Il coraggio della lotta antiamericana non può esprimersi con la stessa azione criminale dell’esercito americano.

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Il coraggio della lotta antiamericana non può esprimersi con la stessa azione criminale dell’esercito americano.

Messaggio  Admin il Mar 26 Ago 2014, 22:27

Non possiamo che condannare la decapitazione del repoter James Foley, senza scordarci però che era un cittadino dello Stato americano.

La morte di un uomo che, lucrava sulle guerre, non ultima la guerra civile in corso da anni in Siria, dove attendeva l’intervento armato delle forze Nato contro il legittimo governo di quello che resta della Siria.
Intervento impedito dalla contrarietà Russa.
Quel mancato intervento ha spinto i combattenti islamici  (a lui familiare) a sequestrarlo, portando dopo il cambio di fronte degli americani, che ieri dovevano aiutarli in Siria e oggi li bombardano in Iraq, ad un atto sconsiderato, la sua decapitazione, che l’Is ha inteso spettacolarizzare, vilmente, esclusivamente per esaltare i propri combattenti e ancor più i  simpatizzanti.

La conseguenza di questa spettacolarizzazione è la speculazione che gli organi di governo e d’informazione occidentali stanno mettendo in atto contro i combattenti dell’Is,  facendone un pesante atto d’accusa contro i terroristi (combattenti) che combattono (avendo a loro disposizione solo armi leggeri) contro il potente esercito americano, che da sempre, nel mondo, non perde occasione per rovesciare tonnellate di bombe e missili, uccidendo – alla cieca – migliaia di civili e qualche combattente.

ANCORA UNA VOLTA IL SANGUE CONTRO LORO!

I combattenti, presentati dalle false “democrazie” al popolo occidentale come terroristi non dispongono né di apparecchiature satellitari né di una potente forza aerea e navale. Non può bastare far rivivere la brutalità messa in atto da quei combattenti, perché l’America continui  ad alimentare focolai di guerra, è giusto non nascondere le immagini delle brutali azioni del Is, ma di certo esse non superano per distruzione e disumanità quanto è accaduto nella provincia di Fallujah (Iraq), per mano americana. La criminalità nascosta dall’imperialismo americano (al pari dell’Is), non può giustificare l’auto legittimazione ad intervenire come spazzino del mondo, considerato che la maggior parte dei popoli sono da tempo stanchi del loro imperialismo.  

Alle attuali stragi, commesse da combattenti che hanno scelto di lottare per allontanare dalla loro regione il prepotente dominio degli occidentali, corrispondono pari e più disumane stragi nascoste - al mondo -, compiute con più potenti e moderni mezzi di distruzione. Il   terrore non ha confini ma, esso non può essere additato al mondo assecondo di chi lo esercita.

L’Italia ad esempio non avrebbe ritrovato la sua Unità se all’epoca il Popolo avesse ritenuto valorosi Patrioti come i Carbonari dei volgari terroristi, e cosi pure le azioni di Giuseppe Garibaldi, militare e uomo politico che, già nel 1833 si affilio alla Giovane Italia, che dopo la fallita insurrezione di Genova (’34) scappo in Sudamerica, dove combatté con gli indipendentisti di Rio Grande e dell’Uruguay organizzando una Legione italiana (camice rosse). Tornato in Italia nel 1848 partecipò con un gruppo di volontari alla 1° guerra d’indipendenza;  sconfitto a marazzone si rifugio in Svizzera. Nel 1849 accorse in difesa della Repubblica Romana (vittorie di Porta S. Pancrazio, Palestrina, Velletri); caduta la repubblica, sfuggito all’accerchiamento riparò a S. Marino, da dove cercò di raggiungere Venezia per mare; sorpreso dalle navi austriache, sbarcò nei pressi di Ravenna.
Sfuggito agli  austriaci dopo un breve nuovo esilio in America, tornò in Italia (1854) e aderì alla Società nazionale di La Farina.

L’uomo che l’odierno imperialismo avrebbe ricercato come terrorista, venne  nominato da Cavour generale dell’esercito piemontese, durante la guerra d’indipendenza portò i Cacciatori delle Alpi alle vittorie di Varese e San Fermo (’59). Dopo l’armistizio di Villafranca che cedette Nizza alla Francia, deluso abbandonò l’esercito sardo e organizzò la spedizione dei mille nel Regno delle Due Sicilie; nell’incontro a Teano il 26 ottobre 1960 cedette a Vittorio Emanuele II il Regno conquistato.
La vittoria sui Borbonici non le fu sufficiente intendeva liberare Roma ma, fu bloccato con la forza sull’Aspromonte dalle truppe italiane; nel 1866 (III guerra di indipendenza) vinse gli austriaci a Monte Suello e a Bezzecca ma fu fermato da Lamarmora; nel 1867, in un nuovo tentativo di raggiungere Roma, si scontrò con francesi e pontifici a Monterotondo e a Mentano. Nei 1870 difese in Francia la Repubblica e sconfisse i prussiani a Digione.

Per tutti questi trascorsi Garibaldi, fu definito l’Eroe dei due mondi, tale è ritenuto ancora oggi in tutto il mondo.

OGGI LO STESSO EROE, PER GLI AMERICANI E I LORO SERVI SAREBBE UN FEROCE TERRORISTA.

Come accadde all’Europa, oggi il mondo deve liberarsi dalla prepotenza imperialista degli americani, e per questo condanniamo il terrore da ogni parte esso provenga.  

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