Ottobre 2013: Elezioni in Trentino Alto Adige, scompaiono i rappresentanti dell’italianità!

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Ottobre 2013: Elezioni in Trentino Alto Adige, scompaiono i rappresentanti dell’italianità!

Messaggio  Admin il Gio 31 Ott 2013, 20:51


Il 27 ottobre 2013, si è votato per rinnovare i consigli provinciali di Trento e Bolzano, gli eletti comporranno, anche, il nuovo consiglio regionale del Trentino Alto Adige, composto da 70 consiglieri (34 consiglieri più il Presidente della Provincia di Trento, e 35 della Provincia di Bolzano), il quale a differenza delle altre regioni italiane non viene eletto, bensì è composto dai membri dei due consigli provinciali.

Elezioni che hanno segnato la definitiva scomparsa della rappresentanza della destra nazionale. Mentre a Bolzano si e avuto il successo dei partiti di destra di lingua tedesca del Die Freiheitlichen (+3,6%) con 6 seggi e la Freiheit con 2 seggi assegnati.

Risultato che ha spinto italiani, da sempre ANTITALIANI, a scrivere sul web delle fregnacce, del tipo:
- “Il Sud Tirolo (non "Alto Adige") e' italiano solo politicamente, perché abbiamo vinto il massacro della 1a guerra mondiale (600.000 morti + 1.000.000 feriti), ma e' tirolese di cultura, lingua, e storia, da sempre;
- A questo punto il Sudtirol ha il diritto di ricongiungersi all'Austria”.

Diciamo subito che quei territori sono tornati all’Italia, perché storicamente erano italiane e non solo per una vittoria che ha reso all’Italia meno del nulla, considerando che nel pomeriggio del 2 novembre del 1918, arrivava con un’ufficiale inviato appositamente da Parigi il testo originale in francese delle condizioni d’armistizio con l’Austria, che subito messosi in contatto diretto con il Comando Supremo italiano a nome dei Ministri alleati comunicava che il termine di accettazione delle proposte scadeva inesorabilmente alle ore 24 del giorno 3 novembre. Testo definitivo d’armistizio che veniva immediatamente ricopiato e trasmesso alla Commissione austriaco-ungarica, con il congiunto invito ad una riunione a Villa Giusti, (Padova) per le ore 21, per l’accordo definitivo onde tradurre in pratica le modalità delle varie clausole contenute nelle proposte.
In quella sede il Generale Weher, dichiarava che : “… gli accordi stabiliti e raggiunti avevano pieno valore ed egli in qualità di Presidente della Commissione austriaca era pronto a firmarli”.
Alle ore 18 del 3 novembre le copie autentiche dei testi dell’armistizio venivano firmate dalle due parti, ponendo fine cosi alla 1° grande guerra mondiale. L’Italia vittoriosa, pensava di potersi sedere al pari colle grandi Potenze al tavolo della pace dove si sarebbe discusso il destino dei vinti. Purtroppo la debolezza e la viltà dei nostri governi non fecero valere in tutta la sua pienezza la portata della nostra vittoria e l’insaziabile bramosia di dominio dei nostri alleati disconobbe i sacrosanti diritti dell’Italia vittoriosa.

Trascorso il ventennio FASCISTA, i governi italiani riservano alle minoranze etniche un trattamento di estrema generosità specie alla minoranza di lingua tedesca proprio in Alto Adige, i cui massimi esponenti si sono contraddistinti negli anni sessanta con noti atti di terrorismo. Mentre nei territori un tempo definiti Zona B, non esistevano né scuole italiane, né giornali italiani, né diritti di alcun genere per gli italiani, l’esempio eclatante è quello di Trieste, dove si spesero centinaia di milioni per costruire un Teatro slavo, lasciando il teatro Politeama giacere nel disuso.

A questi ANTITALIANI, ricordiamo che ancora oggi sono questi taluni degli effetti, a lunga distanza, della cupidigia di servilismo che nel 1947 indusse l’Assemblea Costituente a ratificare il trattato di Pace.

Contro la disgregazione nazionale, in questa falsa “democrazia”, fu impegnato il M.S.I. il quale con un documento intervento alla camera durato oltre nove ore vide Almirante (premunire l’attuali accadimenti), dimostrare come era crollato miseramente il castello costruito all’epoca da Moro, disse: “la SVP tornava all'oltranzismo, gli austricanti vogliono che la questione altoatesina resti aperta per avanzare nuove richieste – con pretestuose interpretazione del calendario operativo”.

Il risultato delle elezioni del 27 novembre ’13, dimostra che per gli italiani quel calendario è giunto alle ultime pagine, anche grazie alla classe dirigente della Destra italiana, incapace di ritrovarsi in un unico organismo, capace di affrontare temi scottanti, restituendo fiducia a quegli italiani sempre più sfiduciati, i quali disertano sempre più le urne.
Vista che nella provincia di Trento ha votato il 62,8% nel 2008 aveva votato il 73,1%, a Bolzano ha votato il 77,7% nel 2008 aveva votato l’80,1%. Di questi votanti nella provincia di Trento, 1,56 % a scelto “Fratelli d’Italia”, mentre nella provincia di Bolzano 1,7% (4.831) ha votato “Unitalia – Movimento per l’Alto Adige “, e lo 0,6 (1.654) “La Destra – Minniti“, 6.485 voti inutilizzabili, e dire che la lista “L’Alto Adige nel cuore” con 6.057 voti ha ottenuto un seggio.

Queste elezioni sono state un altro tassello che in nome dell’Europa sta distruggendo il nostro popolo, nell’economia e ancor più nelle sue tradizioni.

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