Traditori alla ricerca di nuove poltrone

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Traditori alla ricerca di nuove poltrone

Messaggio  Admin il Dom 16 Giu 2013, 04:04

Sono davvero strani  i  TRADITORI della storia Missina, dopo aver distrutto ad uno ad uno i sui valori, dando vita, nel 1995, ad Alleanza nazionale, si rincontrano nell’aula gialla del palazzo dei Normanni del Ars, col sotterraneo intento di chiudere le tante diaspore che hanno portato alla nascita di un’infinità di rivoli di destra dello 0,01 %.
All’incontro, avvenuto il 16 maggio 2013, hanno partecipato l’ex co-coordinatore del  Pdl Domenico Nania, il coordinatore del Fli Roberto Menia e Francesco Storace attuale capo de La Destra, ed ancora, Adolfo Urso, Santi Formica, Nino Lo Presti, Alessandro Aricò e Livio Marrocco, tutti alla  ricerca del potere perduto, considerato che persino il Pdl li ha emarginati, abbandonando tutti i politicanti legati alla tradizione di destra che sono, infelicemente, rimasti al suo interno.
Questi Traditori, ormai abbandonati al loro destino, dopo aver messo in bella mostra il simbolo che fu di Alleanza nazionale, dicono di avere le idee chiare per far rinascere un nuovo partito al pari di quello imposto dal Fini-to con la svolta di Fiuggi. Senza vergogna affermano di essere uniti da radici e principi comuni, ma, il segreto intento è quello di  tentare il superamento  dello sbarramento (4%) alle prossime elezioni  per il rinnovo del  Parlamento europeo.
Dicono che il modo migliore per guardare al (loro) futuro è quello di recuperare il passato e che, il nuovo partito deve essere il frutto dell’unione delle tante esperienze, dei frammenti rimasti di quella che fu An. L’incontro di queste forze è nelle cose. E avverrà. Essendo tutti uniti da un’unica radice.
Quest’incontro, inatteso, è sorprendente, visto che alle politiche dello scorso febbraio sulla scheda elettorale ci stavano i più disperati simboli dei partiti dell’area di destra, che decantavano più differenze che, le similitudini.
Ad essere chiaro sullo scopo dell’incontro è  stato Domenico Nania, il quale ha affermato: “I movimenti di destra si presentino uniti alle prossime elezioni europee. L'obiettivo del superamento della soglia del 4% potrebbe costituire un importante risultato dal quale ricominciare. La marginalizzazione della destra – prosegue Nania - è un conseguente impoverimento del centrodestra. Non avrà importanza se non ci presenteremo con il simbolo di Fli, La Destra, o Fratelli d' Italia, si penserà ad un nuovo simbolo che raccolga le istanze comuni".
Questi Traditori ancora una volta sono alla ricerca di una sistemazione, poco importano i valori, le tradizioni, l’area di appartenenza. Lo scopo è, e resta l’acquisizione di comode poltrone, per questo i corridoi del palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea della Regione Sicilia, erano percorsi da coloro che hanno ridotto la Fede Missina in tanti piccoli rivoli: dai finiani di Futuro e libertà, alla destra di Storace, fino ai freschissimi “Fratelli d’Italia” di La Russa. Senza contare i tanti ex An confluiti proprio nel Pdl, Mentre in Sicilia le istanze della “destra” sono rappresentate da un’ulteriore lista personale che porta il nome di Nello Musumeci, dallo scorso ottobre, divenuta gruppo all’Ars.

Questi Traditori, prima di ogni cosa debbono restituire, alla BASE MISSINA, tutti i beni mobili ed immobili di cui si sono illecitamente impossessati, a partire della casa di Montecarlo, finita con malversazioni nella disponibilità della parentela del fini-to.

Riconquistare il voto del popolo di destra è un dovere, per questo, da anni rivendichiamo il ruolo di pacificatori, ma l’unità d’area non può essere passato che guarda al futuro. L’unità d’area deve ritrovarsi per lottare contro il Sistema, formando una militanza capace di contrastare il liberalismo in nome della socialità corporativa, in ogni momento del giorno. Dobbiamo essere,  alternativa per il rinnovamento delle istituzioni nel quadro dell’assetto costituzionale dello Stato e di condizionamento politico, imponendo con la nostra giovinezza politica, avanguardia sociale, dignità alla nazione, autorità di Stato, libertà di popolo. La necessaria nascita di un nuovo soggetto politico, non può che essere alternativo al sistema. La nostra alternativa è l’alternativa corporativa, illuminata da una concezione spirituale della vita che, riconoscendo i valori etici dello Stato, non tende ad identificarlo nelle categorie, ma, al contrario, esalta, nel conseguimento armonioso della giustizia sociale, tutti i valori della personalità umana che si esprime nel lavoro nello studio, nella ricerca, nella produzione, nella vita quotidiana.
Nel momento in cui è unanime il riconoscimento del fallimento del sistema, la diffusa protesta contro i guasti e le ingiustizie che  esso  comporta, deve trovare nella nostra presenza la vera Alternativa, purtroppo i Traditori hanno permesso che, dell’incalzare della crisi né approfittassero i massimi responsabili, cioè partiti e gruppi di potere, per complicità o per passività.
La nostra deve essere una Alternativa di libertà, non solo nei fini ma anche nel metodo, non essendo concepibile che la civiltà dei popoli venga regolata dal capitalismo internazionale.

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