Pescara, 22 maggio 2016: La persecuzione giudiziaria ha colpito un altro Camerata!

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Pescara, 22 maggio 2016: La persecuzione giudiziaria ha colpito un altro Camerata!

Messaggio  Admin il Mar 24 Mag 2016, 23:26


Mentre i vili leader nazionali delle varie anime della Destra sono incapaci, di richiamarsi ai valori fondanti e identitari, per ritrovarsi in un unico soggetto politico
l’attivo coordinatore regionale di F.N. dell’Abruzzo, dopo 11 procedimenti penali di cui 6 già conclusosi con l’assoluzione, per la prima volta è stato raggiunto da un decreto penale per manifestazione non autorizzata.

Questo procedimento, in questa falsa “democrazia”, manca sia l’udienza preliminare sia del dibattimento – dunque dell’opportunità del contraddittorio per chi è dalla parte della ragione –  e il più delle volte prevede una pena pecuniaria, in sostituzione di una breve pena detentiva, che solitamente viene, prima o poi, pagata da tutti coloro i quali sanno di essere colpevoli.

Questo non è il caso di Marco FORCONI.

Il decreto lo colpisce, infatti, nel contesto del recentissimo smantellamento del mercato senegalese abusivo contro cui sempre si è battuto e contro cui aveva manifestato pacificamente anche il 30 agosto del 2015. Uno smantellamento a cui si è giunti anche grazie al suo impegno costante e che l’amministrazione  di Pescara vorrebbe vanificare, dopo aver tollerato un abusivismo pluridecennale, realizzando un nuovo mercato nel sottopasso della stazione ferroviaria.

Marco FORCONI, ha scelto di andare in carcere, rinunciando al pagamento dell’ammenda di 2.900,00 euro e chiede l’applicazione della pena sostitutiva, quantificata in 10 giorni di carcere e 400,00 euro di multa. Ritenendo che sia giusto dare un ulteriore esempio di coerenza capace di far comprendere ai suoi persecutori il carattere di un vero Camerata

Queste le sue parole a motivazione della scelta:

“Ieri sono stato, per la prima volta e senza processo, condannato per decreto penale, con una ammenda di 2.900 euro, o in sostituzione, 10 giorni di arresto e 400 euro di multa.
Il tutto, per aver guidato una manifestazione non autorizzata in data 30 agosto 2015 in relazione al primo inattuato sgombero del mercato etnico.
Condannato per aver posto in essere un corteo, assolutamente pacifico dall’inizio alla fine, partito dal ponte del mare e conclusosi su corso Vittorio Emanuele, altezza del Comune. La mia colpa, eseguito senza autorizzazione.
A prescindere dal fatto che per anni oramai ci è precluso il sacrosanto diritto di manifestare come tutti i partiti in ogni piazza per imprecisati motivi di ordine pubblico (legati non ad atteggiamenti facinorosi dei militanti di Forza Nuova ma a contromanifestazioni di compagini politicamente antagoniste), e da qui la decisione di attuare un corteo non autorizzato in segno di protesta, c’è comunque davvero qualcosa di strano se ciò avviene a distanza di qualche giorno dallo sgombero del mercato irregolare.

Un “fumus persecutionis” che trovo intollerabile verso la mia persona (6 processi subiti e altri 7 ancora da affrontare) e che mi spinge ad una estrema forma di protesta: scegliere la pena sostitutiva di 10 giorni di carcere, e 400 euro di multa.

Mi auguro che il mio sacrificio possa servire a destare le coscienze sopite di tanti cittadini italiani, comprensibilmente demoralizzati a causa di una politica sempre più arrogante quanto inefficiente, ribadendo contestualmente la volontà di proseguire la protesta contro il futuribile mercato etnico che dovrebbe essere allestito in un sottopasso della stazione”.
Un altro abuso politico-giudiziario che chiede vendetta!

Admin

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