Per la falsa “democrazia la paura fa novanta!

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Per la falsa “democrazia la paura fa novanta!

Messaggio  Admin il Mar 26 Ago 2014, 22:37

Torino la città che fu dell’industria automobilistica, ormai tormentata dai debiti, dalla crisi industriale e manifatturiera, in cui molti torinesi tirano a campare ostaggi delle gang criminali comandate da italiani e da extracomunitari, dov’è l’amministrazione comunista anziché pensare di dare risposta alle migliaia di famiglie rimaste senza lavoro, per mesi ha sprecato le proprie energie per attenzionare il tremendo problema che Torino si portava dietro ormai da ottantanni: la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel lontano ventennio fascista
Per i torinesi ammalati di comunismo, sconfitto - per fame - alla fine degli anni 89/91- era indispensabile impedire che l’ex Duce si potesse avvalere della cittadinanza onoraria concessogli, all’epoca, dalla Città.

Ci chiediamo, per i torinesi era questa la vera priorità? O essi avrebbero preferito che si risolvessero prima i problemi nelle quali sta affondando l’intera città, socialmente, moralmente, economicamente, ma soprattutto nelle sue tradizioni.
La città dov’è sindaco il comunista Fassino, cos’altro potevano fare a qualche mese di distanza i traditori dell’Italia? se no affiggere manifesti che riportano indietro la memoria fino al 1945, per rinnovare un vergognoso e macabro spettacolo messo in atto dalle bestie rosse. Si vede che a differenza di tanti nostri camerati, gli antifascisti continuano ad avere paura, ritengono possibile che il popolo italiano si affidi ai veri Fascisti per ridare dignità a questa, attuale, triste nazione.

Quel manifesto fa emergere tutte le bestie che ignorano la storia (sindaci, deputati, ministri, senatori etc.). L’orrenda Italia fascista ha dato al Popolo quelle riforme sociali che oggi i Fassino di turno stanno togliendo: dalle 8 ore di lavoro alle ferie, dalla tredicesima agli assegni famigliari, dalle pensioni alla sanità, all’istruzione gratuita. Per non parlare delle opere infrastrutturali messe in piedi in pochissimo tempo, puntuali e con addirittura avanzo di risorse rispetto a quanto stanziato per la costruzione. Quell’Italia con le sue riforme sociali fu ad un passo dall’abbattere il capitalismo mondiale ma nella guerra del sangue contro l’oro quest’ultimo prevalse.
Studiate bestie immonde che osate mettere a testa in giù una persona buona come Mussolini! La vostra “democrazia” toglie i diritti, e consegna al Popolo un’unica vera libertà quella di morire di fame!!!

lasciamo voi belve rosse con un pensiero di Giuseppe Prezzolini che sicuramente da ignoranti quali siete disconoscete. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1929 tornerà diverse volte in vacanza in Italia. In una di queste occasioni durante gli anni ’30 avrà modo di dire:
“Le mie impressioni possono forse parere semplici per i lettori italiani, ma hanno però lo sfondo dei paesi per i quali passo quando torno: un confronto e un controllo. Pace in questa Italia: ecco il primo sentimento certo che si prova venendo da fuori e dura per tutto il soggiorno. La pace degli animi, il silenzio delle lotte che divorano gli altri paesi (…). I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla malavita per esercitare il loro mestiere (…). Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo, del paesaggio, dei fiori, dei colori e dell’atmosfera (…). Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento.”

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