Manovra economica: Da un governo corrotto ad un governo asservito!

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Manovra economica: Da un governo corrotto ad un governo asservito!

Messaggio  Admin il Lun 05 Dic 2011, 22:50



Potevamo contestare la manovra Monti, punto dopo punto. Abbiamo scelto di non farlo.
La falsa democrazia e i partiti che la rappresentano in parlamento daranno il loro assenso, colpendo ancora una volta le classi più deboli e fintamente difesi da politici e sindacalisti corrotti.
Per questo motivo riportiamo, a seguire il 3° protocollo di Sion, documento ebraico-sionista, da essi abiurato, con il quale si indica la strada da percorse per sottomettere i popoli del mondo. Obbiettivo a cui si avvicinano di giorno in giorno.
Spetta a noi fascisti, contrastare questo meschino disegno, riportando al centro dell’attenzione la difesa sociale del popolo, richiamando diritti ad essi irrinunciabili, mobilitando nella lotta la parte di popolo coraggioso per portarlo alla definitiva vittoria.

PROTOCOLLO 3 – Liberismo e ingordigia di potere. I <<diritti>> del popolo. Popolo e Aristocrazia. Crisi economiche mondiali e governo ebraico. Rivolta dalla plebe e privilegi dell’Ebraismo. La rivoluzione francese. La degenerazione dei popoli Gentili.

