PACE AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'

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PACE AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'

Messaggio  Admin il Dom 28 Dic 2008, 18:21


Come più volte dimostrato, la democrazia non è tale, se sottostà agli interessi del capitalismo. Questo è quanto accaduto al popolo palestinese, il quale spinto dalle democrazie capitaliste alle urne, per eleggere il Parlamento, è stato esautorano, colpevole di aver dato 76 seggi su 132 ad HAMAS, umiliando FATAH e i governi che lo sopportavano.
Il fronte occidentale, e Israele in particolare, non accettano il risultato democraticamente espresso dal popolo palestinese (la democrazia capitalista riteneva “voto democratico” il successo di FATAH.
Il governo formato da HAMAS non venne riconosciuto dai paesi occidentali i quali revocarono persino gli stanziamenti finanziari già promessi.
Gli Usa ed Israele, accusano HAMAS di terrorismo, creando di fatto le condizioni di ingovernabilità del popolo palestinese.
Israele, da sempre governato con metodi criminali, accusa il popolo palestinese succube delle sue violenze, di terrorismo.
Fu, grazie alle vergognose scelte dell’Inghilterra che gli ebrei si insediarono in Palestina.
Tutto ha inizio nel 1917 con Arthur Balfour nome infausto per i Palestinesi, <<Arthur Balfour era Ministro degli Esteri della Gran Bretagna quando inglobo quale coloniale anche la Palestina, nel 1917 pubblico la famosa Dichiarazione che prende il suo nome, con cui l’Inghilterra riconosceva ai sionisti, e cioè agli ebrei immigrati dall’Europa, il diritto di formare uno Stato in Palestina (in cambio di finanziamenti e servici nell’Europa continentale), rimangiandosi clamorosamente la promessa di autodeterminazione fatta dal governo della monarchia britannica ai Palestinesi.
Proprio questo atto va visto come inizio delle prepotenze ebraiche contro i palestinesi i quali da allora vivano da profughi nella loro terra "che Dio maledica l’Inghilterra" e su cui la storia ha inferito senza fine>>.

La Palestina, una sola ed indivisibile è una regione storica del vicino oriente compresa fra il Libano a nord, il Mediterraneo a ovest, la penisola del Sinai a sud-ovest e chiusa verso est dalla depressione tettonica occupata dal fiume Giordano e dal mar Morto.

Subito dopo la seconda guerra mondiale grazie al ben propagandato olocausto, l’ONU (USA e Inghilterra) consegnano il 56% del suolo patrio della Palestina allo Stato (sionista) d’Israele, il quale gradualmente ha inglobato il restate 44%, con la terza guerra arabo-israeliana del 1967 anche la Cisgiordania e la striscia di Gaza sono sottoposte all’occupazione israeliana.

