolini pronuncerà nel tardo pomeriggio del 16 novembre 1922, al Senato, ha tutt’altro accento di quello scandito alla Camera. – il Senato è un punto fermo della Nazione e la riserva dello Stato -.

Mussolini ritorna alla Camera, dove dopo l’intervento dell’onorevole d’Aragona, richiede immediatamente ed esaurientemente di replicare: - D’Aragona stia tranquillo. Lui viene dal proletariato, ed anch’io vengo dal proletariato, D’Aragona ha conosciuto la dura vita dell’emigrato all’estero: il sottoscritto l’ha pure conosciuta, non intendo fare una politica anti-operaia: sarebbe stolto e assurdo il fatto stesso che uno dei Capi della confederazione – alludo al compagno Valdesi – non fosse assolutamente alieno dal partecipare al mio Governo, dimostra che non esistono pregiudiziali assolute.
Del resto, se il proletariato italiano ha assistito al nostro movimento senza tentare e senza pensare di buttarci tra le gambe uno sciopero generale, vuol dire che il proletariato italiano ha capito che bisognava spalancare le finestre. L’aria, in certi ambienti, era diventata mefitica e irrespirabile.
Il Presidente chiama i deputati che, votano l’ordine del giorno Terzaghi – Di Scalea: <<La Camera fiduciosa nelle sorti della Patria, udite le dichiarazioni del Governo le approva>>.

Il risultato dello scrutinio è il seguente: presenti 429, votanti 422, maggioranza 212; favorevoli 306, contrari 116, astenuti 7 .
Hanno votato a favore di Mussolini fra gli altri Giolitti, Bonomi, Calandra, De Nicola.

Mentre il socialista Filippo Turati affermava: la massa con tutti i suoi errori, è la sola, che attraverso il suffragio universale, possa esprimere una sovranità… Giovanni Giolitti, già Capo di Governo, approvo pienamente il discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio, aggiungendo questa Camera non ha saputo darsi un Governo, e il paese se lo è dato da sé.
Lo stesso ha fatto l’onorevole Alice De Gasperi riconosce, a sua volta, che <<nel Fascismo divampano la passione e l’orgoglio di rendere l’Italia degna delle sue tradizioni millenari>>.

Come facilmente costatabile, nel ‘22, il Governo Mussolini, si presentò alle Camere per dare forza all’Italia e al suo popolo, oggi il governo Monti, su esplicite richieste dei poteri forti è chiamato ad impoverire ulteriormente chi povero già lo è.
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