ALBERTO GIAQUINTO, SEMPRE PRESENTE!

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ALBERTO GIAQUINTO, SEMPRE PRESENTE!

Messaggio  Admin il Lun 12 Gen 2009, 02:29




Roma: 10 gennaio 1979, la "Democrazia Capitalista" si difende con blindati e forze dell'ordine in tenuta antisommossa, i comunisti si riuniscono in gruppi urlanti contro la presenza fascista.
Tutti i camerati cercano di convergere verso Acca Larenzia con cortei spontanei. La reazione dei protettori del regime è immediata, feroce e spietata. Partono dei colpi d'arma da fuoco: ALBERTO GIAQUINTO (17 anni) cade ferito a morte alla nuca.

La sera stessa dell'assassinio i telegiornali di regime trasmisero la notizia dipingendo Gianquinto come armato e pericoloso e fermato da un coraggioso agente di polizia, poi per altro condannato per quest'assassinio da un tribunale di questa repubblica.

Poca importanza dette l’opinione pubblica all’autopsia e alle innumerevoli testimonianze che smentirono la versione ufficiale, la quale sosteneva che ALBERTO fosse armato, e che il "tutore dell’ordine" avesse "solo" risposto al fuoco del ragazzo, un fuoco ed un’arma che esistevano solo nelle menti di chi architetto quella ignobile messinscena.

Dopo due ore di agonia, ALBERTO muore, mentre tre solerti agenti di pubblica sicurezza piombano in casa sua alla ricerca di chissà cosa; non trovano niente, se ne andranno scornati.
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