Vi posso assicurare che oggi noi siamo giunti a pochi passi dalla nostra meta. Ancora una breve distanza da percorrere, e poi il ciclo del Serpente Simbolico – emblema della nostra gente – sarà concluso. Quando questo ciclo sarà compiuto, tutti gli Stati europei saranno costretti in esso come da catene infrangibili. La bilancia dell’equilibrio sociale ora esistente subirà rapide alterazioni, con l’obiettivo di logorarla e di distruggerne l’efficienza nel più breve tempo possibile.
I Gentili, credendo che tale bilancia fosse resistente e stabile, erano persuasi di riuscire a mantenerla sempre accuratamente in equilibrio. Ma i suoi supporti, cioè i capi degli Stati, incontrano un ostacolo nei loro servitori i quali non giovano affatto ad essi, perché vengono posseduti dalla loro illimitata forza d’intrigo, provocata dall’atmosfera che regna nelle Corti. Il Sovrano, privato dei mezzi per penetrare nel cuore del suo popolo, non può difendersi contro gli intriganti avidi di potere. Da quando noi abbiamo scisso il potere cieco dal popolo, entrambi hanno perduto il loro significato, perché essi, una volta divisi, risultano l’uno e l’altro smarriti come un cieco cui manchi il suo bastone.
Per indurre gli amanti del potere a fare cattivo uso delle loro facoltà, noi abbiamo aizzato tutte le Potenze le une contro le altre, incoraggiandone le tendenze liberali verso l’autonomia.
Abbiamo fomentato ogni impresa in questa direzione, offrendo così delle armi formidabili a tutti i partiti, e facendo in modo che il potere rappresentasse la meta di ogni ambizione.
I governi li abbiamo trasformati in arene dove vengono combattute guerre di partito. Fra poco disordine e fallimento appariranno ovunque.
Parole senza freno trasformano assemblee parlamentari e consigli di pubblica amministrazione in luoghi di esasperata controversia. Giornalisti sfrontati e impudenti autori di pamphlets attaccano continuamente i poteri amministrativi. L’abuso del potere preparerà il crollo definitivo di ogni istituzione e tutto precipiterà sotto i colpi della popolazione inferocita.
Il popolo è assoggettato alla miseria dal sudore della sua fronte in una maniera assai più vincolante delle leggi di schiavitù. Se da quest’ultima i popoli ebbero modo di affrancarsi in una maniera o l’altra, nulla potrà liberarli dalla tirannide della completa indigenza.
Ponemmo cura di inserire nelle costituzioni molti diritti che rappresentano valori puramente astratti per le masse. Tutti i cosiddetti <<diritti del popolo>> possono esistere solo in seno a teorie le quali non sono applicabili nella realtà. Quale vantaggio deriva ad un operaio del proletariato, piegato dalle sue dure fatiche ed oppresso dal destino, dal fatto che a un parolaio venga riconosciuto il diritto di parlare, o ad un giornalista quello di stampare qualsiasi sciocchezza? A che giova al proletariato una costituzione, se da questa esso non trae altro beneficio che le briciole che noi gli gettiamo dalla nostra tavola come ricompensa perché dia i suoi voti ai nostri agenti? I diritti repubblicani si rivelano una beffa per il povero, perché la dura necessità del lavoro quotidiano gli impedisce di ricavare qualsiasi vantaggio da diritti di tal genere, e non fa che privarlo della garanzia di una retribuzione stabile e sicura, rendendolo schiavo degli scioperi, di chi gli dà lavoro e dei suoi compagni. Sotto i nostri auspici la plebe ha distrutto completamente l’aristocrazia, che sempre l’aveva protetta e tutelata in vista di un interesse che, se era suo proprio, si rivelava tuttavia inseparabile dal benessere della popolazione.
Attualmente il popolo, distrutti i privilegi dell’aristocrazia, è caduto sotto il giogo di astuti sfruttatori e di individui venuti su dal nulla.
Noi miriamo ad assumere la funzione esteriore di liberatori dell’operaio, venuti per affrancarlo da ciò che lo opprime, quando gli suggeriamo di arruolarsi nei ranghi dei nostri eserciti di socialisti, anarchici e comunisti. Sosteniamo i comunisti, fingendo di amarli secondo i principi della fratellanza e del benessere universale dell’umanità, promosso dalla nostra massoneria socialista. L’aristocrazia, la quale – per diritto – si divideva il guadagno delle classi operaie, aveva comunque interesse che queste classi fossero ben nutrite, sane e robuste. Il nostro obiettivo è invece l’opposto, vale a dire che noi ci interessiamo alla degenerazione dei Gentili. La nostra forza consiste nel mantenere continuamente l’operaio in uno stato di miseria e di impotenza, perché, cosi facendo, egli rimane assoggettato alla nostra volontà, dal momento che nel proprio ambiente non troverà mai la forza e l’energia di insorgere contro di noi. La fame attribuirà al Capitalismo dei diritti sul lavoratore infinitamente più vasti di quelli che il legittimo potere del Sovrano potesse riconoscere alla aristocrazia.
Noi governiamo le masse mediante i sentimenti di invidia e di odio fomentati dall’oppressione e dalla miseria. Ed è facendo leva su questi sentimenti che noi togliamo di mezze tutti coloro che ci contrastano.
Quando verrà il giorno dell’incoronazione del nostro Sovrano Universale, noi provvederemo con questi mezzi, e cioè servendoci della plebe, a distruggere tutto quel che potrebbe ostacolare il nostro cammino.
I Gentili non sono più in grado di ragione nel dominio delle scienze umane senza il nostro aiuto. Per questo motivo, essi non comprendono la necessità vitale di certi presupposti, che noi ci facciamo un dovere di tener nascosti sino a quando non giungerà la nostra ora: e cioè che specialmente nelle scuole si dovrebbe insegnare la unica, vera e più importante di tutte le scienze, che è la scienza della vita e delle condizioni sociali dell’uomo – le quali richiedono entrambe la distribuzione del lavoro e, di conseguenza, la assegnazione degli individui alle caste e alle classi.
E’ assolutamente indispensabile che tutti sappiano che la vera eguaglianza non può esistere, data la diversa natura delle varie qualità di lavoro, per cui coloro che agiscono a danno di tutta una casta incorrono in una responsabilità ben diversa, davanti alla legge, rispetto a coloro che commettono un delitto lesivo soltanto del loro onore personale.
La vera scienza delle condizioni sociali, ai cui segreti non ammettiamo i Gentili,persuaderebbe il mondo che le funzioni e gli incarichi si dovrebbero assegnare a caste ben distinte, allo scopo di evitare le sofferenze umane derivanti da una educazione non corrispondente all’attività che gli individui sono chiamati a svolgere. Se essi studiassero questa scienza, il popolo si sottometterebbe volontariamente al potere dei governanti e ai vari ranghi da essi ordinati.
Nelle condizioni attuali della scienza, che segue una direzione tracciata da noi, la plebe, nella sua ignoranza, crede ciecamente alle parole stampate e alle illusioni devianti, opportunamente ispirate da noi – odiando tutte le classi che essa ritiene più elevate della propria, poiché non comprende la limitatezza di ogni singola casta isolatamente considerata.
Questo odio si rivelerà ancora più acuto quando interverranno crisi economiche, perché allora esso paralizzerà i mercati e la produzione.
Provocheremo l’insorgere di una crisi economica universale con tutti i mezzi clandestini possibili e coll’aiuto dell’oro – che è tutto nelle nostre mani. In pari tempo, getteremo sul lastrico masse enormi di operai in tutta l’Europa.

