Venezia 2013: la Mostra del cinema compie 81'anni ma non si deve sapere

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Venezia 2013: la Mostra del cinema compie 81'anni ma non si deve sapere

Messaggio  Admin il Gio 29 Ago 2013, 23:47


Due titoli a notte per due settimane nella terrazza dell’Hotel Excelsior del Lido. Incomincia così la storia della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia denominata Esposizione alla sua prima annata. Con la Mostra si apre ufficialmente la strada dei grandi e dei piccoli festival, internazionali e non, di cinema, rassegne volte nella maggior parte dei casi ad unire l’aspetto artistico della settima arte a quello mondano e industriale.
Alle 21.15 del 6 agosto 1932 si assiste alla prima proiezione in assoluto della storia della Mostra e della storia dei festival di cinema: il film d’apertura è Il dottor Jekyll, capolavoro di Rouben Mamoulian. La scelta è un trionfo sotto ogni punto di vista, e il film “vincerà” il premio per il “Film dalla fantasia più originale” (la Mostra non è competitiva, e con un referendum del pubblico si segnalano solo i titoli notevoli).
Dopo la proiezione del film d’apertura segue un grande ballo in onore di tutti gli ospiti, in gran parte intellettuali e giornalisti: il pubblico perfetto per lanciare una manifestazione all’insegna della mondanità. Il Gazzettino del 7 agosto 1932, scrive: Ieri sera nell’ampio magnifico salone dell’albergo Excelsior di Lido è seguita la prima Esposizione Internazionale Cinematografica di fronte a una folla enorme di pubblico sceltissimo italiano e straniero.

Nel 1932 la città di Venezia seppe interpretare l’esigenza del Governo Fascista,  il quale manifestò  l’interesse a sviluppare la cultura della cellulosa, L’idea di  realizzare una Mostra del Cinema sorse per rilanciare il Lido dal punto turistico nel mese di agosto. Nonostante quello che predicano da sempre gli antifascisti, la 1ª Esposizione internazionale d’arte cinematografica poté essere autonoma sia dal punto di vista politico che culturale.
Proprio per questa natura libera, riuscì a coniugare l’interesse sia per le proiezioni dei film che per le passerelle, riconoscendo al cinema il suo valore artistico. Valore che andava cercando ormai da anni e che  nessuno gli aveva ufficialmente riconosciuto.

Le democrazie plutocratiche, al contrario, utilizzarono le successive edizioni per attaccare la politica del Governo Fascista, facendone un evento controverso. Libri e saggi sulla Storia del festival ricordano la querelle del 1937, l’anno di Scipione l’Africano di Carmine Gallone, attorno a La grande illusione, capolavoro assoluto di Jean Renoir. Luigi Chiarini, scrisse: È un film ideologico e programmatico, anti-bellico, ma con tanto di Marsigliese e di evviva la Francia.
È figlio, insomma, di quel pacifismo comunistoide e patriottardo che caratterizza un certo intellettualismo francese falso e retorico, appunto, perché mancante di ogni sincerità.
A quel punto il Governo Fascista fu costretto ad escludere l’Unione Sovietica dal cartellone, riconoscendo al cinema italiano i propri meriti, come da sempre fa l’America nella Notte degli Oscar, le Coppe Mussolini e segnalazioni di merito venivano assegnate alla maggior parte dei titoli italiani.
Ripercorrere la storia della Mostra di Venezia è un po’ come ripercorrere una fetta fondamentale di Storia del cinema, attraverso le epoche, i film che contano, i compromessi e le polemiche. Oltre ad un insieme di dettagli curiosi. Ad esempio: sapete chi è la prima star ad aver fatto il suo ingresso ufficiale alla prima Esposizione? Paola Borboni. Il primo film italiano ad essere proiettato? Gli uomini, che mascalzoni di Mario Camerini, l’11 agosto 1932. Il primo scandalo? Arriva presto, durante la seconda edizione: a creare scompiglio è una sequenza del film cecoslovacco Estasi di Gustav Machatý. L’attrice Hedy Kiesler appare completamente nuda, in una scena che passerà alla storia come il primo nudo ufficiale della storia del cinema.
La Mostra, come ogni manifestazione, rappresenta lo spirito del tempo e delle vicende storiche, riuscendo a sottolineare ciò che di nuovo accade in giro per il mondo e in Italia.
Oggi a Venezia si riproduce la brutta copia del Festival di  Cannes e soprattutto di Toronto. In questi giorni Venezia vivrà l’ottantunesima edizione della mostra, ma non si deve sapere, stampa e televisione la propagandano quale 70° edizione, col solo intendo di cancellare ventenni di vita italiana. Per noi fascisti la Mostra vive da 81 anni, riconoscendo lo scadimento nella qualità susseguitasi in questi anni di falsa “democrazia”, consapevoli che è sempre e comunque lo spirito del tempo a dominare su ogni evento. Non è un caso se, tra qualche decina d’anni, quando ci si ricorderà delle Mostre degli anni 2000, non si potrà non fare almeno di ricordare una certa lettera di un certo ministro che “dettava” a suo modo la recensione dei films.
La Mostra di Venezia ha per prima accostato cinema e arte,  registrando i cambiamenti di gusto e di tendenze, ma ha anche e soprattutto documentato per 81′anni la Storia. Potrà continuarlo a farlo senza ulteriori bugie?.

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