La guerra del giugno 1967 permette agli Israeliani di estende la loro l’amministrazione su tutta la Palestina, costringendo all’esodo una nuova ondata di Palestinesi. Nei territori occupati, vivono appena 1.000.000 Palestinesi, la situazione del popolo palestinese, <<nazione senza stato>>, rende difficile calcolarne la consistenza numerica, ma si valuta che siano oltre i tre milioni che vivono sparsi nei paesi arabi o nei territori occupati.
I palestinesi le hanno provate tutte, nel gennaio del 1964 crearono la Lega Araba , in marzo un congresso costituisce l’O.L.P. (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), nel febbraio del 1969 nasce F.P.L.P. (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) e il F.D.L.P. (Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina), i quali questi ultimi, mirano non solo alla liberazione della Palestina ma anche alla sollevazione in senso socialista di tutti gli Stati arabi.
Nel 1972 il Mossad (Servizi segreti israeliani) dà inizio ai primi assassini dei rappresentanti dell’O.L.P. a Parigi e a Roma e in diverse altre località sia europee che mediorientali, oltre ad intensificare la repressione nei Territori Occupati.
Nel 1973 Israele inizia a bombardare e ad attaccare il Libano del sud, causando enormi sofferenze fra i civili e la fuga verso Beirut di schiere di profughi.
Nel 1978 Israele non contento dei risultati ottenuti con i continui bombardamenti, invade il sud del Libano, causando circa 2.000 morti. In questa occasione nel sud del Libano nasce la resistenza islamica degli Hezbollah.
Nel 1982 Israele reinvade il Libano, arrivano fino a Beirut. Come da propria indole, sotto il controllo di Ariel Sharon (all’epoca ministro della Difesa d’Israele) entrano nel campo profughi di Sabra e Chatila stermino 1.700 civili palestinesi, destando disapprovazione e orrore in tutto il mondo. Israele si ritira dal Libano, con esclusione di una fascia nel sud, lasciandosi dietro una scia di 17.000 morti fra i civili.
Nei 1985 bombardano il quartier generale dell’OLP che si era insediato a Tunisi.
Nel 1987 Israele nei Territori Occupati usa il pugno di ferro, dando vita a nuovi insediamenti ebraici illegali, con deportazioni, violenze, assassini e torture.
Nel 1993 Arafat per i Palestinesi e Rabin per Israele a Washington, firmano una Dichiarazione di Principii che comprende il mutuo riconoscimento dello Stato d’Israele e dell’OLP, il ritiro israeliano da Gaza e da Serico, un non meglio specificato ritiro israeliano da alcune aree della Cisgiordania entro cinque anni.
In base a questi accordi, è consentito all’OLP di formare una propria amministrazione nei territori che cadranno sotto il suo controllo. Questa amministrazione si chiama Autorità Palestinese, che avrà come presidente Arafat (oggi ). Tuttavia questi accordi rimandano a futuri negoziati i punti di disaccordo più spinosi, e cioè:
- gli insediamenti ebraici illegali in quella parte di terra che si riconosce ai palestinesi;
- il ritorno dei rifugiati palestinesi;
- le risorse idriche;
- il destino di Gerusalemme Est, che i palestinesi rivendicano come propria (come sancito dalla Risoluzione dell’ONU 242)
Nel 2000, gli israeliani appesantiscono la repressione, eseguendo uccisioni dirette e indirette di civili palestinesi fra cui molti bambini, devastazioni delle loro aree abitate e dei loro campi, oltre ai cosiddetti assassinii extragiudiziali di presunti terroristi e/o di leader politici palestinesi non si placano.
Nel 2002 il governo Sharon decide di intervenire su larga scala e lancia l’operazione Scudo Difensivo reinvadendo i Territori Occupati, con l’assedio di Jenin a far da apice alle violenze, operazione, questa, accusata di crimini di guerra contro i civili palestinesi, ma (gli intoccabili) israeliani bloccano ogni indagine internazionale.
E’ in questa fase che Israele decide la costruzione del muro (come i comunisti a Berlino) di separazione fisica fra Israele e la Cisgiordania,
Nel 2004, la democratica Israele impiega l’esercito e un razzo per assassinare il leader spirituale del movimento Hamas, lo sceicco Ahmed Y assin, e tre settimane più tardi il suo braccio destro, Abd-al Aziz al.Rntissi il quale farà la stessa fine.
Nel 2006 entra ancora una volta in libano portando altro dolore e distruzione, costringendo le comunità straniere a inviare truppe per vigilare il sud del Libano ad uso e consumo degli israeliti, in questa aggressione i caduti civili furono oltre 6.000, decine di migliaia di feriti, questo e il prezzo da pagare per la libertà, posta ogni giorno in pericolo dallo Stato d’Israele.



DUE STATI DUE POPOLI - Ora, prima dell’olocausto del popolo Palestinese

Popolazione dello stato di Israele
israeliani: 5 milioni
palestinesi: 1 milione
totale palestinesi nella regione: 3.3 milioni

Tasso di fertilità
israeliani: 2.6
palestinesi: 6.1

Economia, reddito procapite nel 2000
israeliani: $18900
palestinesi: $1600

Disoccupazione
Israele: 9%
Gaza: 48.5%
West Bank: 30.3%


Militari
israeliani: 163500+425000 riservisti
autorità palestinese (paramilitari): 35000

Dati "Time" Magazine


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Re: PACE AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'

Messaggio  Admin il Dom 28 Dic 2008, 19:55

Principali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che esprimono condanna all'operato di Israele.

RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)
Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalità decise dalla Commissione stessa.
RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)
Il CS ritiene che l'azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che puù pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.
RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)
Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane e' stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)
Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell'Armistizio Generale e ha chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni;
condanna l'attacco dell'11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.
RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)
Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la "zona di nessuno" a Gerusalemme.
RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)
Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.
RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)
Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.
RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)
Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.
RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)

Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.
RISOLUZIONE N.242 (22 novembre 1967)
Adottata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu (UN Security Council) a seguito della Guerra dei Sei Giorni. La risoluzione fu elaborata dall'ambasciatore britannico, Lord Caradon. Essa chiedeva il raggiungimento di "una pace giusta e duratura in Medio Oriente" attraverso "l'applicazione dei seguenti principi: ritiro delle forze armate israeliane dai territori occupati nel recente conflitto, la fine di tutte gli stati di belligeranza, il rispetto del diritto di ogni Stato nell'area a vivere in pace entro confini sicuri e riconosciuti".
RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)
Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.
RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)
Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.
RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)
Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.
RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)
Il CS dichiara non valido l'atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.
RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.
RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell'ONU che verifichi lo stato di occupazione.
RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)
Il CS condanna Israele per l'attacco all'aeroporto di Beirut.
RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.
RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)
Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.
RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.
RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)
Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell'ONU su Gerusalemme.
RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)
Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.
RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.
RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)
Il Cs chiede l'immediato ritiro israeliano dal Libano.
RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)
Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.
RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)
Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.
RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)
Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.
RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)
Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano.
RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)
Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.
RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)
Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.
RISOLUZIONE N. 338 (22 ottobre 1973)
Approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiedeva il cessate il fuoco a seguito della Guerra dello Yom Kippur War (o Guerra di Ramadan). La risoluzione afferma:
Il Consiglio di sicurezza
1. Invita tutte le parti in lotta a cessare tutte le ostilità militari immediatamente, entro e non oltre 12 ore dopo il momento di adozione della presente decisione, nelle posizioni che occupano ora;
2. Invita le parti interessate ad avviare immediatamente dopo il cessate-il-fuoco l'attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza 242 (1967) in tutte le sue parti;
3. Decide che, immediatamente e in concomitanza con il cessate-il-fuoco, deve avviare negoziati tra le parti interessate nel quadro di adeguati auspici volti a stabilire una giusta e durevole pace in Medio Oriente.
RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)
Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.
RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)
Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)
Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.
RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)
Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell'ONU.
RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)
Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.
RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.
RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)
Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.
RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)
Il CS deplora con forza l'intervento militare israeliano in Libano.
RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)
Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.
RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)
Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell'ordine di non deportare Palestinesi.
RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)
Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.
RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)
Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.
RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)
Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua "Legge Fondamentale".
RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)
Il CS formula l'imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.
RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)
Il CS condanna con forza Israele per l'attacco alle strutture nucleari dell'Iraq.
RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)
Il CS dichiara nulla l'annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.
RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)
Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.
RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)
Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.
RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.
RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele tolga l'assedio a Beirut e consenta l'entrata di rifornimenti alimentari.
RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)
Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell'ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)
Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell'ONU in Libano.
RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)
Il CS condanna l'attacco israeliano a Beirut Ovest.
RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)
Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l'attacco al quartier generale dell'OLP.
RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)
Il CS ricorda le precedenti richieste affinchè Israele ritirasse le sue
forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.
RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)
Il CS deplora con forza l'uccisione di studenti palestinesi dell'Università di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.
RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)
Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano il diritti umani dei Palestinesi.
RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)
Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.
RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)
Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l'ONU e deportato civili palestinesi.
RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)
Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.
RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)
Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.
RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)
Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram
al-Sharif/Tempio della Montagna.
RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l'Onu.
RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)
Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.
RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)
Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.
RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.
RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.
RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)
Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese;
prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane.
Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.
RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)
Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.
RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)
Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.
RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)
Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin,alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l'Agenzia dell'ONU per l'Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).
RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)
Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città