Allora queste masse si scaglieranno con gioia su coloro di cui, nelle loro ignoranza, sono state invidiose sin dall’infanzia, ne saccheggeranno i beni e ne verseranno il sangue.
A noi esse non recheranno danno, perché il momento dell’insurrezione risarà ben noto, e noi prenderemo le misure necessarie per proteggere i nostri interessi. Siamo riusciti a persuadere i Gentili che il liberalismo avrebbe costituito per loro il regno della ragione. Il nostro dispotismo sarà di questa specie, perché avrà il potere di reprimere le ribellioni e di sradicare con giusta severità ogni idea liberale dalle istituzioni.
Quando la plebe si accorse che in nome della libertà le venivano concessi diritti di ogni sorta, essa si immaginò di essere divenuta la padrona e tentò di assumere il potere. S’imbatté, naturalmente, come un cieco qualsiasi, in ostacoli innumerevoli. Allora, non volendo tornare al regime essa depose il suo potere ai nostri piedi.
Rammentatevi la rivoluzione francese, che noi chiamiamo la Grande Rivoluzione: ebbene, tutti i segreti della sua preparazione organica ci risultano ben chiare, essendo opera delle nostre mani.
Da allora in poi noi abbiamo suscitato nelle nazioni una delusione dopo l’altra, sicché esse dovranno perfino rinnegarci, in favore del Sovrano Autocrate, uscito dal sangue di Sionne, che stiamo preparando al mondo.
Attualmente noi come potenza internazionale risultiamo invulnerabili, perché quando veniamo attaccati da uno dei governi Gentili, altri ci sostengono. Nella loro immensa abiezione, i popoli Cristiani propiziano l’autonomia del nostro potere. Ciò avviene quando essi si prosternano davanti alla forza; quando si mostrano senza pietà verso i deboli, crudeli di fronte alle colpe lievi e indulgenti dinnanzi ai delitti; quando si rifiutano di ammettere le contraddizioni della libertà; quando rimangono pazienti fino al martirio nel sopportare la violenza di una tirannia audace.
Essi tollerano da parte dei loro odierni dittatori, Presidenti dei Consigli e Ministri, degli abusi per il più piccolo dei quali avrebbero ucciso cento re. Come si spiega questo stato di cose? Perché le masse manifestano tanta irrazionalità nel formarsi un concetto degli avvenimenti? La ragione è che i despoti persuadono il popolo, tramite i loro agenti, che l’abuso di potere, con evidente danno per lo stato, è commesso in vista di un obiettivo elevato, vale a dire per ottenere il benessere della popolazione e per amore della fratellanza internazionale, dell’unità e della uguaglianza. E’ ovvio che questi agenti non raccontano al popolo che tale unità può essere ottenuta soltanto sotto il nostro dominio – il modo che si vede come il popolo condanni gli innocenti ed assolva i colpevoli, nella sua convinzione di poter sempre fare ciò che gli pare e gli piace. La plebe, per effetto di questa sua condizione mentale, distrugge tutto ciò che è stabile e diffonde lo scompiglio ovunque.
Il termine <<libertà >> induce la società a lottare contro tutte le potenze della natura divina. Questa è la ragione per cui, quando noi saremo arrivati al potere, dovremo cancellare la parola <<libertà>> dal vocabolario degli uomini, essendo il simbolo della forza bestiale che trasforma i popoli in belve assetate di sangue. Occorre però tener presente che queste belve si addormentano appena vengono saziate di sangue e che in quel momento riesce facile affascinarle e ridurle in schiavitù. Se non si procura loro del sangue esse non si addormenteranno ma lotteranno tra di loro.

avatar
Admin
Admin

Numero di messaggi : 847
Data d'iscrizione : 23.09.08

http://liberapresenza.forumattivo.eu

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum