Il correre è vergogna ma salva la vita!

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Il correre è vergogna ma salva la vita!

Messaggio  Admin il Mer 12 Ago 2015, 03:40


“Il correre è vergogna ma salva la vita!”: questo detto è divenuto motto (in questi ultimi anni) di alcuni personaggi che hanno vissuto gran parte della vita da Camerati, essi al pari del Fini-to ormai si preoccupano solo di cancellare il loro passato, arrivando persino a dichiarare che il grido “Presente” era in uso innanzi alla morte nelle trincee.

Sarà anche vero ma, da quello che leggiamo su “La Prealpina” del 9 agosto 2015, Checco L. ritenuto un faro della destra varesina, dopo la protesta, per il braccio al cielo,e il grido Presente, sollevata da Michele Mascella, in rappresentanza dei traditori rossi dell’Italia, giustifica il gesto affermando che: “Si tratta della tipica chiamata dei morti e affonda le sue radici nella storia. Non è un saluto fascista. Era in uso anche nelle trincee quando moriva qualche soldato. Riprende una ritualità antica, sbaglia chi vuole strumentalizzare a tutti i costi. Nel saluto a Fabio Castano noi abbiamo voluto semplicemente dire che lui è ancora presente tra noi. Diverso se avessimo scandito frasi come: A noi, Viva il duce, o altro. Io ho semplicemente detto: “Camerati, a posto, attenti”. E tutti hanno risposto: Fabio Castano Presente! È come se avessimo voluto esprimergli un augurio: finito il tuo transito terreno, noi non ti dimentichiamo”.

Questa dichiarazione ha l’amaro sapore della resa, comprendiamo Checco L. considerate le innumerevoli divisione d’aria e l’enorme potere che i traditori rossi sono riusciti a ritagliarsi in Italia asservendosi al liberalismo internazionale. Ma la fine di una vita non può trasformarci in dei vili, di certo chi ha convissuto per anni col credo Fascista come il Camerata Castagno non approverebbe. Di certo non avrebbe affermato che il braccio teso non è Fascista lo è, e come, anche se il Fascismo lo ha ripreso da chi per secoli lo ha usato come orgoglioso simbolo distintivo del potere, sopra al resto dell’umanità.
D’altronde anche Lattuada sa che il braccio teso in occasione di altre commemorazione è stato denunciato e che molte di queste denuncie nonostante il verdetto del Tribunale Speciale (leggersi Cassazione) sono finite in nulla, <>.

Chi si dice Fascista sa che dovrà affrontare giorno dopo giorno una società, sfascista come l’attuale, vittima di troppe paure e contraddizioni. Questo regime parla tanto di libertà ma, nel frattempo pretende di impedire al termine di un funerale l’estremo saluto sul sagrato di una chiesa, alla bara dove è racchiuso un amico, un Camerata.
Questa falsa “democrazia” ha spinto la nostra società a non scandalizzarsi più di niente e di nessuno, ma se uno tende il braccio al cielo trova pronta la comunità dei traditori rossi che in nome dello sfascismo è pronta a denunciarti pretendendo che questo venga perseguito come un incallito criminale.

No, non siamo noi a dover giustificare il nostro esistere ma gli sfascisti asserviti alla globalizzazione e con essa al potere finanziario delle multinazionali. La nostra deve essere una presenza di lotta contro questi traditori e soprattutto contro ogni forma di liberalismo.

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