Nelson Mandela, un’altra storia!

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Nelson Mandela, un’altra storia!

Messaggio  Admin il Mer 11 Dic 2013, 00:06


Mentre il mondo occidentale è costretto dai potenti a piangere Nelson Mandela, noi ricordiamo il sudafricano Eugène Terre' Blanche, nato a Ventersdorp il 31 gennaio del 1941 e assassinato nel sonno a Ventersdorp  il 3 aprile 2010, per mano di  due neri di etnia Xhosa. Uno dei due assassini, Chris Mahlangu, è stato rilasciato il 13 luglio 2010.
Terre' Blanch, fu il fondatore del movimento Nazionalista Boero “Afrikaner Weerstandsbeweging” (AWB), per  opporsi  alla segregazione che i neri imponevano alla minoranza bianca.

Nelson Mandela

Nelson Rolihlahla Mandela nato a Mvezo il 18 luglio 1918 e morto a Johannesburg il 5 dicembre 2013, combattè il popolo bianco con atti terroristici a partire dal 1941.
A quell’epoca per arretratezza e appartenenza le diverse tribù di neri, imponevano ai giovani ventenni di sposare con una ragazza scelta dal Capo tribù. Anni prima il clan di appartenenza, dell’etnia Xhosa gli aveva affibbiato il nomignolo Madiba, che si e portato dietro sino nella tomba.
Fu l’imposizione del matrimonio combinato la causa che consegno il ventiduenne Mandela alla rivolta terroristica. La scelta era molto delicata: o si sposava, oppure non si sposava mancando di rispetto alla sua tribù e alla famiglia. Decise di scappare, in direzione della città di Johannesburg.

Dopo questa fuga, il giovane Mandela, studente di legge, si lascio coinvolgere dall’idee dell’African National Congress (ANC) un’organizzazione, all’epoca, collegata all’internazionale comunista, il cui scopo era la conquista del governo sudafricano, capace di sostituirsi ai detentori del potere che, già dalla sua nascita negava alcuni diritti politici, sociali e civili alla popolazione nera. Due anni dopo Mandela, fondò l'associazione giovanile Youth League, insieme a Walter Sisulu, Oliver Tambo e altri.

Dopo la vittoria elettorale del Partito Nazionale del 1948, che dette vita ad una politica di privilegi per il popolo di razza bianca, Mandela intensifico il suo impegnò in una campagne di resistenza organizzata dall'ANC, conquistando nel 1955 un importante ruolo nell'assemblea popolare, assemblea che portò all’adozione della Carta della Libertà, che stabilì il fondamentale programma della causa del ANC. Causa, da intendersi quale battaglia di massa.
Il 5 dicembre 1956, viene arrestato insieme ad altre 150 attivisti, accusati di tradimento. Concluso il processo (1961), promosso dal governo dell’apartheid, tutti gli imputati vengono assolti. Da quel momento Mandela, diviene il comandante dell’ala armata Umkhonto we Sizwe dell’ANC (“Lancia della nazione”, o MK), della quale fu co-fondatore.
Messo fuori legge l’ANC e altri gruppi (1960), Mandela, oltre ad appoggiare la lotta armata (1962), inizio a coordinare campagne di sabotaggio contro l’esercito e gli obbiettivi governativi, elabora piani per la guerriglia contro il legittimo governo. In quel periodo Mandela e il suo compagno avvocato Oliver Tambo, fondarono l'ufficio legale Mandela e Tambo per fornire assistenza gratuita a tutti i terroristi di pelle nera. Nel contempo, inizio una raccolta di fondi, anche all’estero per il MK, cercando consenso in vari governi africani, utilizzo le somme raccolte per l’addestramento e la formazione di gruppi para-militari
Nell'agosto 1964 viene arrestato, ancora una volta, dalla polizia sudafricana in seguito ad una informativa fornita dalla CIA, fu imprigionato con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento alla rivolta. Mandela fu considerato fra i responsabili, e insieme ad altri accusato di sabotaggio e altri crimini equivalenti al tradimento, il 12 giugno 1994, fu ritenuto colpevole e condannato all’ergastolo. L’imputazione includeva il coinvolgimento nell'organizzazione di azione armata, in particolare di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole).
Nei 26 anni trascorsi in carcerazione, Mandela restò l’esempio maggiore per l’opposizione, rappresentato dallo slogan "Nelson Mandela Libero" divenne l'urlo di tutte le campagne antisudafrica del Mondo.
Mentre era in prigione (nel regime di dura segregazione), Mandela poté spedire un manifesto all'ANC, pubblicato il 15 giugno 1980. Il testo recitava: “Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid!” (Nelson Mandela).

