ISRAELE: UNO STATO CHE DESTABILIZZA IL MONDO

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ISRAELE: UNO STATO CHE DESTABILIZZA IL MONDO

Messaggio  Admin il Ven 09 Gen 2009, 22:24



USA:
28 dicembre 2008
New York City, 1500 persone, tra cui un gruppo di anti-sionisti ebrei ortodossi, hanno marciato dal Rockefeller Center al Consolato israeliano sulla 2nd Avenue per protestare contro gli attentati del governo israeliano a Gaza.
Manifestazione contro Israele un nuovo Israele-York non PUÒ Parlare nome uno dei Giudei

Russia:
A Mosca, musulmani contro Israele: arresti

Inghilterra:
A Londra, Natale contro Israele, nella centralissima chiesa anglicana di St James di Piccadilly, durante una cerimonia sono state cantate carole natalizie riscritte in senso antiisraeliano,
Il servizio religioso, intitolato: “Betlemme, nove lezioni e Carole alternative” sono state eseguite varie canzoni natalizie, che però di natalizio e del Juletide Spirit avevano sostanzialmente solo la musica.
Una di esse, chiamata “I dodici giorni di Natale”, aveva un testo che diceva:
“Dodici assassini/ Undici case demolite/ Dieci pozzi ostruiti / Nove torri per I cecchini / Otto cannoniere che sparano / Sette checkpoints a bloccare / Sei carri armati che avanzano / Cinque anelli di coloni / Quattro bombe che cadono / Tre cannoni da trincea / Due colombe schiacciate / E un albero d’olivo sradicato”.
Il testo è stato scritto da uno scrittore di parodie israelita (il cui nome non è stato rivelato). L’intero evento era stato organizzato da attivisti che comprendevano un gruppo chiamato “Ebrei per il boicottaggio delle merci israeliane” e il gruppo palestinese “Aprite Betlemme”.
Fra i presenti alla cerimonia c’erano, la baronessa Tonge, che è stata espulsa nel 2004 dalla “front bench” dopo che aveva detto che se fosse stata palestinese avrebbe preso in considerazione l’idea di diventare una “kamikaze”, e Jocelyn Hurndall la madre di Tim Hurndall, l’attivista pacifista che morì dopo essere stato colpito da un soldato israeliano

28 Dicembre 2008,
Londra, si è conclusa con dieci arresti una manifestazione che a Londra ha coinvolto centinaia di persone nella protesta per i raid dell'aviazione israeliana nella striscia di Gaza. I manifestanti si sono ritrovati davanti all'ambasciata di Israele per urlare il loro 'nò agli attacchi, che hanno già causato quasi 300 morti. La manifestazione è stata organizzata dalla coalizione 'Stop the war'. L’iniziative e hanno ricevuto il sostengo di alcune star internazionali, come la cantante Annie Lennox e l'ex modella Bianca Jagger.
"Dieci persone sono state arrestate, molte per disturbo della quiete pubblica", ha dichiarato un portavoce della polizia. Una nuova manifestazione è in programma.
Altri raduni di protesta sono stati organizzati a Glasgow, in Scozia, Manchester, Hull e Portsmouth.

Francia:
Parigi, hanno manifestato in 21mila al grido di "siamo tutti palestinesi", alcuni hanno dato fuoco a bandiere israeliane mentre altri manifestanti hanno incendiato tre macchine e rotto delle vetrine.

Germania:
Berlino, Dusseldorf e Francoforte, Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il Governo Israeliano.

Grecia:
Atene, erano in 3mila a sfilare per le vie del centro fino all'ambasciata israeliana urlando slogan come "libertà alla Palestina" e "imperialisti e assassini del popolo". Una manifestazione si è svolta anche a Salonicco

Olanda:
Amsterdam, in migliaia hanno manifestato sia contro gli attacchi israeliani che contro il governo olandese che non ha condannato i raid.

Svezia:
Nella città svedese di Uppsala in 1200 hanno marciato verso una chiesa dove si è tenuta una funzione con musulmani e cristiani per commemorare le vittime dei raid.

Austria:
Oltre 2300 persone hanno manifestato a Salisburgo, contro l’aggressione israeliana al popolo Palestinese.

Spagna:
A Madrid oltre un migliaio di persone ha dato vita ad un corteo nel centro della capitale. In un comunicato molti intellettuali e artisti iberici, tra cui l'attore premio Oscar Javier Bardem, hanno condannato i raid israeliani e chiesto "l'arresto immediato dell'offensiva criminale sulla Palestina".

Svizzera:
Formale protesta svizzera contro Israele per violazioni del diritto internazionale

Italia:
Mobilitazione in sostegno della resistenza palestinese
Anche in Italia migliaia di persone sono scese in piazza, nonostante il maltempo, in 15 città diverse con il corteo più imponente a Roma.

Convocato in due giorni solo attraverso il web un presidio a Napoli in solidarieta’ con il popolo palestinese e contro l’offensiva israeliana a Gaza e’ diventato un corteo spontaneo con circa mille partecipanti. Da Piazza Carita’ il corteo si e’ mosso verso le 17:30 attarversando il centro della citta’, paralizzando completamente il trafficom ed attraversando Via Roma e Via Monteoliveto.

I movimenti in difesa dei beni comuni, e la comunita’ palestinese e quella araba sono scesi in piazza contro il terrorismo dell’esercito israeliano che sta producendo un massacro a Gaza e nei territori con oltre 400 morti in pochi giorni sotto i bombardamenti israeliani.
In testa al corteo una grande bandiera palestinese con la scritta "Free Palestine" apriva il corteo nel quale sono state distribuite pettorine con la scritta "Israele criminale ! Stop Apartheid", e "Terrorista e’ Israele ! La Palestina si difende".
Al termine della manifestazione c’e’ stato un blocco del traffico in Piazza Carita’.

