22 settembre 2013: l’inutile popolo tedesco ha votato per le elezioni legislative

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22 settembre 2013: l’inutile popolo tedesco ha votato per le elezioni legislative

Messaggio  Admin il Lun 30 Set 2013, 22:46


Le elezioni del 22 settembre in Germania si sono svolte sotto l’influenza del sionismo internazionale. La scontata vittoria della Merkel continuerà a garantire all’alta finanza internazionale la sottomissione dell’Europa.  Ancora una volta il popolo tedesco ha sfidato l’Europa.

Questa volta ha vinto!

Il risultato delle elezioni è stato determinato grazie al condizionamento che informazione (Tv e Stampa) e  sondaggisti, grandi mentitori, hanno posto su l’elettorato tedesco.      

La Germania è divenuta negli anni  una potenza economica-finanziaria, anche attraverso l’imposizione di trattati con i quali si ponevano le altre economie nazionali in condizioni regressive, inducendole verso l’attuale grave crisi, crisi, di cui continua ha godere la sola Germania.
Gli elettori  tedeschi hanno affrontato questa tornata elettorale, con la Germania che produce il 27% del totale del PIL dell’intera area Euro, confermandosi quale prima economia dell’Unione Europea, economia che continua a crescere grazie all’industria, trainata in primo luogo dalle esportazioni e, in misura minore, dalla domanda interna.
Il buon andamento congiunturale e del mercato del lavoro (riduzione della disoccupazione e aumenti salariali) hanno aumentato il reddito disponibile delle famiglie (+3%) e quindi i consumi privati. Allo stesso tempo, l’aumento del gettito fiscale e le minori spese per le indennità di disoccupazione, insieme alla politica di rigore del Governo, hanno favorito il consolidamento dei conti pubblici.
Al quale và ad aggiungersi il previsto affievolimento del tasso d’inflazione.

Questa è l’Europa che i burocrati hanno costruito negli anni, un ‘Europa asservita alle Banche e all’alta finanza, per questo il risultato dell’elezioni tedesche ci porta a dire che è tempo di dare nuova forza ai Governi nazionali, per CANCELARE TUTTI i TRATTATI che hanno portato alla costruzione di questa strana Europa.  Anche se è vero che ciò è potuto accadere per la scarsa propensione delle nazioni a difende i propri Popoli, dandosi  forza contro quegli inutili TRATTATI.

In questi anni di crisi i governi potevano sconfessare i TRATTATI, le direttive, e soprattutto l’imposizione degli interressi bancari. In altre epoche l’attuale prepotenza sarebbe sfociata in una azione militare. Questo accade nel 1914, quando la Germania si sentì pronta ad attaccare il resto d’Europa per garantirsi i mercati conquistati con una forte concorrenza. Quella Germania si sentiva forte, ammirava la sua forza, voleva crescerla, credeva di doverla e di poterla usare senza limitazioni di sorta specialmente nel campo economico: Fu poco scrupolosa nella scelta dei suoi mezzi di concorrenza per battere le nazioni rivali, anche perchè la nascente industria germanica era libera da ogni tradizione sistematica; tutta l’attrezzatura economica e tecnica delle fabbriche fu studiata ex-novo; la scienza poté facilmente far partecipe dei suoi progressi l’officina senza trovarsi di fronte alla difficoltà (come altre nazioni) di mutare impianti, metodi, abitudini di maestranze.

Fu così che la produzione tedesca, quasi nulla nel 1870,  salvo per le materie belliche, insignificante anche per la qualità, poté imporsi in tutti i mercati e distanziare in pochi decenni le sue concorrenti.      
Ecco qualche dato che servirà ad illustrare il progresso della Germania nel campo dell’attività economica, industriale e commerciale. L’esportazioni  che nel 1870 arrivavano a 2350 milioni, nel 1913 superavano i 10 miliardi, era un incremento enorme, quasi incredibile. Il commercio complessivo con l’estero (importazioni–esportazioni) arrivava a 25 miliardi e con ciò la Germania occupava il secondo posto nel commercio mondiale, superata solo dall’Inghilterra, la quale  vedeva soppiantare .la propria influenza economica con quella tedesca mese dopo mese.

Questo spinse le due nazioni verso la prima guerra mondiale. A cui segui per responsabilità inglese la seconda guerra mondiale che sconvolse definitivamente gli equilibri economici mondiali, consegnando quello che resta del mondo “libero” al progetto sionista internazionale, il quale si allea con il potente del momento.
Il 2 novembre 1917, l’organizzazione sionista tedesca si mise al servizio dell’Inghilterra.

Il primo ministro inglese, in una lettera diretta a Lord Rotschild, nella sua qualità di vice-presidente della federazione sionista britannica, scriveva: <<Il governo di S.M. considera favorevolmente lo stabilimento il Palestina di una dimora nazionale per il popolo ebraico (Jewish National home) ed impegnerà tutti i suoi mezzi per facilitare la realizzazione di questo progetto …>>
Quella missiva  aveva uno scopo, che raggiunse. Già nel primo congresso mondiale (1897), convocato da Teodoro Herzl, i sionisti si rivolsero all’allora potente governo britannico affinché li autorizzasse a costituire in Palestina uno Stato ebraico, al tempo della grande guerra il sionismo era divenuto un’organizzazione  influente.
La guerra si protraeva ed era giunta ad una fase critica, per il governo inglese, era indispensabile guadagnare alla causa anche gli ebrei,  non si poteva prescindere dall’appoggio dell’alta finanza ebraica e dal concorso militare dei battaglioni ebrei (Legione ebraica, formatasi  in Palestina nell’agosto 1917). Si giunse così alla dichiarazione Balfour, cui Francia e Italia aderirono, pur non conoscendo i precisi impegni assunti in quel documento.