Nel febbraio 1985 Mandela rifiuto un'offerta di libertà condizionata, in cambio gli chiedevano la rinuncia alla lotta armata, rimanendo in prigione fino al febbraio del 1990.

Caduto il comunismo, Mandela e l’ANC (clandestino), entrano nell’orbita delle “democrazie” occidentali, le stesse “democrazie” che avevano additato, per oltre 49 anni al proprio popolo come esempio di sfruttamento e corruzione. Da quel momento i governi e gli organi di informazione dei paesi capitalisti dettero inizio a indicibili pressioni, includendo forti sanzioni economiche contro il governo di Pretoria (1985/1991). Le pressioni furono cosi forti che costrinsero il Presidente sudafricano F.W. de Klerk ad ordinare la liberazione di Mandela e approvare i necessari provvedimenti che dessero fine all’illegalità dell’ANC, organizzazione col passato terroristico. Ritornata legale l’ANC, poté partecipare alle elezioni legislative del 1994, che (non poteva essere altrimenti) presentò quale suo candidato alla Presidente del Sudafrica Nelson Mandela, il quale risultò eletto con una scacciante maggioranza di voti.
Vinte le elezioni, Mandela, che durante la sua detenzione aveva conosciuto, l’umanità delle guardie afrikaner (olandese), che avevano il compito di sorvegliarlo, e le letture dei migliori libri, sempre il lingua afrikaner, aveva in parte abbandonato il disprezzo per il popolo di razza bianca, questo lo spinse a nominare a vicepresidente il suo concorrente (bianco) de Klerk (sostituito, però, poco tempo dopo da Th. Mbeki del ANC), il quale certo della sconfitta si era, comunque, presentato nella competizione elettorale alla ricerca del voto dei bianchi, senza ottenerlo. L’elettorato bianco certo della sconfitta, al voto preferì l’astensione.

Nel 1962 Mandela, per l’attaccamento dimostrato verso il regime sovietico ebbe assegnato il Premio Lenin per la pace, al quale i paesi occidentali nel 1993 hanno voluto aggiungere il Premio Nobel per la pace. Nobel, all’epoca, riconosciuto anche al Presidente de Klerk.

Mandela, eletto Presidente, nel 1994 resterà in carica fino al 1999. Fu un nero, costretto a portare avanti la transizione tramite l’istituzione di un Tribunale Speciale, la cosiddetta Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Truth and Reconciliation Commission, TRC), un Tribunale, preteso dall’ANC, per colpire duramente la produttiva popolazione bianca,
divisa a metà tra i prepotenti inglesi e l’afrikaaners (discendenti dei coloni olandesi o boeri) i quali insieme, all’epoca, costituivano appena il 10,5% della popolazione; a causa di un incremento demografico più basso di quello delle altre comunità (1% contro il 3% dei neri e 1,8% di asiatici e meticci), insieme ai bianchi vennero colpiti i coloureds (meticci) che rappresentavano l’8,7%; mentre gli asiatici, per lo più indopakistani immigrati per lavorare nelle piantagioni, erano il 3,5% e svolgevano in prevalenza funzioni commerciali, non vennero disturbati.

Finalmente la maggioranza della popolazione (oltre il 77%) formata da neri, appartenenti a etnie bantu (zulù 23%, xhosa 18%) poté applicare apartheid verso i bianchi, le discriminazioni nella vita politico-sociale e nell’accesso ai servizi, ha cambiato fronte, arrecando un grave danno all’intera popolazione della Repubblica del Sudafrica.

