Lampedusa: Fermiamo la politica della falsa accoglienza, divenuta un affare per religiosi e compagni

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Lampedusa: Fermiamo la politica della falsa accoglienza, divenuta un affare per religiosi e compagni

Messaggio  Admin il Ven 04 Ott 2013, 00:18


È bastato uno guasto per perire in mare, in 500 restano isolati, questa volta la motovedetta italiana non li raccoglierà in mare, nessun telefono satellitare ha segnalato la presenza di quel barcone. Serve un nuovo richiamo, alla lontana vista dei pescherecci si deve far fumo, si bruciano le coperte, e anche il barcone, ma non giunge nessuno. Trafficanti e aggregati hanno condotto verso la morte decine di giovani donne e uomini, lo scopo è chiaro, ottenere più milioni per il loro traffici dal Governo Italiano. Governo che affama il suo Popolo, ma spende e spande per consegnare al liberalismo sfrenato giovani vite da sfruttare.

Nuovi schiavi, ai quali non viene riconosciuta alcuna dignità, l’importate è farli giungere in Italia e mettere in moto la costosissima macchina dei soccorsi, gestita d’associazioni religiose e compagni antirazzisti che economicamente vivono di questa finta idealità. Schiavi che finiscono a lavare vetri negli incroci delle città, a lavorare la terra per pochi euro o al servizio di qualche novello padrone.

Noi come tantissimi italiani non piangeremo questi morti, e non ci lasceremo coinvolgere dal lutto nazionale, lutto che i governi non hanno mai indetto per i nostri morti, suicidatosi persino innanzi al Parlamento, gli italiani (lo sanno bene i dirigenti Radicali che nonostante il loro impegno  non hanno raggiunto e di molto le necessarie firme per indire il referendum e giungere alla cancellazione dell’attuale legge sulla immigrazione), sono stanchi di immigrazione clandestina e non, sono stanchi di vedere gli organi di informazione asserviti al mondo finanziario distorce la realtà e  cerca di imporre con l’inganno a tutti un cambiamento che pochi vogliono.

Se il governo vuole consegnare il nostro paese agli stranieri partendo dalla proposta dello Ius Soli fino all’abolizione del reato di clandestinità,  non  parla di riforme volte a migliorare la situazione civile della nostra Nazione o a concedere più diritti ai migranti senza ledere quelli degli italiani, ma che piuttosto  è intenzionato a lanciare un messaggio a quelle grandi masse migratorie che attendono ai confini dell’Italia di poterla invadere. E quel messaggio dice: venite da noi e avrete tutto.

Si sono tagliati i finanziamenti alla cooperazione allo sviluppo, che se fatta bene previene il fenomeno della migrazione in quanto crea nei paesi d’origine dei migranti le condizioni per non farli migrare, e nel contempo si sono aumentati gli stanziamenti dedicati alla cosiddetta “accoglienza” o “emergenza immigrati”. Persino le vecchie ONG specializzate in interventi di cooperazione e sviluppo all’estero hanno aperto progetti di assistenza agli immigrati lasciando perdere i progetti nei Paesi in via di Sviluppo. E se persino un personaggio della caratura del Cardinale Antonio Maria Vegliò sostiene che “occorre aprire corridoi umanitari per permettere ai migranti di giungere in Europa senza cadere nella rete dei trafficanti di uomini” significa che c’è qualcosa che non va, che si ragiona al contrario, perché i canali umanitari sicuri si aprono per portare aiuto e assistenza ai bisognosi nelle loro terre allo scopo di non farli andare via e non, come dice il Cardinale Vegliò, per farli migrare. E’ un controsenso che può essere capito solo se viene interpretato non in un’ottica umanitaria ma in un’ottica di puro affarismo e tornaconto economico. E di tornaconto economico le varie sigle e organizzazioni che assistono i migranti (non solo al loro arrivo, ma anche prima e dopo) ne hanno a iosa.

Ci piacerebbe sapere perché i cosiddetti buonisti non dicono agli italiani come mai invece di andare ad  aiutare concretamente le popolazioni a rischio migrazione nelle loro terre, si convincono con varie “agevolazioni” a migrare verso l’Italia.  Ci piacerebbe sapere perché la voce “cooperazione allo sviluppo” è scomparsa dal dizionario dei politici, dei religiosi e delle “associazioni umanitarie” ed è stata prontamente sostituita con la parola “accoglienza”. Semplice, in questo momento rende di più. Poco conta il fatto che si sconvolgono gli equilibri di un intera nazione. Poco conta che gli italiani siano alle prese con la più grossa crisi economica dell’era moderna che poco lega con l’assistenza agli stranieri. A certa gente interessa solo avere un gran numero di persone da “assistere” perché ognuna di loro equivale a una somma.  E qualcuno ancora pensa che siano le “organizzazioni umanitarie” ad assistere i migranti quando invece è vero l’esatto contrario, sono i migranti a tenere in vita le “organizzazioni umanitarie”.

E chiaro che in questo contesto, la Kyenge e la Boldrini  lanciano all’altra sponda del Mediterraneo famosi “messaggi” di benvenuto ai migranti diventati improvvisamente fonte di reddito esattamente come lo sono per i mercanti di esseri umani. Perché due politici di primo piano della Repubblica Italiana invece di parlare di aprire le frontiere non parlano di cooperazione allo sviluppo per prevenire le migrazioni? C’è qualcuno che c’è lo può spiegare?
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