Roma 28 ottobre 2014: la falsa “democrazia” antifascista, non ci tapperà le Ali!

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Roma 28 ottobre 2014: la falsa “democrazia” antifascista, non ci tapperà le Ali!

Messaggio  Admin il Mar 28 Ott 2014, 17:56

Ancora una volta vediamo uniti due rappresentanti dei traditori d’Italia che prendendo spunto dall’annuncio fatto ieri dal quotidiano “Il Tempo”, invocano l’intervento del sinistro sindaco di Roma, con il preciso scopo di impedire la prevista commemorazione che si svolgerà nel santuario allocato vicino alla storica Piazza Venezia, una funzione religiosa per ricordare Benito Mussolini, e i caduti del R.S.I. ad Anzio in occasione del 92° anniversario della Marcia su Roma svoltosi il 28 ottobre 1922. I due, sfrontatamente chiedono  qual’è il confine tra una commemorazione intima e privata e una manifestazione che configura l’apologia del fascismo? Aggiungendo, che non è facile stabilirlo.  

Ernesto Nassi, presidente romano dell’Associazione partigiani, spiega, ognuno comunque è padroni di ricordare i propri morti, L’importante è che queste persone si ricordino di vivere in una Repubblica democratica e in un Paese antifascista. Ma dubito che eviteranno inni e saluti romani, cose vietate dalla legge perché riferite a un periodo della storia d’Italia drammatico. La Costituzione non considera l’apologia di fascismo un reato d’opinione e non abbiamo alcun bisogno di manifestazioni nostalgiche». (1)

Ruben Della Rocca, assessore alle Relazioni esterne della comunità ebraica di Roma, osserva: “La scelta della data non è casuale e questo dimostra che l’Italia non ha fatto i conti con la storia del fascismo, soprattutto dal ’38 in poi, quando vennero emanate le leggi razziali e razziste. È una storia di malefatte, delazioni, di bande fasciste che, dopo il 16 ottobre del ’43, scovavano gli ebrei e li consegnavano alla Gestapo. Una pagina riaperta da chi vuole commemorare Mussolini, che propose e firmò quelle sciagurate leggi.
Inoltre, in un momento in cui tutta l’Europa è attraversata da rigurgiti di neonazismo e xenofobia, non si sente il bisogno di manifestazioni del genere”. Si può commemorare un tiranno che ha portato l’Italia allo sfacelo? Non sta a me vietare certe cose, ma dire che fare il saluto romano è un reato d’opinione è sbagliato. Non si può definire un’opinione la prevaricazione del prossimo. E chi fa il saluto fascista aderisce a quel tipo di ideologia. Le autorià cittadine dovrebbero tenere d’occhio questi fenomeni - prosegue Della Rocca - e ci auguriamo che il sindaco Marino intervenga.(2)

Noi fascisti, non intendiamo entrare in polemica con esseri che, come i due, sono asserviti al capitalismo e ancor più allo straniero. Quello che scriviamo, pensiamo, possa essere condiviso da tutti i Camerati, sia da quelli che hanno vissuto nel ventennio, sia da quelli che non l’hanno vissuto.

(1) Il “partigiano” Ernesto Nassi, dimenticando che solo dopo l’otto settembre tanti esseri, inumani, senza indossare alcun segno identificativo, in maggioranza asserviti al bolscevismo, si vendettero agli anglo-americani con il non segreto obbiettivo di imporre al popolo italiano, dopo la civiltà Fascista, la barbarie dei soviet  del Urss. Per far questo commisero atti di viltà, attaccando isolate abitazioni e masserie per derubare chi li abitava di tutti i propri averi, mentre vigliaccamente attaccavano giovani in divisa solo se erano sicuri di sopraffarli. Non scordando le tante volte che hanno richiesto ai loro padroni di bombardare paesi e città, causando centinaia di migliaia di morti per lo più gente indifesa e civile.      

(2) Il rappresentante degli ebrei romani Ruben Della Rocca, con la sua bocca può dire quel che vuole, ma non deve nascondere agli italiani, che fino il 1938, i poco più dei 35.000 ebrei presenti in Italia, godevano di enormi privilegi.  A tal proposito ricordiamo ai Camerati che, su 1.500 professori  Universitari, 900 erano di religione ebraica. Nonostante questo, il sionismo internazionale era divenuto un nemico del nostro popolo.
Forse in quegli anni l’influenza tedesca a portato il Governo Fascista a commettere nei confronti degli ebrei presenti in Italia un grave errore (visto la loro ostilità nei confronti del nostro popolo), includendoli all’interno della legge in difesa della razza.
All’epoca il governo Fascista nei loro confronti doveva approvare un decreto identico a quello americano emanato dopo l’attacco giapponese di Pearl harbor, che permise di sradicare gli americano-giapponesi dai luoghi di residenza e ricchiuderli in campi dagli stessi giapponesi edificati, dove trovarono la morte oltre 10.000 giapponesi, senza che l’America abbia sopportato un solo atto di guerra sul propri territorio. E no come ha fatto Mussolini, dagli ebrei ritenuto un tiranno, che nonostante tutto continuò a tutelarli, come dimostrato dalla storia. Considerato che il primo atto a loro ostile è avvento dopo il 16 ottobre del ’43.

Camerati, le bande richiamate senza vergogna dai due nemici del nostro popolo, furono partigiane ed ebraiche, e non quelle fasciste, sottoposte a precise gerarchie di comando, per questo oggi 28 ottobre 2014, la repressione di questa “democrazia” non ci fermerà.  Ancora una volta conquisteremo in ogni modo il diritto di commemorare tutti i nostri Camerati assassinati, compresso Mussolini, che  fu il loro Capo.
Camerata, anche sulla rete gridiamo Presente!

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