Israeliti: fermaiamo la prepotenza!

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Israeliti: fermaiamo la prepotenza!

Messaggio  Admin il Lun 07 Set 2015, 03:55


Dopo poco più di quindici giorni ritorniamo, da Fascisti, a dire la nostra, volevamo farlo riportando delle frasi ad effetto pronunciate durante alcune manifestazioni organizzate dagli sfascisti, i quali da traditori non possono che continuare a servire lo straniero di turno.

Purtroppo ancora una volta ci vediamo costretti a commentare un atto di quotidiana prepotenza, compiuto dai soliti israeliti i quali dopo aver rubato la terra di Palestina, grazie all’asservimento di molti paesi occidentali, stanno determinato il sistematico sterminio dei palestinesi.

Ricordare quanto è accaduto il 30 luglio scorso, quando alcuni ebrei hanno dato fuoco a una abitazione di palestinesi, uccidendo nel rogo un bambino di appena 18mesi e il suo eroico papà che trovò la morte per salvare la restante parte del nucleo familiare è più che inutile, in quanto le prepotenze messe in atto in Palestina dagli israeliti si susseguono secondo dopo secondo nell’assordante silenzio del mondo dell’informazione, quasi tutto in mano sionista.

Ma, non possiamo sottrarci dal constatare una prepotenza contro un nostro compatriota, anche se questo è un antifascista incallito, il motto “Prima gli Italiani” vale anche per un vile, se questo subisce una prepotenza in terra straniera, specie se questa terra è la Palestina, in mano ai prevaricatori israeliti.

Prevaricazione subita dal 31enne Vittorio F., un attivista italiano che in quella terra rappresenta l’Ong “International Solidarity Movement (Ism), organizzazione solidale con il popolo palestinese, il quale venerdì 28 agosto 2015, si trovava in Cisgiordania nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, dove da mesi, ogni settimana, gli abitanti del villaggio mettono in atto manifestazioni di protesta contro la costruzione di un insediamento abitativo (internazionalmente illegale) che gli israeliti stanno portando avanti. Dove ha assistito e ripreso il violento e vigliacco attacco che le forze israelite (come le belve della Savana), hanno teso al più indifeso dei palestinesi, un 12enne con una vistosa fasciatura ad un braccio – ingessato -. Un soldato l’ha inseguito, una volta braccato le ha stretto le braccia intorno al collo al limite del soffocamento, spingendolo a terra contro una roccia, il tutto con il coraggioso intendo di condurlo in carcere. Solo dopo il drammatico intervento delle donne palestinesi in difesa del ragazzo, e di conseguenza l’ordine di un superiore il soldato lascia la morsa sul minore. Soldato che prima di allontanarsi in segno di disprezzo ha lanciato una granata assordante in mezzo alle donne di Palestina.
Lo stesso trattamento gli israeliti lo riservano al nostro connazionale, il quale è gettato a terra con violenza e arrestato con l’accusa di aver lanciato pietre e attaccato i soldati, una falsità certificata dalle riprese che Vittorio F. aveva eseguito.

Le scene registrate in quello scioccante filmato hanno fatto il giro del mondo.
Nonostante la certezza dell’alibi, sabato 29 agosto, un giudice ha deciso che doveva restare in carcere fino a lunedì 31, quando sarebbe stato giudicato per direttissima, da altro giudice.
Una decisione che dimostra quanto quel giudice ha tenuto in conto il popolo italiano degli sfascisti che, il primo ministro degli israeliti Netanyahu, avrebbe incontrato proprio quel sabato d’agosto, a Palazzo Vecchio di Firenze per il tramite del suo presidente del consiglio Matteo Renzi, il quale non ha intesso in alcun modo entrare sul l’argomento.

Il 31 agosto il tribunale di Gerusalemme ha disposto il rilascio di Vittorio F. dopo il pagamento di una sostanziosa cauzione e il ritiro del passaporto
Del resto il potere sionista ha immediatamente insinuato dubbi sull’autenticità del video, attraverso il quotidiano inglese Daily Mail, il quale devozionalmente ha avanzato dei dubbi sul filmato, accusando i palestinesi di “aver orchestrato” tutto, senza spiegare su cosa fondano i loro dubbi.
Insieme a Vittorio F., è stato arrestato anche il palestinese, Mahmoud Tamimi, di cui al momento non si ha alcuna notizia.

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