Mario Sironi: al Vittoriano di Roma

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Mario Sironi: al Vittoriano di Roma

Messaggio  Admin il Lun 13 Ott 2014, 22:42


A distanza di 71 anni si comincia a riconoscere il valore degli uomini del ventennio fascista, non solo per quello che rappresentavano ma anche per le loro capacità professionali.

A questo proposito, il Vittoriano di Roma stà dedicando a Mario Sironi,  pittore architetto, una Mostra antologia curata da Elena Pontiggia in collaborazione con l'archivio Sironi di Romana Sironi ed allestita da Comunicare Organizzando Srl. L’ultima sua mostra organizzata in Italia, cosi completa (oltre 90 opere) risale al 1993, quando, si lasciò nell’oblio il suo passato politico.  

Sironi, oltre ad evidenziare la sua origine sarda aveva la necessità di costruire il suo messaggio attraverso le forme, per questo ha percorso le varie fasi dell'arte italiana del primo '900 avendo sempre come riferimento la ricerca dell'espressione volumetrica e architettonica delle sue idee. Le sue figure restarono volumetriche fino agli '30, quando la volontà di trasmettere la sua arte al popolo lo condusse a scegliere il murale come forma espressiva prevalente". Ecco, il popolo appunto. L'appello artistico alle masse prende piede con il pronto ed entusiastico aderire di Sironi al movimento fascista, attratto dall'amicizia diretta che aveva con Mussolini.

Un sincero Fascista che, restò fedele fino all'ultimo, andando oltre l'adesione a Salò, fino al crollo definitivo di ogni speranza e illusione. "Sironi - ha ricordato Francesca Villanti, direttore scientifico del Complesso del Vittoriano - ha creduto nell'ideale di rinascita dell'Italia proposto dal fascismo, ci ha creduto nella misura più pulita possibile, cercando di far partecipare il popolo a quelli che erano gli ideali del ventennio. Tanto che quando cadde il fascismo si trovò fuori dal mondo, non perchè estromesso dalla politica, ma perché aveva perso il proprio ideale, quello che era lo spirito che lo motivava a trasmettere un messaggio. Si trova perso".

Sironi era un artista che s’interessava anche all'illustrazione, nella mostra c'è tutta una sezione dedicata ai disegni realizzati per la Fiat, perché aveva trovato nelle immagini di autovetture una corrispondenza autentica con gli ideali di modernità, velocità e tecnica che animavano l'epoca. Poi, alla fine degli anni '30 è diventato un pittore espressionista fino ad arrivare agli ultimi anni della sua vita, quando tra amarezze per gli ideali di rinnovamento andati perduti e drammi familiari, dal punto di vista artistico iniziò a ripercorrere tutto il lavoro fatto".

Oggi, la sua opera può essere riletta nel suo contenuto artistico più autentico perché ci permette di attraversare tutto il percorso dell'arte italiana partendo dal simbolismo, passando attraverso al divisionismo ed al futurismo.

LA MOSTRA SU MARIO SIRONI, È VISITABILE AL MUSEO VITTORIANO DI ROMA FINO ALL’8 FEBBRAIO 2015.

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