Flotilla 3 è stata attaccata da sionisti che indossavano maschere anti-gas,

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Flotilla 3 è stata attaccata da sionisti che indossavano maschere anti-gas,

Messaggio  Admin il Gio 25 Ott 2012, 20:26


Il blocco imposto da Israele attorno a Gaza è iniziato nel 2007, è d’allora che i sionisti abbordano navi cariche di aiuti umanitari che intendono raggiungere la Striscia di Gaza. Questi maledetti, che non perdono occasione per riportare alla memoria il trattamento che la Germania nazista riservo loro - quali NEMICI dichiarati, già dal 1915 -, alla fine di maggio del 2010 fermarono un’altra missione che prendeva il nome Freedom flotilla, altro tentativo di portare aiuti umanitari e solidarietà al popolo palestinese. Le tre navi della missione furono aggredite dall’esercito israeliano, in acque internazionale, in particolare, i militari abbordarono con prezzante violenza il traghetto turco Mavi Marmara, uccidendo con esecuzioni sommarie, 6 componenti dell’equipaggio, tutti volontari pacifici, altri 3 morirono in seguito per le feriti e le percorse ricevute dai soldati (altro che la Gestapo tedesca degli anni 40) questi assassini nel 2010 utilizzarono tecnologie avanzate e violenza primordiale.

Questa è la terza aggressione che i sionisti muovono contro la Flotilla, questa volta a farne le spese è stato il veliero “Estelle”, battente bandiera Finlandese, partito dalla Svezia il 6 ottobre si è fermato a Napoli, dove è rimasto ormeggiato per tre giorni, aveva a bordo un gruppo di 20 volontari provenienti da otto paesi, tra loro un volontario italiano, oltre ad alcuni membri del parlamento di diverse nazionalità europee.

Alle 10.20 del 20 ottobre 2012, l’agenzia Ansa, informava che, militari della Marina di Israele, in acque internazionali (a 17 miglia nautiche a nord di Arish, Egitto), avevano circondato con almeno sei navi da guerra il veliero “Estelle” abbordandolo immediatamente, un aggressione che come le precedenti rappresenta un atto criminale di pirateria. Ancora una volta i sionisti hanno dimostrato con prepotenza il proprio disprezzo verso il diritto internazionale.
La nave e stata posta sotto sequestro e condotta verso il porto israeliano di Ashdod, dove i 20 volontari arrestati sono stati consegnati alla polizia antimigrazione.

Se per i promotori di Flotilla, l’Estelle e una nave disarmata, in missione umanitaria, il cui cargo è stato ispezionato più volte, in rotta da acque internazionali direttamente in acque territoriali di Gaza allo scopo di consegnare tonnellate di aiuti e chiedere Libertà e Giustizia per il popolo palestinese, per i sionisti, è una provocazione, per questo alcuni giorni fa hanno inviato una lettera al Segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, chiedendo alle Nazioni Unite di intervenire per fermare la navigazione dell’Estelle, in particolare, l'ambasciatore israeliano Dan Prosor all'Onu, ha affermando che «È la Siria ad aver bisogno di aiuti», non il popolo palestinese di Gaza, a cui secondo un documento del 2008 reso noto, grazie a una petizione dell'associazione ebraica per i diritti umani «Gisha», per ordine dei vertici del Ministero della Difesa dello Stato sionista si debbono assicurare 2.279 calorie al giorno ad ogni abitante della Striscia, un numero di calorie che evitava critiche internazionali e allo stesso tempo tiene sotto pressione la popolazione civile. In tutto 107 camion di aiuti al giorno, cinque giorni alla settimana, per rifornire unmilione e mezzo di palestinesi che per responsabilità dei sionisti vive nel Campo di concentramento più grande del mondo.

L’Estelle, come i precedenti scafi era perfettamente in linea con le risoluzioni ONU e le dichiarazioni di tutte le associazioni umanitarie internazionali che denunciano da anni la gravità della situazione in cui è costretta a vivere la popolazione civile di Gaza sotto assedio.
Denunciare l’ennesimo crimine del governo israeliano nei confronti di popolazione civile non basta, come non è credibile Marco Ramazzotti Stockel, un 65enne di origine ebraica, laureato in Diritto internazionale (con un passato politico nel Pci e nella Cgil) unico italiano a bordo, il quale specularmene ha affermato: «Israele rispetta solo le regole che si dà. Non rispetta il diritto internazionale, non rispetta la moralità internazionale, trattando la popolazione palestinese con un regime di apartheid. Per questo devono essere altri ebrei a dire loro che fanno una politica molto pericolosa», questo individuo, membro della rete Eco, Ebrei contro l'occupazione, che ha lavorato per Ong italiane e straniere, imprese di progettazione italiane, inglesi, tedesche e francesi, la Commissione Europea, Agenzie delle Nazioni Unite, tra le quali la Fao, l’Ifad, l’Unicef e l’Unhcr, scorda l’arrogate opinione degli ebrei con doppio passaporto che risiedono in Italia nei confronti della Palestina. Opinione a cui da sempre si è asservita la Farnesina che, anche in questa occasione ha dimostrato il totale servilismo dell’Italia nei confronti dei sionismo, facendo sapere che, «sconsiglia» di recarsi a Gaza a causa degli «obiettivi rischi che i nostri connazionali potrebbero correre nel caso intendano recarsi via mare verso tale area», ricordando che «l'ingresso via mare nella Striscia comporta, come noto, una violazione della vigente normativa israeliana».

La «normativa», ossia il blocco navale, è quella di una potenza occupante ma questo «particolare» appare del tutto irrilevante al nostro ministero degli esteri.

Se i pacifisti per la terza volta hanno fallito nel raggiungere l’obbiettivo, e ora che a provarci siano i giovani Fascisti. Prima o dopo qualcuno deve fermare l’arroganza sionista. Chi vive a Gaza deve pagare ogni giorno un conto altissimo, specie se è un giovane. È notizia di questa settimana la decisione degli Stati Uniti di sospendere, di fatto su pressione di Israele, 30 borse di studio per studenti meritevoli della Striscia. Si trattava di un progetto lanciato due anni fa, dallo stesso Segretario di stato Hillary Clinton. Prevedeva che 30 studenti di Gaza andassero nelle meglio attrezzate università della Cisgiordania.
Per decisioni d’Israele gli studenti non potranno ad andare in Cisgiordania, un altra restrizione al pari dell’embargo su Gaza imposto dal governo sionista, gli Stati Uniti hanno subito abbozzato: le 30 borse di studio sono state destinati ad altri.

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