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Messaggio  Admin il Dom 28 Dic 2008, 21:06

LA DEMOCRAZIA CAPITALISTA SI AUTOASSOLVE E PONE IL PROPRIO VETO.
Anno Risoluzione bloccata dal veto USA
1972 Condanna ad Israele per aver ucciso centinaia di persone nei raid aerei in Siria e Libano
1973 Affermazione dei diritti dei Palestinesi e richiesta ad Israele per il ritiro dai territori occupati
1976 Condanna ad Israele per l'attacco di civili Libanesi
1976 Condanna ad Israele per aver costruito insediamenti nei territori occupati
1976 Richiesta di autodeterminazione per i Palestinesi
1976 Affermazione dei diritti dei Palestinesi
1978 Critica alle condizioni di vita dei Palestinesi
1978 Condanna dei comportamenti Israeliani contro i diritti umani nei territori occupati
1979 Richiesta di rimpatrio per tutti i cittadini espulsi da Israele
1979 Richiesta che Israele cessi le violazioni dei diritti umani
1979 Richiesta di una relazione sulle condizioni di vita dei Palestinesi nei paesi Arabi occupati
1979 Offerta di assistenza al popolo palestinese
1979 Discute la sovranità delle risorse nazionali nei territori Arabi occupati
1979 Per l'inclusione delle donne Palestinesi nella Conferenza delle Nazioni Unite sulle Donne
1980 Richiesta ad Israele per il ritorno dei profughi
1980 Condanna della politica di Israele per le condizioni di vita del popolo palestinese
1980 Condanna per la non applicazione dei diritti umani nei territori occupati, 3 risoluzioni
1980 Affermazione del diritto di autodeterminazione per i Palestinesi
1981 Condanna del trattamento dei Palestinesi da parte di Israele, delle politiche sui diritti umani, e del bombardamento dell'Iraq. 18 risoluzioni
1982 Condanna dell'invasione del Libano da parte di Israele. 6 risoluzioni (1982 - 1983)
1982 Condanna per l'uccisione di 11 musulmani in un luogo santo in Gerusalemme da parte di un soldato israeliano
1982 Richiesta ad Israele di ritiro dall'altopiano del Golan, occupato nel 1967
1984 Condanna di Israele per l'attacco e l'occupazione del Libano del Sud
1985 Condanna di Israele per l'attacco e l'occupazione del Libano del Sud
1985 Condanna ad Israele per un uso eccessivo della forza nei territori occupati
1986 Condanna di Israele per le sue azioni contro i civili libanesi
1986 Richiamo ad Israele per il rispetto dei luoghi sacri musulmani
1986 Condanna di Israele per il dirottamento di un aero di linea Libanese
1987 Richiamo di Israele al rispetto della Convenzioni di Ginevra nel trattamento dei Palestinesi
1987 Richiamo di Israele per la cessazione delle deportazioni dei Palestinesi
1987 Condanna di Israele per le sue azioni in Libano, e risoluzioni
1987 Richiamo di Israele per il ritiro delle forze dal Libano
1987 Richiamo di Israele per il ritiro delle forze dal Libano, 2 risoluzioni
1987 Richiamo di Israele per il ritiro delle forze dal Libano
1988 Condanna delle pratiche Israeliane contro i Palestinesi nei territori occupati. 5 risoluzioni (1988 e 1989)
1989 Richiamo per una risoluzione del conflitto Arabo-Israeliano basato su una precedente risoluzione delle Nazioni Unite
1990 Invio di tre osservatori del Consiglio di Sicurezza dell'ONU nei territori occupati
1990 Affermazione che i territori ad Est di Gerusalemme annessi da Israele sono territori occupati
1997 Richiamo ad Israele per l'interruzione della costruzione di insediamenti ad Est di Gerusalemme ed in altri territori occupati
2001 Invio di osservatori non armati nei West Bank e nella striscia di Gaza




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