L’uomo, che le “democrazie” occidentali e le dittature socialcomunista hanno alzato a “gigante di Giustizia” facendo proprie le parole del segretario generale, Ban Ki-moon, il quale ha obbligato i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad osservare un minuto di silenzio, dedicato alla morte dell’ex presidente sudafricano, Nelson Mandela, nascondendo le responsabilità proprie di quell’uomo, che fu prima al servizio dei paesi comunisti, e subito dopo di quelli anticomunisti, come America e Inghilterra; quest’ultima nazione coloniatrice, constatato che nel 1809 sanziono la fine dell’indipendenza di quelle terre, costringendole nel 1910 a prendere la denominazione di “dominion dell’Unione Sudafrica”, facente parte del Commonwealth, e a sua volta costretta a partecipare alle due guerre mondiali a fianco degli eserciti alleati.
In seguito come accade agli inglesi, nell’America del Nord, costretti alla dura guerra dei sette anni (1776/1783), anche gli inglesi del Sudafrica ebbero aperti contrasti, con la madre patria, per l’ottenimento della indipendenza, avuta il 15 marzo 1961, quando uscirono dal commonwealth, assumendo la denominazione di Repubblica del Sudafrica.
Una nazione ricca di terre fertili e minerarie, la cui estrazione per la maggior parte costituiva l’esportazione del paese, al 1° posto nel mondo per la produzione di oro, platino, cromo; al 4° per i diamanti; ingenti anche l’estrazione di fluoro, solfati, ferro, zinco, manganese e titanio, oltre a una forte disponibilità di carbone che sopperiva alla mancanza di petrolio, garantendo l’autonomia energetica.

Prima del 1994, nonostante le leggi discriminatorie le condizioni di vita comunque erano migliori che nel resto dell’Africa subsahariana anche per i neri (durata media della vita di 10 anni superiore, tasso di alfabetizzazione doppio, redito all’incirca triplo). Ciò spiega perché malgrado le dure condizioni di lavoro, il Sudafrica sia stato meta di una intensa immigrazione da stati vicini. Più 50% della popolazione nera era urbanizzata; La maggiore concentrazione urbana era nell’area metropolitana detta (Petroria-Witswatersrand-Vereeniging), comprendente Pretoria e Johannesburg che ospitava una decina di milioni di abitanti.

Le leggi, capaci di garantire una forte crescita economica grazie alle risorse di base e all’impulso che l’insegnamento europeo diede alla modernizzazione del paese, Il 6% della popolazione africana produceva il 30% del pil del continente, il 40% della produzione industriale e il 45% di quella mineraria, ed era l’unico paese in cui le esportazioni di prodotti industriali (anche a tecnologia avanzata) superavano quelle delle materie prime. Questo secondo la popolazione bianca, imponeva la divisione del territorio in modo da impedire alla popolazione nera, l’accesso nelle aree urbane riservate ai bianchi e viceversa. La divisione si riproponeva nelle aree urbane abitate dalle diverse etnie dei neri, le quali si erano a loro volta divise.

Ricordiamo che, dopo le elezioni del 1994, solo una piccola parte di popolazione nera riceve giovamento del cambiamento, per tutti gli altri si erano consolidate e volta aggravate le vecchie condizioni. È cresciuta la miseria, la criminalità (ormai la più elevate del mondo) la disoccupazione (38%); e diminuiva la speranza di vita legata sempre più alla diffusione di malattie come la tubercolosi e il colera, ma soprattutto l’Aids (5 milioni di ammalati). Se a ciò si aggiunge la corruzione diffusa nella nuova classe dirigente, che giustifica il calo degli investimenti stranieri a partire dal 1996 e il rallentamento della crescita del pil (dal 3,2% del 1994 allo 1,8 del 2010) si nota l’enorme danno che Mandela e la sua lotta, hanno portato sia al popolo nero che, all’intero Sudafrica.
A guadagnarci è stata la sola Inghilterra che ha visto rientrare i sudafricani nell’aria Commonwealth.

Di tutto questo vogliamo trarre in insegnamento, quello di due uomini che si sono spesi per i propri popoli uno, Gandi, il quale con il digiuno e la non violenza seppe liberare l’India dalla oppressione inglese, l’altro Mandela propugnatore della violenza terroristica, che ha riasservito il Sudafrica all’Inghilterra.

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