India:
2 gen 2009
Nel Kashmir proteste contro Israele, decine i feriti
La polizia indiana ha lanciato gas lacrimogeni per dispredere la folla musulmana riunita in Kashmir per protestare contro gli attacchi di Israele a Gaza.
I manifestanti hanno riempito le strade fuori la moschea principale di Srinagar, dopo che i fedeli riuniti per la preghiera del venerdì “hanno intonato slogan come ''Israele a morte”.
I dimostranti hanno alzato striscioni su cui c'era scritto ''stop al genocidio dei palestinesi'' e ''Usa, Israele non inducete i musulmani a diventare terroristi come voi ''.
Nel momento in cui il corteo ha iniziato a marciare verso il centro della città la polizia ha usato bastoni e gas lacrimogeni per farlo sgombrare, i manifestanti hanno risposto all'azione della polizia lanciando pietre.

Egitto:
Violente proteste sono state attuate oggi da egiziani a sostegno dei palestinesi di Gaza all'altezza del valico di confine tra Egitto e Israele di Karim abu Salem, poco lontano da quello di Rafah, dove da giorni è stato schierato un gran numero di forze di sicurezza. Dopo aver bruciato pneumatici sulla strada ed aver dato fuoco ad alcune case del villaggio egiziano di El Mahmd, decine di persone hanno assalito un veicolo della polizia che avrebbe investito "volutamente"un esponente del partito di opposizione, che era tra i dimostranti.
E' cominciato un fitto lancio di pietre contro il blindato della polizia ed i poliziotti hanno risposto a colpi di manganello contro gli aggressori. Nello scontro sono rimasti feriti una decina di manifestanti e tre poliziotti.

Le forze di sicurezza egiziane hanno anche arrestato una ventina di Fratelli Musulmani al Cairo e ad Alessandria d'Egitto, ed hanno fermato centinaia di persone che si stavano radunando per un sit-in di protesta contro l'operazione militare israeliana sulla Striscia di Gaza davanti alla moschea Al Fath. Si sono avuti anche scontri nei quali sono rimasti feriti una decina di persone.

Sul sito online dei Fratelli Musulmani era apparso in mattinata l'invito ai fedeli che si stavano recando in moschea per la tradizionale preghiera del venerdì affinché recitassero anche la 'preghiera del martire' per i palestinesi uccisi nei bombardamenti israeliani e dopo attuassero un sit-in davanti alle moschee per esprimere solidarietà con gli abitanti di Gaza. In conseguenza di ciò le forze di sicurezza hanno schierato forze molto numerose davanti alla moschea di Al Azhar, la più importante del Cairo, dove di solito si svolgono i maggiori raduni di seguaci dei Fratelli Musulmani. La manifestazione è stata allora dirottata davanti a quelli di Al Fath. Ma anche lì, mentre si raccoglievano i fedeli sono arrivate centinaia di poliziotti in assetto antisommossa, che hanno fermato tutti coloro che si recavano verso il tempio e le hanno costrette a salire su otto grandi camion (in media 50 persone ciascuno). A giornalisti e operatori cordoni di polizia hanno impedito l'accesso nella piazza. Negli scontri con i manifestanti sono state danneggiate sei automobili parcheggiate nelle vicinanze. Altre manifestazioni, in cui la polizia è intervenuta in maniera meno massiccia, si sono avute nel sud a Minya e nel nord ad Ismailiya, a Damieta e ad Alessandria. Ad Al Arish, nel nord del Sinai, scontri si sono avuti tra agenti e circa 5000 manifestanti, che issavano la bandiera palestinese e scandivano slogan come "sacrifichiamo sangue e anima per la Palestina". E' stata anche chiesta l'espulsione dell'ambasciatore di Israele in Egitto e l'apertura incondizionata del passaggio di Rafah.

Giordania:
scontri ad Amman in un manifestazione nei pressi dell'ambasciata israeliana.
I dimostranti hanno scagliato pietre contro il campo fortificato dell'edificio, protetto da filo spinato e da un doppio cordone di forze anti-sommossa, che hanno risposto sparando razzi fumogeni.

Iran:
Migliaia in piazza a Teheran, dove i manifestanti hanno inalberato foto delle vittime di Gaza e intonato cori anti-israeliani e anti-americani. Analoghe dimostrazioni si sono svolte in altre città del Paese.

Indonesia:
A Giakarta decine di migliaia hanno sfilato pacificamente nel centro, dirigendosi verso l'ambasciata degli Usa e sventolando bandiere palestinesi. Il Partito della giustizia e della prosperità ha raccolto più di 20mila volontari e circa 200mila dollari per sostenere i palestinesi.

Afghanistan:
A Kabul circa tremila persone si sono radunate davanti a una moschea sulla collina di Baghi Bala. Bandiere Usa, israeliane e britanniche sono state bruciate, come anche foto del presidente degli Usa George W. Bush e del premier israeliano Ehud Olmert. Dimostrazioni pro-Gaza anche in altre città.

Marocco:
A Marrakech trecento studenti si sono radunati davanti all'ospedale Ibn Tofail per protestare contro l'uccisione di un loro compagno, morto per le ferite riportate in seguito agli scontri con la polizia durante una manifestazione che si è svolta domenica.

Turchia:
A Istanbul in migliaia hanno manifestato al grido di «Israele, assassino, fuori dalla Palestina» e «Musulmani, non dormite, proteggete la Palestina».

Libano:
A Beirut in centinaia hanno manifestato nei pressi dell'ambasciata egiziana. Su molti striscioni campeggiavano i versi del poeta palestinese Mahmud Darwish: «Siamo qui, rimarremo sempre qui, perchè il nostro obiettivo è essere».

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