Sergio Ramelli, per un Gup è reato per un altro no!

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Sergio Ramelli, per un Gup è reato per un altro no!

Messaggio  Admin il Gio 11 Giu 2015, 00:24


Milano, 10 giugno 2015: In questa falsa “democrazia” asservita allo straniero, può accadere anche questo.
Gli organi della Polizia politica, esperti in persecuzione, ogni anno denunciano giovani e anziani che si riuniscono con l’intendo di commemorare Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, la loro colpa è quella di alzare il braccio al cielo al grido Presente, fatto ancor più grave, è far sventolare simboli sconosciuti nel ventennio fascista ritenuti oggi senza alcuna vergogna simboli di quel periodo.

Questi atti persecutori permettono ai giornalai, nemici dell’Italia, di riempire fogli e fogli di cartastraccia, dove riportano nomi e indirizzi dei denunciati, un atto grave che ha lo scopo di alimentare le aggressioni poste in essere dalla marmaglia rossa.

Nel 2013 la persecuzione posta in essere dalla Polizia politica (Digos) ha raggiunto il suo scopo, la gup Elisabetta Meyer ha rinviato a giudizio 16 manifestanti denunziati (il processo al loro carico si è aperto lo scorso 26 maggio), mentre la denuncia attinente il 2014 ha fatto un buco nell’acqua, la gup Donatella Banci Buonamici, ha ritenuto che “il fatto non sussiste” prosciogliendo tutti gli imputati, non tenendo in alcun conto le richieste del pm milanese Pietro Basilone il quale pretendeva il rinvio a giudizio dei 10 imputati.

E’ opportuno far rilevare che era imputata anche l’ex consigliere provinciale Roberta Capotasti, la quale come ogni altro militante (al contrario del merdoso G. Fini) non si è sottratta al cameratesco saluto e al grido PRESENTE!

Questo regime ha emanato innumerevoli leggi persecutorie, applicate ad elastico dagli organi giudiziari, pronti ad accusare i soli e veri oppositori di questa falsa “democrazia” di apologia del Fascismo, appena essi compiono un solo atto che evidenzia l’appartenenza a una comunità estranea a questo sistema politico, sistema che permette ancora oggi ai traditori d’Italia di perpetrare in continuità il loro vile atto. Tant’è che l'avvocato Federico Sinicato, legale di parte civile nel procedimento innanzi al gup Banci Buonamici, in rappresentanza di questi ultimi ha dichiarato che: ”il proscioglimento dei dieci militanti è “grave” in quanto "gesti e simboli avevano una chiara connotazione fascista".

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