Vinta la guerra l’Inghilterra, chiese, ed assunse il mandato sulla Palestina, allora in forza della dichiarazione Balfour, era chiamata ad attuare la dimora nazionale degli ebrei; da qui, anche allora, l’appoggio strenuo e validissimo della stampa e dell’opinione pubblica israelita presente in Europa.

Gli Ebrei che risiedevano nell’Impero prussiano si erano coalizzati in favorire dell’Inghilterra, contro il popolo dell’Impero.        

Quando il Popolo tedesco portò Hitler al potere il Paese era completamente e disperatamente in rovina. A schiacciarlo era stato l’aiuto che il sionismo tedesco aveva accordato agli inglesi, al quale si aggiunse l’imposizione del  Trattato di Versailles che imponeva al popolo tedesco risarcimenti che lo distrussero, con i quali i prepotenti vincitori (America, Francia e Inghilterra, l’Italia venne esclusa) intendevano coprire i costi sostenuti nella partecipazione alla guerra. Pretesa che ammontava al triplo del valore di tutte le proprietà esistenti nella Germania.

La speculazione sul marco tedesco aveva provocato il suo crollo, affrettando l’evento di uno dei fenomeni d’inflazione più rovinosi della modernità. Al suo apice, una carriola piena di banconote, per l’equivalente di milioni di marchi, non bastava a comprare nemmeno un tozzo di pane. Le casse dello Stato erano vuote ed enormi quantità di case e di fattorie erano state sequestrate dalle banche e dagli speculatori (da individuare nel potere ebraico). La gente viveva nelle baracche e moriva di fame. Nulla di simile era mai accaduto in precedenza: la totale distruzione di una moneta nazionale, che aveva spazzato via i risparmi della gente, le loro attività e l’economia in generale. A peggiorare le cose arrivò la depressione globale del 1929. La Germania non poteva far altro che soccombere alla schiavitù del debito ed agli strozzini internazionali.

Hitler e i nazional-socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, dopo una estenuante campagna contro la presenza dei traditori Ebrei in Germania, si opposero al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta (In questo presero esempio da Abraham Lincoln, che aveva finanziato la Guerra Civile Americana con banconote stampate dallo Stato, che venivano chiamate “Greenbacks“), iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici. I progetti destinati ad essere finanziati comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali. Il costo di tutti questi progetti fu fissato ad un miliardo di unità della valuta nazionale: un miliardo di biglietti di cambio non inflazionati, chiamati Certificati Lavorativi del Tesoro.

In questi anni di crisi, l’Europa poteva avvalersi dell’identico sistema.  L’ha fatto il governo Americano e  quello Giapponese, mentre i trattati Europei hanno permesso al sionismo internazionale, attraverso la Germania a spingere all’assoluta povertà intere nazioni europee,

Dopo l’antiebreismo hitleriano, alla Germania sono bastati pochi decenni per ritornare asservita a quel popolo che ha fatto di quella nazione  il centro economico-finanziario del sionismo, ormai  protetto (per senso di colpa) da uno popolo e un governo tra i più corrotti al mondo.

La Germania, ancora una volta si è dimostrata il vero nemico dei popoli europei. Come gli ebrei, prospera sui debiti degli altri popoli, prima ancora che del proprio lavoro.    

Questo spiega il risultato delle elezioni legislative del 22 settembre 2013. In Germania, non ha vinto il Cdu della cancelliera Angela Merkel pur raggiungendo il 41,5%  per il ben pilotato consenso, né ha perso l’Spd  che si è aggiudicando un misero 25,7 dei consensi, ma il sionismo internazionale, il quale individua con facilità  i loro fedeli servitori.

In queste false “democrazie” è sufficiente mantenere il popolo diviso, queste elezioni (dove vige lo sbarramento del 5%) per il 18° Bundestag, hanno concorso 34 partiti con circa 4.500 candidati  per rinnovare 630 seggi,  l'Unione cristiano democratica Cdu-Csu ha ottenuto 311 seggi e non i 316 necessari per governare, pertanto dovrà cercare alleati, i partito socialdemocratico (Spd)  ha conquistato 192 seggi, i comunisti della Linke  64 seggi e i verdi 63, i tre partiti alternativi al centro-destra raggiungono 319 seggi ma per incomprensibili divisioni non formeranno il governo.
Dei 34 partiti presenti alla competizione solo quattro hanno superato il 5%, è rimasto fuori persino  il partito liberale (Fdp) con il 4,5% (un crollo verticale, quasi il 10% dei voti perso), alleato dell’attuale governo della Merkel. Ricordiamo, in tutte le altre Nazioni l’affluenza è sempre più in calo,  in Germania in queste elezioni il dato dell'affluenza è in aumento rispetto all’elezioni precedenti, era al 70,8%, è arrivata al 71,5%.  

Queste elezioni si possono definire dell’imbroglio, visto che, il partito anti-euro Alternative für Deutschland (Afd),  al suo esordio sulla scena politica tedesca, pur sabotato con spregiudicatezza dai potentati, allo spoglio si è fermato ad  appena 3 decimali sotto lo sbarramento, portando alla mente i tanti brogli denunciati negli anni dai paesi occidentali nei confronti di nazioni non occidentali.

Possiamo affermare che, la “democrazia” non tollera in Parlamento, forze impegnate a difendere gli interessi del popolo.

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