Un altro sito Fascista oscurato: la falsa “democrazia” se ne vanta.

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Un altro sito Fascista oscurato: la falsa “democrazia” se ne vanta.

Messaggio  Admin il Mar 24 Feb 2015, 23:12


È bastato che il 9 febbraio 2015, il giornalaio Carmine Saviano, scrivesse un brano dal titolo “L'odio nero che viaggia su internet” pubblicato su “Repubblica.it”, del Gruppo Espresso asservito alla sinistra parlamentare ed extraparlamentare, per giungere all’oscuramento di un’altro spazio Fascista.

Questo giornalaio, con l’occhio strabico e il preciso intendo di disinformare e influenzare parte degli italiani, prendendo spunto del comportamento del nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale nel primo pomeriggio del 31 gennaio, giorno della sua elezione, accompagnato da un corteo di automobili di Stato, si è apprestato a rendere omaggio ai morti delle Fosse Ardeatine, una scelta istintiva e non ponderata che, nell’immediato l’ha reso un presidente di parte, che scordava che, quei morti erano stati la conseguente rappresaglia, prevista da norme internazionali, per l’attentato posto in essere da vili comunisti in Via Rasella, comunisti i cui eredi tutt’oggi siedono in parlamento e che gli avevano accordato i propri voti.
Come ha fatto un uomo, se pur illustre, proveniente dalla Sicilia ha fare questa scelta, considerato che i cosiddetti partigiani, operarono in un territorio molto circoscritto, rimanendo sconosciuti ed estranei nella maggior parte della nazione, e ancor più della Sicilia. Mattarella, doveva sentire l’obbligo di ricordare i morti ammazzati della sua terra, ammazzati dalla mafia o per aver chiesto a questa falsa “democrazia” il riconoscimento di alcuni diritti.

Saviano scrisse , Mattarella inizia il suo settennato così: ricordando chi è stato trucidato a sangue freddo dal nazismo e dal fascismo.

Per il “democratico” Saviano, la destra è un serbatoio di odio e rancore. Probabilmente perché non ha intesso sottomettersi alla favola delle violenze Fasciste, o per essere convinta che il ventennio Fascista è stato il solo periodo in cui l’Italia fu una vera Nazione, e per questo già in quel tempo dovette affrontare una dura aggressione dai paesi liberisti e bolscevichi.
L’asservito Saviano nel suo pezzo rimproverava Facebook di consentire la pubblicazione di contenuti che potevano prefigurare l'apologia di fascismo, portando ad esempio le frasi che seguono, ritenute da Saviano shockanti, e lamentando che nessuno le aveva cancellato
Su Greta e Vanessa. Daniela S.: "Vi abbiamo pagato il riscatto luride t*** Vergognatevi, spero di non incontrarvi mai. Altrimenti non so cosa sarei in grado di farvi".
Sull'elezione di Mattarella. M. N.: "Auguri per il tuo nuovo stipendio. Mi raccomando, ingrassa come un p***. Per il resto ci siamo noi!".
Su Mussolini: Simone P.: "Dux Mea Lux".
Sulla xenofobia: Giorgio G.: "Hanno queste smocciose che chiedono elemosina e mai nessuno dice nulla loro, ma attenzione, sono zingari, dobbiamo integrarli... io li integrerei nel cemento".
Sull'Islam: "Perché il fascismo deve essere bandito perché provoca pericolo e l'Islam no?"
Sulla globalizzazione: Mario P.: "Gli americani ci porteranno ben presto alla terza e definitiva guerra mondiale".

Frasi che un portavoce di Facebook Italia aveva ritenuto mantenessero un “giusto equilibrio tra libertà di espressione e tutela della sicurezza e dei diritti delle persone. Aggiungendo che Facebook non consente, infatti, la pubblicazione di contenuti violenti, che incitano all'odio o comunque contrari agli standard della community, offrendo alle persone di tutto il mondo la possibilità di pubblicare contenuti personali, di vedere il mondo attraverso gli occhi di altre persone, di connettersi e condividere contenuti ovunque. Le conversazioni che si svolgono su Facebook e le opinioni espresse sulla piattaforma rispecchiano la diversità degli utenti". Ancora: "Siamo consapevoli del fatto che a volte le persone condividono contenuti e opinioni controverse su Facebook, così come fanno nelle proprie conversazioni quotidiane.

Per contrastare quanto affermato dal portavoce Facebook, Carmine Saviano ha intervistato Mauela Caiani, che lavora presso l’Institute for Advanced Studies di Vienna, la quale insieme a Linda Parenti, ha pubblicato nel 2013 "Web Nero" per le edizioni Il Mulino, alla quale ha chiesto:
- Quanto è profonda la rete dell'estrema destra italiana?
”Il punto è che questi siti vengono chiusi di continuo, è difficile avere una mappa costantemente aggiornata. La legge Mancino pone dei paletti precisi. Penso che il numero sia di un centinaio di associazioni attive in rete". In concreto: si tratta di associazioni, riviste, piccole case editrici, nuclei di skinheads che declinano la loro ideologia in quei territori dove il disagio sociale è assoluto. Se ci si sposta sul terreno dei blog, dei forum, il numero diventa vago ma sale in maniera esponenziale.

Professoressa Caiani, Il gruppo che più l'ha colpita?
"Casapound: hanno una strategia di acquisizione di temi di sinistra, vanno sul sociale, anche se il loro è un welfare sciovinista. Hanno la capacità di attrarre i cittadini con un discorso non nostalgico: del duce o del fascismo sembra che non gli importi nulla. E sono anche molto bravi dal punto di vista iconografico: a volte utilizzano anche simboli di sinistra".

Dal punto di vista normativo quali ritiene debbano essere i passi da compiere?
"E' necessario un adeguamento delle leggi all'online. Il problema è bilanciare principi fondanti di uno stato democratico. C'è da tutelare la libertà d'espressione. Penso agli Stati Uniti in cui questo principio è gerarchicamente quasi superiore a tutti gli altri. Per questo i nostri gruppi si muovono su server americani, perché lì è più difficile chiuderli".

Collegandosi a questo vergognoso brano, che Carmine Saviano riportava su Repubblica.it quale inchiesta sul rapporto tra neo-Fascismo e rete, la deputata “comunista” del Pd Laura Garavini, ha scritto sull’Huffington Post, per denunciare "l’intollerabili pagine a contenuto fascista e nazista" presenti su Facebook, aggiungendo: all’inizio della legislatura, ho presentato un'interrogazione parlamentare sul tema, con cui rivelavo al ministro dell'Interno come in diverse pagine Facebook si esaltasse il fascismo, il nazismo e pubblicate frasi con contenuti di discriminazione razziale e sessuale. Tutti aspetti incompatibili con i valori della nostra Repubblica e con la nostra Costituzione. Aggiungendo: "Non è accettabile che la piattaforma più seguita dei social network si renda megafono di questo tipo di propaganda, non è accettabile che si offra un simile palcoscenico a questi gruppi estremisti". La cosa che sorprende, che lascia interdetti è "che Facebook non faccia nulla per rimuovere queste pagine e risponda addirittura che non contravvengono alle loro regole".

Purtroppo noi Fascisti ancora una volta dobbiamo prendere atto che la persecuzione non ha fine, e che è bastato un giornalaio (che oggi si vanta del successo ottenuto) e una inutile, gerarchicamente, comunista, per vedere oscurato dalla rete web un social network che vantava oltre 135.000 iscritti (un altro atto di democrazia)

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