Calderoli: L’informazione sempre più venduta alle istituzioni, da sempre si esalta dinanzi alla stupidità.

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Calderoli: L’informazione sempre più venduta alle istituzioni, da sempre si esalta dinanzi alla stupidità.

Messaggio  Admin il Mar 16 Lug 2013, 08:58


Sono sempre loro! La stupidità dei leghisti se la continua a prendere con Cècile Kyenge, la ministro senza funzioni, visto l’imprevedibile durata dell’attuale Governo.
Altra cosa è perpetrare la protestare contro l’accoglienza migratoria. Migrazione benedetta pochi giorni orsono da Papa Francesco sull’isola di Lampedusa.  

C’era cascato l’eurodeputato Mario Borghezio, ospite de La Zanzara su Radio24 che nonostante costretto a chiedere scusa in aula a Strasburgo davanti all'assemblea dei parlamentari europei per le parole utilizzate, è stato estromiesso dal suo gruppo parlamentare europeo Efd.

C’è ricascato il sen. Roberto Calderoli, in un comizio durante la festa della Lega Nord a Trevigiano (14/07/2013), dove ancor prima i partecipanti si erano scagliati contro il popolo di terroni del Sud, ma l’informazione si è soffermata sulla sola frase, di colore che disegnava la Kyenge, con le sembianze dell’orango.
In questa Italia, i diritti costituzionali da sempre valgono solo per le opinioni espresse dagli esseri sinistri.  Il loro razzismo al contrario, è reso invisibile, per ordine dei nostri colonizzatori, vorrebbero  cacciare dal parlamento senatori e onorevoli  bianchi, e far sedere al loro posto tutti gli altri.
L’Italia ancora non è il Sudafrica, dove i bianchi venivano accusati da Apartheid, per il momento in Italia molte persone sono, solo, accusate d’essere razzisti.

In questa nazione affermare le proprie opinioni, se diversi da quelle dei sinistri, vuol dire andare incontro alla viltà dei “sporca carta italici”.
Al momento l’informazione anziché scrivere sulla grave crisi che stiamo vivendo, ci ricorda le frasi di Calderoli:  
- Ha associato Cécile Kyenge a un orango;
- Ha accusato la sinistra di tentare «un vero e proprio golpe proponendo di dare la cittadinanza ai bingo-bongo»;
- Ha lanciato l’idea di una nuova moneta battezzata il «Calderolo».
- Ha fatto infuriare il mondo musulmano dicendo: «Sul terreno dove dovrebbe nascere la moschea farò pascolare i maiali»;
- Ha gonfiato il petto vantandosi di non essere «mai andato a cena con un romano»;
- Ha minacciato «molti personaggi ai vertici delle istituzioni» di un processo del «tribunale del popolo padano» con «l’imputazione di genocidio»;
- Ha scandalizzato i disabili con un paragone indecente: «C’è ancora qualche mongoloide che vota Ulivo»;
- Ha proposto «una taglia di un milione di lire per chi denunci un albanese irregolare»;
- Ha insultato il cardinale Tettamanzi reo d’essere ecumenico con gli immigrati: «Col territorio non c’entra niente, sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia»;
- Ha irritato i nemici del razzismo e gli amici dell’America tracciando un paragone con la presidenza Obama: «Non vorrei tra cinque anni trovarmi un presidente abbronzato…»,
- Ha Esultato per il trionfo dell’Italia sulla Francia ai Mondiali visto come «la vittoria della nostra identità» contro una squadra che aveva «schierato negri, islamici e comunisti»;
- Ha sostenuto che «la civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni»;
- Ha indignato la Ue promuovendo una marcia su Bruxelles con la promessa di portare in Belgio «un po’ di saggezza della croce a quel popolo di pedofili».
- Ha mostrato in tv la maglietta con una vignetta su Maometto, dando lo spunto ai fanatici islamici per attaccare il consolato italiano di Bendasi, il fatto sollevò un vespaio tale da essere costretto a dimettersi da ministro.
Due mesi dopo, grazie a Bossi al quale era fedelissimo («se mi dice “buttati da questo ponte” io mi butto. Magari mi dispiace, ma mi butto») veniva già ripescato come vicepresidente di Palazzo Madama.
Anche ieri, dopo le offese al ministro Kyenge, si è levato un coro: dimissioni!
Da sinistra, ma non solo. Basti dire che il ministro Giampiero D’Alia, che sinistrorso non è, si è spinto a paragonare il leghista agli squadristi dell’Alabama: «usa un linguaggio da Ku Klux Klan>>.
Una sfilza di accuse, per quelle che noi riteniamo personali e legittime opinioni.

Ma chi è Cécile Kyenge, da dove viene?
Kyenge e nata a Kambove, nella provincia congolese del Katanga da una famiglia benestante di etnia bakunda: il padre, funzionario statale, era capo villaggio e aveva quattro mogli e 39 figli. Dopo le scuole superiori, grazie all'interessamento di un vescovo, ottiene una delle tre borse di studio messe a disposizione degli studenti congolesi per frequentare medicina all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Arriva in Italia nel 1983, ma non avendo ancora ricevuto la borsa di studio, giunge in Italia in maniera illegale, in seguito viene regolarizzata grazie all'intervento di una associazione cattolica. Si stabilisce in un collegio di missionarie laiche a Modena, dove studia la lingua italiana e si prepara all'esame di iscrizione, lavorando nel frattempo (da clandestina) come badante per mantenersi.
Ottenuta la borsa di studio si laurea in medicina e chirurgia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma discutendo una tesi in pediatria, per poi specializzarsi in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
Nel 2004 viene eletta in una circoscrizione del comune di Modena per i Democratici di Sinistra; in seguito diventa la responsabile provinciale del Forum della Cooperazione Internazionale ed immigrazione.
Il 7 giugno 2009 è eletta consigliere provinciale a Modena per il Partito Democratico ed entra a far parte della commissione Welfare e politiche sociali. Inoltre è responsabile regionale Emilia-Romagna delle politiche dell'immigrazione del PD.
Nel 2010 è scelta come testimonial nella campagna di sensibilizzazione sull'immigrazione realizzata dall'Ufficio di Roma dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Nel 2013 viene candidata deputato alla Camera per il  PD in Emilia-Romagna. Subito dopo l'elezione al Parlamento promuove con altri firmatari  una0 proposta di legge sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul suolo italiano (il cosiddetto ius soli).

Il 28 aprile 2013 viene chiamata a far parte nel governo, dell’inciucio, a ricoprire l’incarico di Ministro per l’integrazione, al quale dopo lo “scandalo” Josefa Idem, e andata ad aggiungersi  la delega alle politiche giovanili.
A quanti, razzisti e no si scandalizzano per il colore della sua  pelle diciamo, risvegliatevi! Lo scandalo vero è  che la signora Cécile Kyenge, ha vissuto la sua vita da scalatrice sociale, calpestando, chi sa quanta gente, convinta di fare il bene della stessa.

C’è da chiedersi se l’assegnazione della borsa di studio sia stata meritata o un regalo. Cosi come l’ottenimento della cittadinanza italiana, chi sa se tutto è in regola, o si sono chiusi entrambe gli occhi. È giusto saperlo o dubitarne.    

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