Il nostro resta un impegno rivoluzionario

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Il nostro resta un impegno rivoluzionario

Messaggio  Admin il Mar 10 Gen 2012, 23:59


Molti uomini si interessano di politica per acquisire potere e ricchezze a scapito della collettività, questo non si può dire di molti fascisti.
Quanto riporteremo è il grido – testamento politico- di un uomo che ha servito l’idea Fascista e per questo ha subito vendete, ingiustizie e denigrazioni da politicanti corrotti che escogitando l’arcocostituzionale si sono garantiti privilegi inimmaginabili ai semplici cittadini, dai migliori posti di lavoro nella pubblica amministrazione, a tangenti per ogni pubblico lavoro o licenza assegnata.
Gli eventi del 1989, hanno portato alla caduta del muro di Berlino e con esso della barbarie del comunismo. Il fascismo divenne per tanti cittadini onesti un punto di riferimento, poteva essere il tempo della riscossa, ma gli stessi intriganti che idearono l’infamia dell’arcocostituzionale decretarono la fine delle ideologie, continuando vergognosamente ad arraffare quello che il regime “democratico” gli offriva.
Nel 1992, la magistratura rimasta per oltre 40anni sorda e cieca ha scoperto il pentolone della corruzione smembrando il sistema, combattuto da sempre dai Fascisti. Si è assistito all’eclissarsi di tanti politici e dei loro sponsor, ormai squalificati, fatti del loro stesso acido impasto.

Ci chiediamo cosa avrebbe scritto quel fascista, se la sorte non lo rubava all’affetto dei suoi cari nel 1992, pensando all’ideale del Fascismo e ai tanti tradimenti della classe dirigente del M. S. I., movimento al quale nei momenti di smarrimento il popolo italiano si era sempre rivolto come dimostro il risultato elettorale del 1994.
Come definire il valore del cameratismo Fascista vissuto nel difficile periodo della R. S. I., la condivisione degli ideali rivoluzionari che hanno unito il Popolo.
Popolo che ha accolto e non ha sdegnato di unirsi con altre razze, tra esse la peggiore, con la quale condivise delicati e responsabili compiti nel campo dell’istituzione, la finanza, la difesa, ricevendo in cambio il tradimento, come accadde per i bolsceviche, benevolmente risparmiati, dopo la Marcia su Roma.

Tradimenti commessi per favorire le grandi famiglie del capitalismo mondiale.

Siamo certi farà piacere a quanti ricordano benevolmente il periodo Fascista leggere quanto riportato a seguire, come ai giovani che nonostante tutto credono ancora nei valori che il Fascismo ha, e continua a rappresentare.
Senza scordare anche per un solo momento, il sacrificio di quanti potranno sentire il Canto del Cigno solo nella quiete del riposo eterno.

La nostra presenza laverà l’onta dei maledetti finiani. Il FASCISMO, non fu e non sarà mai il male assoluto.

IL CANTO DEL CIGNO

In umiltà e senza pretese queste spontanee disadorne parole sono – forse – il “canto del cigno” di un vecchio inguaribile fascista rivolto ai giovani fascisti.
Quei giovani con i quali, ancora, finché può preferisce vivere, dialogare e marciare. Nel difficile, ma fascinoso tentativo di contribuire alla riconquista di un migliore destino per il nostro ideale.
In parte – purtroppo – usurpato da mercanti di poca fede e ancor meno rimorsi.
Sia chiaro che i giovani fascisti, ed io con loro, assieme ai tanti altri fascisti repubblichini, tutti fieramente superbi della nostra fedeltà alle origini rivoluzionarie Mussoliniane, non abbiamo poltrone o medaglie da conquista, vendette da compiere, né vittimismo da lacrimare.
La nostra è una determinazione netta e precisa.
Agire e Reagire solo per salvare i nostri ideali logorati dalla lenta, turbecolotica agonia, causata – fra l’altro – dal mestierantismo politico e dal reclutamento clientelare.
Considero Dovere di tutti i superstiti, veri, fascisti di arrivare finalmente – uniti in un unico fascio di volontà – ed abbandonare l’inamovibile gerarchie, spesso multicariche, le quali – coi decenni – si è trasformata in principati, miranti a malcelate pretese dinastiche, ereditarie e nepotistiche.-

Ebbene, giovani camerati!

Nel nome e nel perenne ricordo dei lontani Martiri della Rivoluzione Fascista, che ancora ci segnano la via e ci precedono nel cammino e nella lotta.
Nel nome e nel perenne ricordo dei molti, camerati e combattenti, assassinati dall’odio rosso, durante e dopo la R. S. I..
Nel nome e nel perenne ricordo dei Fratelli Mattei, torce viventi, che con l’atroce rogo delle loro carni, arsero per illuminare di Amore di Sacrificio e di Gloria la Fiamma Tricolore del Fascismo.
Per loro e con loro, giovani camerati, con vigore affermiamo:

Fuori i mercanti dal tempio!
Il nostro ideale vivrà!

Dalle tante giovinezze stroncate, nuova linfa e volontà devono rinascere.
Nuove gemme e virgulti rinvigorire il logoro, antico tronco.
Per i rami, ormai vecchi e isteriliti, urge l’energica impietosa potatura.
Per bruciarli tutti? Non vogliamo tanto.
Alcuni rami, non tarlati, vanno riposti in legnaia, in serbo, per un eventuale – gratuito e non ingombrante - impegno nelle periferiche strutture ,,burocratiche,, del Movimento unitario. Sempre che, ovviamente in umiltà di servizio, vogliono rendersi “utili” e Dare, dopo avere per anni, tanto PRESO.
Il ripristino del precetto mussoliniano ,,largo ai giovani,, deve mettere in moto sempre più accelerato, la marcia giovanile dei ,,rincalzi,, , pronti ad agire, per il recupero – finalmente – di speranze, entusiasmi, posizioni e tempo perduti.

Se questo è l’anelito – a lungo represso – della nostra bella e sana gioventù di oggi, - assetata di fascismo – ancor più grande è l’ansia di noi camerati anziani di ,,rivivere,, in loro, con emozione e tenerezza, i tempi in cui, gagliardi ventenni, cantavamo alla ragazze e alle contrade ,, siamo fiaccole di vita, siamo l’eterna gioventù, che conquista l’avvenire di fede armata e di pensier ,,.
Riprendete, o giovani camerati, i nostri vecchi inni fascisti di allora. Fateli risuonare in tutte le strade e piazze d’Italia.
Risvegliate le memorie e le coscienze sopite.
Ridate fiducia a chi – in fondo al cuore -, spera nel nostro ritorno.
Muovetevi, o giovani, con purezza di propositi e pulizia morale.
Conquistate le posizioni chiave per SERVIRE e non per SERVIRVI del fascismo. Approfondite la conoscenza. Studiate la “Dottrina” nel testo di Mussolini, la sua vita, le sue grandi realizzazioni, il suo immenso AMORE per il Popolo italiano, al quale – coscientemente – VOLLE donare il suo genio e la sua esistenza.
Siate preparati e colti politicamente, per smentire e rintuzzare l’astio e le menzogne dei nemici.
Siate i sacerdoti e i missionari della nostra FEDE IL FASCISMO.
Siate, tra voi, uniti e perseveranti, solidali e fedeli, leali e generosi.
BENE operando, il “CONSENSO” del Popolo italiano certamente tornerà a gonfiare le vele Tricolori della PARTIA fascista e repubblicana.
Come il Duce la sognò e la volle, fino al giorno del suo sacrificio supremo, nella Repubblica Sociale Italiana.

Per l’Italia e per l’Onore

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