La Polizia politica (digos), aiutata dalla Polizia postale in questi giorni sta setacciando il Web, alla ricerca di social network Fascisti.

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La Polizia politica (digos), aiutata dalla Polizia postale in questi giorni sta setacciando il Web, alla ricerca di social network Fascisti.

Messaggio  Admin il Lun 10 Nov 2014, 23:11


L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha reso indispensabile l’uso di Internet quale mezzo di scambio di informazioni, ma la sua rapida diffusione da subito aveva messo in evidenza i punti di debolezza della Rete stessa, in particolar modo con riferimento alla sicurezza informatica di accesso alle grandi banche dati, di esecuzione di transazioni e disposizioni finanziarie.
In questo scenario, con la legge di riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, è nata la Polizia Postale e delle Comunicazioni, quale “specialità” della Polizia di Stato all’avanguardia nell’azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica a garanzia della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione.

Ma, è bastato l’appello della Boldrini, terza carica di questa falsa “democrazia” (eletta in parlamento nella sinistra estrema, asservita al capitalismo internazionale), affinché questa nuova forza di Polizia, con gli strumenti più efferati di cui dispone questo regime, si mettesse a servizio della repressione politica di quanti coraggiosamente, ancora oggi contrastano il liberalismo e tutto quello che ne consegue, e per questo sono ritenuti apologeti del Fascismo.

Oggi 9 utenti su 10 sono iscritti su facebook o twitter ed è qui che gli agenti della Polizia postale e politica stanno concentrando le operazioni di ricerca. Il Commissario Manuele Senrechs, senza alcuna vergogna afferma: “da una breve analisi si nota il forte concentramento di utenti iscritti a pagine o gruppi dichiaratamente fascisti che vengono da noi monitorati e schedati. Ogni singolo commento lasciato sui social network è registrato e nel giro di pochi minuti gli agenti riescono a risalire all’IP del computer o del cellulare dove si è commessi. ABBIAMO I DATI CON PIU’ DI 10 MILONI DI ITALIANI che sono iscritti a gruppi facente specie al nazismo e al fascismo. Di questi abbiamo i dati degli amministratori e creatori di questi gruppi come indirizzi e numeri telefonici che facebook ci passa in collaborazione per le indagini in corso”.

Questo falso regime “democratico” per bocca di un suo servitore (il Commissario Manuele Senrechs) ammette di spiare e perseguitare oltre 10 milione di suoi cittadini. Di questi una parte, in base alla vigente legge Scelba del 1952, rischia la reclusione e/o una sanzione pari a 100 mila euro.

Digos e Polizia Postale possono sequestrare il materiale informatico come avvenne già nel 2012 quando prepotentemente si introdussero in casa di un 18 enne di Reggio Emilia reo di gestire una pagina dal titolo “Duce sei sempre nel mio cuore” che contava più di 20 mila iscritti, prontamente oscurata.
Il giovane Camerata, dopo un lungo processo venne condannato al pagamento di una multa di 8 mila euro e 12 mesi di servizio sociale al Centro Multiculturale di Reggio Emilia.

Questi luridi “BASTARDI”, nati per contrastare la criminalità informatica a garanzia della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione, si sono trasformati in strumento di repressione, operando in nome della “democrazia”, con l’intendo di impedire (secondo loro) il ritorno dei metodi polizieschi del ventennio.

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